"Te la sei cercata" Louise O'Neill

"Te la sei cercata" è purtroppo una delle frasi che si sente più spesso pronunciare quando una donna denuncia uno stupro, ma è anche il titolo di un bellissimo romanzo di Louise O'Neill pubblicato in Italia da Il Castoro nella sua splendida collana HotSpot.


Te la sei cercata
Louise O'Neill
Il Castoro
273 pp. 16,00 €
TRAMA:
In una cittadina di provincia dove tutti si conoscono, Emma O'Donovan è diversa. Lei è speciale: diciotto anni, bellissima, popolare, potente. È sempre perfetta e ama essere desiderata. Tutte le ragazze vorrebbero essere sue amiche, e tutti i ragazzi vorrebbero uscire con lei. Fino a quella notte. A quella festa d'estate, Emma era troppo ubriaca per rendersi conto di cosa stava accadendo, troppo ubriaca per dire basta, troppo ubriaca per ricordare. Ma quelle immagini, quelle fotografie che tutti hanno visto online, significano che non potrà mai dimenticare. E dopo la violenza comincia un nuovo incubo: Emma era speciale, ma ora è solo una fonte di imbarazzo. È sulla bocca di tutti, assurdamente additata e accusata. Davvero se l'è cercata? Davvero è sua la colpa? Senza punti di riferimento, Emma comincia a dubitare persino di se stessa.


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Emma è bella e lo sa.
Emma è andata a una festa.
Emma indossava un vestito troppo corto.
Emma ha bevuto.
Emma ha accettato di prendere della droga.
Emma è stata stuprata.
Ma non lo sa, o meglio non lo ricorda, lo scopre nel momento in cui vede le sue foto su internet.
Foto del suo corpo: nudo, violato, oggetto di scherno anche da parte di gente che conosce da una vita, suoi compagni di scuola. 
Ormai il suo corpo non le appartiene più, è della rete.
Tutto questo non è solo finzione, frutto della fantasia dell'autrice, ma richiama tristemente numerosi casi di cronaca.
La seconda parte del romanzo, quella ambientata un anno dopo la violenza, è quella che ho apprezzato di più.
Cosa succede a una vittima di stupro?
La O'Neill non ci risparmia nulla, ci mostra una ragazza che sprofonda, una famiglia che spera che fingendo che non sia successo nulla tutto si aggiusti, gli insulti, le angherie, i "te la sei cercata".
Il finale è un pugno nello stomaco ma è vero e proprio per questo deve far riflettere.
"Te la sei cercata" è un libro che dovrebbe essere adottato in tutte le scuole superiori, che dovrebbe essere oggetto di dibattito tra i ragazzi ma anche tra gli adulti, genitori e insegnanti, perché è fondamentale che si comprenda fino in fondo il messaggio che:


No. In nessun caso te la sei cercata.

E questo va gridato a squarciagola, come ha fatto la bravissima Louise O'Neill con il suo splendido romanzo.

Salone del Libro di Torino 2018

Il Salone del Libro di Torino è l'Appuntamento italiano imperdibile per tutti gli amanti dei libri e noi di Scribacchini per Passione non potevamo ovviamente mancare!


La vostra Scribacchina che si "sacrifica" per visitare il Salone



Non si può andare al Salone e uscirne a mani vuote, ecco quindi i miei acquisti libreschi:



"Te la sei cercata", Louise O'Neill, Il Castoro

Amo molto la collana HotSpot della Castoro perché ha il coraggio di pubblicare libri young adult che trattano tematiche importanti, questo è un libro molto forte e secondo me, oggi più che mai, necessario. Inoltre la chiacchierata con loro è stata piacevolissima.


"A cosa servono le ragazze", David Blixt, La Corte Editore

Ringrazio Gianni La Corte per avermi consigliato questo libro, permettendomi così di ampliare il materiale che sto raccogliendo sulla grande giornalista investigativa Nellie Bly, una donna straordinaria, tutta da (ri)scoprire.

"Onnazaka", Fumiko Enchi, Safarà Editore


Avevo conosciuto la casa editrice Safarà ai tempi di "Ragazze che scompaiono" della Oliver, ho avuto il piacere di ritrovarla al Salone con un nuovissimo e davvero molto interessante catalogo, mi sono fiondata subito su questo perla, che promette bene. Chiacchierare con loro è stato molto affascinante.


"L'altra metà delle fiabe" a cura di Antonella Castello e "Leggende Polinesiane", ABEditore


Questa casa editrice pubblica dei piccoli gioielli, sia dal punto di vista della scelta dei titoli che dal punto di vista della grafica dei loro libri. La voglia di acquistare l'intero catalogo era fortissima!

"Come far volare un gatto", Massimiliano Feroldi, Lavieri


Massimiliano Feroldi è il mio illustratore preferito, i suoi disegni sono splendidi, da restare a bocca aperta. Ho avuto il piacere di conoscerlo e di avere anche una dedica speciale! Se volete rifarvi gli occhi questo è il suo sito



"Il club degli assassini", Pamela Branch, Polillo Editore

È diventata ormai per me una tradizione acquistare ogni anno al Salone un giallo della Polillo, la sua collana "I bassotti" pubblica romanzi polizieschi sconosciuti e/o introvabili. Mentre spulciavo i vari titoli e trame, un'altra lettrice, anche lei intenta nella mia stessa ricerca, mi ha suggerito questo romanzo, dicendomi che le era molto piaciuto. Non so chi tu sia ma... mi sono fidata e sono sicura di non aver sbagliato!


E voi l'avete visitato? Vi è piaciuto? Quali libri avete acquistato?





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Le bugie degli editori a pagamento

La maggior parte degli editori a pagamento (qui spieghiamo chi sono) ha dei veri e propri cavalli di battaglia per convincere gli autori esordienti a pagare.
Oggi ci divertiamo a sfatare tre di questi miti, i più celebri:


Tutti pagano per pubblicare:


Non è vero, anzi, è vero proprio il contrario!
La norma è che non si paga ma si viene pagati, perché scrivere è un lavoro e come tutti i lavori va giustamente retribuito.
Chissà perché solo in campo editoriale si dà per scontato che si debba pagare il proprio datore per poter lavorare.
Per cui se vi dicono che tutti hanno pagato o sono male informati o sono in cattiva fede.


Non esistono case editrici free:


Basta avere un collegamento internet per scoprire che neppure questo punto è vero.
Esistono le case editrici che pubblicano senza chiedere alcun contributo agli autori e, vi svelo un segreto, sono anche numerose!
Consiglio sempre, per farsi un'idea del mondo editoriale, di visitare il forum del Writer's Dream, qui trovate censite più di trecento case editrici che non chiedono nemmeno un centesimo all'autore e le testimonianze positive o negative degli utenti (attenzione: non sono l'amministratrice del Writer's Dream, se trovate errori o inesattezze nelle liste, non comunicateli a me ma al suo staff)



Anche Italo Svevo ha pagato:



Generalmente, quando un autore è indeciso, l'asso che viene calato per convincerlo è: "Anche Italo Svevo ha pubblicato a pagamento" che è un modo per sottintendere: vedi, Italo Svevo ha pagato e adesso i suoi testi vengono studiati anche a scuola.
Studiando con più attenzione la vita di Svevo però, scoprirete che il suo insegnante di inglese era niente meno che Joyce (sì, quel Joyce, l'autore del celebre "Ulisse") e che era grande amico di un giovane poeta, Eugenio Montale (vi dice nulla questo nome?).
Joyce e Montale rimasero così colpiti da "La coscienza di Zeno" che ne favorirono la diffusione.
Se oggi Svevo è uno scrittore celebre, quindi, non è di sicuro per merito del suo editore.

"La città delle streghe" Luca Buggio

Per la nostra rubrica dedicata ai consigli letterari, oggi parliamo del romanzo di Luca Buggio “La città delle streghe” edito da La Corte Editore.

La città delle streghe
Luca Buggio
La Corte Editore
16,90 € 392 pp.

TRAMA:

Agli inizi del 1700 la politica spregiudicata di Vittorio Amedeo II porta il Ducato di Savoia in guerra contro la Francia. Laura Chevalier, cresciuta vicino a Nizza, crede di essere al sicuro fuggendo a Torino, ma scopre che la capitale del Ducato non è una città come tutte le altre. Ci sono cose di cui non si può parlare se non sotto la protezione dei Santi, perché l’Uomo del Crocicchio è sempre a caccia di anime e potrebbe essere in ascolto. Misteriose presenze si aggirano per le vie quando scende la notte, e cadaveri mutilati vengono ritrovati la mattina seguente. Lo sa bene Gustìn, un tempo monello di strada che si è fatto le ossa fra imbrogli, furti e truffe fino a diventare una delle spie del Duca. Disilluso e intraprendente, è l’uomo giusto per fare i lavori sporchi, ma anche per mettersi a caccia di banditi, streghe e serial killer.
Le loro vite si sfiorano mentre la città si prepara a sostenere l’assedio che deciderà i destini della guerra e del Ducato, tremando per i segni diabolici, affidandosi ai presagi celesti.


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Ho conosciuto Luca al Salone del Libro di Torino nel 2010, lui presentava il suo romanzo“La danza delle marionette” e io la mia raccolta "Racconti tratti da un Moleskine", sono contenta di ritrovarlo oggi con un nuovo libro. 

Se nel precedente aveva già dato prova delle sue doti letterarie, in questi anni la sua scrittura è cresciuta in maniera notevole.

Ho acquistato subito il suo romanzo non solo per la stima che nutro nei suoi confronti come autore, ma anche perché quando si parla di streghe, serial killer e di Torino non riesco proprio a resistere.

Il titolo e la cover, una suggestiva fotografia di Valerio Minato, colpiscono subito l'attenzione del lettore, che non rimarrà certo deluso dalla storia.

Quando si parla di misteri c'è sempre il rischio di svelare troppo, per questo non voglio addentrarmi nella trama, vi dirò invece 5 motivi per cui, secondo me, dovreste leggere questo libro:


  1. Luca, oltre che scrittore è un regista teatrale e si vede! "La città delle streghe" è un romanzo molto visivo, ricco di descrizioni particolareggiate, l'autore ha infatti la dote di condurre per mano il lettore all'interno della storia e di fargliela vivere insieme ai suoi personaggi.
  2. Per scrivere un romanzo storico è necessario documentarsi bene e Luca l'ha fatto, curando ogni singolo dettaglio, raccontando bene la città e il periodo storico, senza però eccedere, riuscendo a rendere così tutte le informazioni digeribili persino a me che non vado matta per i romanzi storici!
  3. I personaggi non sono piatti, statici, ma tridimensionali, con un ottimo approfondimento psicologico, ho apprezzato in particolar modo la cura nella costruzione della figura di Laura, la protagonista (e di sicuro non deve essere stato semplice calarsi nei panni di una giovane donna nella Torino del 1700).
  4. "La città delle streghe" è un romanzo storico ma anche un giallo ed è davvero affascinate il mistero che si dipana nel corso delle sue pagine: Chi è l'autore di questi efferati delitti? È l'uomo del Crocicchio? E chi o che cos'è?
  5. Il finale ha un degno colpo di scena, da lasciare spiazzato anche il lettore di gialli più smaliziato.

Ultimo consiglio... per accompagnare al meglio la lettura, vi suggerisco un buon bicerin e come colonna sonora il “Se chanto” dei Lou Dalfin che ha ispirato l’autore stesso nella stesura del libro. 



Buona lettura!


P.s Se avete letto e amato "La città delle streghe" ho per voi un'ottima notizia: Al Salone del Libro di Torino verrà presentato in anteprima il nuovo romanzo di Luca "La città dell'assedio" La Corte Editore 

Torino che Legge incontra Torino che scrive

Dal 16 al 23 aprile c'è Torino che legge, un altro imperdibile appuntamento per noi amanti dei libri.
Un'intera settimana di eventi e iniziative dedicate alla lettura.
Qui trovate il programma completo.
Tra le tante iniziative ci tengo a segnalarvi "Torino che legge incontra Torino che scrive" dove non solo verrà presentata l'antologia "La Piola racconta" a cui ho partecipato con il racconto "Acqua e menta" ma si parlerà di un tema che mi sta molto a cuore: la cultura in periferia.
L'appuntamento è venerdì 20 aprile, alle ore 21, presso l'Open 011, in corso Venezia 11, Torino.


Festival Libri in Piola 2018

Un'occasione imperdibile per tutti i lettori torinesi, torna infatti il festival "Libri in piola... e non solo".
Una carrellata di eventi (e di buon cibo!) per tutti i palati.
L'appuntamento è dal 12 al 15 aprile in via Bibiana 31, Torino.
Qui sotto la locandina con tutti gli eventi.
Qui la pagina Facebook dedicata, con tutte le informazioni.


Dieci modi per farsi rifiutare da un editore

Hai spedito il tuo manoscritto a tutti gli editori esistenti ma nessuno ti ha risposto, nemmeno per dirti che il tuo romanzo fa schifo?
Prima di appendere la penna al chiodo e decidere di darti all'ippica, leggi la lista qui sotto, magari il tuo libro non è brutto, semplicemente stai sbagliando il modo in cui ti proponi!


Dieci modi (sicuri) per farsi rifiutare da un editore






Spedire un romanzo chick lit ad Adelphi: Prima di spedire un romanzo è essenziale controllare il catalogo dell'editore. No, le case editrici non pubblicano qualsiasi cosa basta che sia bella, ogni editore ha una sua linea editoriale, c'è chi pubblica solo romanzi di genere, chi non pubblica fantasy, chi pubblica solo saggi. Se mandi un romanzo chick lit all'Adelphi non ti stupire poi se non ti rispondono.

Spedire un romanzo lasciando visibili come destinatari 100 editori diversi: Non è per nulla un buon biglietto da visita, dà l'idea che hai scaricato un elenco da internet e hai spedito a caso, sperando nel mucchio di imbroccare l'editore giusto. Questo non vuol dire che non puoi inviare il tuo manoscritto a più editori contemporaneamente ma, se non perdi nemmeno cinque minuti di tempo per informarti su chi sia la persona a cui stai scrivendo, perché un editore dovrebbe leggere il tuo libro?

Spedire un romanzo senza allegare una lettera di presentazione: Invieresti un curriculum vitae senza lettera di presentazione? Allora perché non farlo quando si contatta un editore? Iniziare con un buongiorno, dire chi sei, di che cosa tratta il tuo romanzo e perché ti stai rivolgendo proprio a quella casa editrice non ha mai ucciso nessuno ma anzi è un segno di cura, attenzione e buona educazione. Provare per credere!

Scrivere nella lettera di presentazione che se l'editore vuole sapere chi sei e che cosa hai scritto può cercare su internet: Sai quanti romanzi arrivano alle case editrici? Secondo te un editore ha davvero il tempo materiale di fare una ricerca su google per ogni singolo aspirante autore? Scrivi direttamente tutto nella mail, renderai il lavoro dell'editore più veloce ed eviterai di correre il rischio di essere subito cestinato.

Scrivere nella lettera di presentazione all'editore che tanto ormai si pubblica solo spazzatura e/o raccomandati: Sputare nel piatto in cui si vorrebbe mangiare non è mai una strategia vincente. Se davvero credi che ormai tutto quello che si pubblica sia spazzatura perché stai contattando un editore? Se invece pensi che non sia vero, perché scriverlo?

Scrivere nella lettera di presentazione che: tua madre, i tuoi amici e il tuo cane reputano il tuo romanzo strepitoso: Mi dispiace deluderti ma una presentazione del genere non ha mai incuriosito nessun editore, anzi, ti farà apparire come una persona con un ego enorme, incapace di riconoscere le vere critiche e farà finire il tuo manoscritto diritto nel cestino.

Scrivere all'editore che il tuo manoscritto è depositato alla SIAE: Molti editori non la prendono molto bene. Perché? Perché sottolinearlo nella lettera di presentazione è come dire, nemmeno tanto velatamente, a un editore che non ti fidi di lui, che lo reputi un ladro e per questo ti sei già premunito. Non è molto carino vero? Voglio subito tranquillizzarti, quella degli editori che rubano le idee agli esordienti è una leggenda metropolitana, ma se proprio hai paura c'è un metodo a costo zero (qui un vecchio articolo che spiega come).

Se ti chiedono il manoscritto completo invii solo la sinossi o viceversa: Ogni editore ha un suo metodo di lavoro. C'è chi chiede il manoscritto intero, chi invece inizialmente una sinossi e qualche capitolo. Perché non seguire le indicazioni? Fare di testa propria è sempre controproducente e porta sempre a finire nel cestino.

Inviare solo l'idea perché la storia non l'hai ancora scritta: Capisco che i tempi dell'editoria siano biblici, ma cosa speri di ottenere contattando un editore prima ancora di aver scritto un libro? Mettiamo che all'editore l'idea piaccia, quando ti chiederà tutto il manoscritto cosa dirai? Due giorni e lo scrivo?

Inviare a me il tuo manoscritto: Non ho una casa editrice ma puntualmente mi arrivano testi di aspiranti scrittori, perché? Ricollegandoci al punto 1: Non inviare a caso! 
Inviare a tutti, indiscriminatamente, è il modo più semplice per non pubblicare il tuo libro.


Passione, divertimento e crisi

Stasera voglio condividere con voi una riflessione della mia libraia di fiducia, Catia Bruzzo de "La Piola Libreria di Catia" sulle gioie e le difficoltà di questo lavoro.


Vorrei partire dalla riflessione del blog Gabo su Torino, che parlando della chiusura di Genesi 3.0 [una libreria in un quartiere periferico di Torino n.d.r], richiama nel titolo ["Non si uccidono così anche le librerie? n.d.r] un romanzo e un film ambientato nella California della Grande Depressione... Ecco diciamo che siamo fortunati rispetto a quei personaggi.

Partiamo da noi, da ciò che siamo, da quello che vogliamo ottenere, ma soprattutto da tutto ciò che siamo disposti a fare e a mettere in gioco per raggiungere i nostri obiettivi. Non cosa pretendiamo dagli altri, ma da noi stessi. 

Io non sono sola, mi supporta una grande amica sognatrice e concretissima sostenitrice: Stefania Dessì, che chi frequenta la mia piola libreria conosce, perché pur essendo medico geriatra e lavorando in ospedale, mi sostiene, supporta e sopporta nella mia attività.
Io non sono sola perché ho i miei clienti, molti ormai amici, che mi sostengono e parlando chiaramente,come sono solita fare, acquistano da me. 
Senza il loro supporto avrei già chiuso. 

Noi librai siamo commercianti, imprenditori che se non vendono, chiudono. 
È semplice. Io amo il mio lavoro, i libri e la gente... se così non fosse avrei sbagliato professione. Parto dunque da me stessa e pretendo da me il massimo per ricambiare chi entra nella mia bottega con fiducia: un sorriso spontaneo perché sono davvero contenta di vedere un cliente, la qualità di ciò che servo al bar, la competenza messa a disposizione di chi cerca un libro. 
L'umiltà di sapere che non si finisce mai di imparare e la volontà di migliorare costantemente, anche chiedendo ai clienti oltreché a chi ne sa più di me come mestiere. 

Cosa vuole chi entra da me? Questo devo capire e riuscire a dare, almeno provarci! 

Quando cinque anni fa ho deciso di diventare anche libraia e trasformare la mia piola in piola libreria, sono dovuta passare dallo status di fruitrice compulsiva di librerie a libraia. Ho studiato, ho comprato libri tecnici, altri che presentavano esperienze di librerie vivaci,e anche di narrativa per imparare, cercare spunti e partire preparata. 
Ho adempiuto ai miei obblighi burocratici, consigliata dalle impiegate dell'Epat (la mia associazione di categoria),che con me hanno dovuto occuparsi non solo di bar e ristoranti, ma anche di libri... Ho trovato collaborazione, ho dovuto spendere soldi, tempo e fatica, ma sono soddisfatta perché ci siamo riuscite, siamo diventate libraie, io e un po' anche Stefania. Poi ho dovuto scegliere cosa vendere perché lo spazio purtroppo non mi permette di avere in negozio tutto ciò che vorrei...Abbiamo scelto di esporre i libri delle case editrici piccole e medie, soprattutto del nostro territorio, ma lavoriamo molto su prenotazione. 
Cerco di rendere un servizio veloce e competente, almeno ci provo e le persone apprezzano lo sforzo.

Che soddisfazione quando un cliente mi ringrazia per un libro consigliato... perché diciamo la verità: si deve guadagnare, ma io mi diverto anche a fare la libraia e la barista...mi piace chiacchierare con persone di tutti i tipi e imparo da ognuno di loro. 

SENZA DI VOI NON CI SAREMMO NOI è la frase che ripeto ad ogni evento perché ci credo: senza i clienti la serranda resterebbe chiusa...un'altra in Borgo Vittoria, quartiere che sono sicura saprà risollevarsi e ricambiare l'amore dei suoi abitanti. Io e Stefania siamo nate nel Borgo e io non vorrei lavorare da nessun'altra parte e spero di riuscire con gli altri colleghi commercianti a migliorare sempre per offrire servizi confacenti a ogni cliente...io come libreria,bar,enoteca...gli altri con le loro offerte e specificità. ù

Il Festival che prepariamo in aprile LIBRI IN PIOLA...E NON SOLO è un regalo ai borghigiani. Ci siamo inventate anche il Coro Piolifonico e la gente risponde, perchè non è vero che non ci sono le brave persone che seguono chi si sforza di fare un buon lavoro... Ci sono, ma noi dobbiamo partire da noi stessi e saper offrire libri, musica, divertimento, impegno e cultura anche nella nostra bistrattata periferia. 

Dobbiamo riuscire a guardare oltre il guadagno immediato, saper buttare il cuore oltre l'ostacolo e lavorare per crescere, facendo quadrare i conti, ma cercando sempre di migliorare...

Non lamentiamoci a vuoto, proponiamo, sfidiamo la crisi, perché la gente compra ancora, convinciamoli a comprare da noi dando loro un buon motivo, magari più di uno... 

Quindi passione, un pizzico di coraggio, umiltà, tanto impegno, studio, pianificazione,ma anche divertimento perché la nostra vita è per la maggior parte lavoro e se non facciamo ciò che ci piace...

Se così non fosse per guadagnare avrei riempito la mia saletta con slot... ma non avrei mai incontrato i miei meravigliosi clienti! 

Non posso non ricordare la grande soddisfazione della pubblicazione della nostra antologia LA PIOLA RACCONTA. LIBRI E SCRITTORI A SPASSO PER BORGO VITTORIA. 

Lasciatemi peccare di superbia...non sarà che le persone se le tratti bene, ti trattano bene? Almeno la maggior parte...

Per maggiori informazioni:

La Piola Libreria di Catia
Via Bibiana 31, Torino

Addio a Ursula K. Le Guin

"Gli esseri umani possono resistere e sfidare ogni potere umano. La resistenza spesso comincia con l'arte, e ancora più spesso con la nostra arte, l'arte delle parole".

Questo diceva Ursula K. Le Guin nel 2014, a New York, in occasione della premiazione al National Book Award e le sue parole, oggi, appaiono quanto mai profetiche:


"Sono in arrivo tempi duri, e avremo bisogno delle voci di scrittori capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall'ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di scrittori che si ricordino la libertà. Poeti, visionari, realisti di una realtà più grande".


Ci ha lasciati lunedì, all'età di 88 anni, spegnendosi nella sua casa di Portland, in Oregon.
Una grande perdita per il mondo della letteratura e noi di Scribacchini per passione, la vogliamo ricordare proprio con il video del suo discorso in occasione della premiazione di questo prestigioso premio:


Addio quindi a questa grandissima scrittrice e come ha detto Stephen King...

"Buona fortuna nella galassia"

Conviene pubblicare a pagamento?

Nel precedente articolo abbiamo chiarito cosa sono le case editrici a pagamento (qui) oggi cerchiamo di rispondere a un'annosa questione: conviene pubblicare a pagamento?

Due premesse fondamentali:

  • Le case editrici a pagamento sono legali: chiedere soldi in cambio della pubblicazione non vìola nessuna legge, è (forse) immorale, ma di certo non illegale.
  • Ciascuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, se una persona vuole pagare per pubblicare, perché impedirglielo?
Detto questo torniamo al punto: Pubblicazione a pagamento sì o no?



Risposta secca: decisamente no.

Risposta articolata:

Vi è appena arrivata la famosa mail da parte del direttore editoriale che, entusiasta, vi dice che il vostro libro è bellissimo ma, che dovete pagare un tot di soldi per contribuire alle spese, perché conviene rispondere "no grazie" anziché "a chi devo intestare l'assegno"?

Per prima cosa iniziate a guardare il sito della casa editrice.

Quanti libri pubblica mediamente? 
Generalmente il catalogo degli editori a pagamento è molto vasto, questo perché di solito non fanno selezione e pubblicano tutto ciò che gli arriva, basta che l'autore paghi.
Voi direte: perché deve importarmi di quanti autori vengono pubblicati?
Molto semplice: tanti autori significa poca cura. 
Come fa infatti una piccola casa editrice "costretta a tirare avanti con i contributi dei poveri autori" (sono ironica, eh!) a seguire tutti quei libri? 
Perché pubblicare non significa solo premere "stampa", significa leggere e valutare la bontà del romanzo proposto, fare un editing approfondito (nessun libro è mai perfetto, anche dietro alle opere dei più grandi scrittori c'è sempre la mano sapiente e paziente di un editor) che dovrebbe essere un processo lungo e accurato, impaginare il libro seguendo le norme redazionali della casa editrice, scegliere e progettare la copertina, fare un ulteriore giro di correzione bozze (che qualche refuso rimane sempre) e infine (avrò dimenticato qualcosa?) il visto si stampi.
Ecco: se gli autori sono tanti, come si riesce a seguire bene tutte queste fasi?
Di conseguenze il lettore avrà altissime probabilità di trovarsi davanti a un testo magari bellissimo, ma illeggibile perché non curato bene.

Ritorniamo al sito della casa editrice: 
È più facile trovare il modo per inviare il vostro manoscritto che il suo catalogo? 
Secondo voi perché? Semplice, perché il loro cliente è l'autore non il lettore!

Come abbiamo detto nel precedente articolo, di solito le richieste di contributi oscillano tra i 500 e i 5000 euro, moltiplicateli per i libri pubblicati annualmente e avrete la risposta su dove prende i soldi l'editore.

Ma, obietterete, stampare i libri costa. Così tanto, vi chiedo io? Provate ad andare in una tipografia a farvi un preventivo e avrete la risposta (tra l'altro una casa editrice, stampando molte copie, avrà prezzi ancora più bassi rispetto al singolo cliente).

Ma i soldi non sono per la stampa, vi ha detto l'editore a pagamento, sono per tutto quello che porta alla pubblicazione del libro.

Ok.

Per l'editing, forse? 
Direi di no, visto che, basta aprire un libro pubblicato a pagamento, per trovare refusi ovunque.

Per la pubblicità, allora? 
Avete mai visto un libro a pagamento pubblicizzato? E lo avete mai visto in libreria? Forse sì, ma vi garantisco che non è per merito dell'editore, ma per la tenacia dell'autore, che sarà andato a parlare personalmente con il libraio.

Perché quindi pagare cifre, anche molto alte, per pubblicare? 
Sarete avvantaggiati in qualche modo? 
NO.
In compenso però:

Vi sarete bruciati il vostro romanzo, frutto magari di mesi/anni di duro lavoro, perché sarà pubblicato senza cura e sarà praticamente impossibile da reperire, e in più avrete dei soldi in meno.

Volete lo stesso pubblicare a pagamento?

Come ho detto all'inizio, ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, l'importante è che ne sia consapevole.

Alcuni a questo punto diranno però che ci sono anche case editrici che non chiedono contributi, ma che pubblicano libri pieni di refusi, con grafiche poco curate e che non si trovano in libreria: avete ragione e ne parleremo con un articolo dedicato proprio a questo tema, nel frattempo la mia risposta secca e concisa è: il risultato è lo stesso, ma almeno non avrete pagato nulla.

Vi lascio con un video bellissimo, che prende in giro l'editoria a pagamento, creato da 
Studio 83


Cosa sono le case editrici a pagamento?

Ti è appena arrivata una mail da parte di una casa editrice che dice, grosso modo, così?

Caro scrittore, abbiamo appena letto la tua opera (nome dell'opera) e siamo rimasti letteralmente incollati alle pagine, è l'opera più bella che sia mai stata scritta, i dialoghi sono scorrevoli, i personaggi rimangono impressi nella mente del lettore anche una volta chiuso il libro, insomma si tratta di un romanzo originale, fuori dagli schemi. Crediamo lei abbia un vero talento e per questo siamo lieti di proporle la pubblicazione del suo libro nella nostra collana (nome collana).
Purtroppo però, come ben saprà, oggi sempre meno italiani leggono e i libri che vengono pubblicati ogni giorno sono tantissimi, pubblicare quindi l'opera di uno scrittore sconosciuto è un azzardo, per questo ci vediamo costretti a chiederle un parziale contributo alle spese di pubblicazione.
Sperando di averla presto nella nostra scuderia, resto a sua disposizione per ogni necessità di chiarimento e, nel caso, per un incontro da fissare.


Prima di correre dal tuo capo per licenziarti, fai un bel respiro e continua a leggere.

No, a differenza di quello che può sembrare, non si tratta di una risposta dopo un'attenta lettura del tuo manoscritto, ma è un semplice prestampato.

Ma come, dirai tu, mi chiama per nome e cognome e cita anche il titolo della mia opera (in casi eccezionali ci sono addirittura anche i nomi dei protagonisti!): mi dispiace, si tratta comunque di un prestampato a cui sono stati aggiunti i tuoi dati.

Fai un altro respiro profondo e ritorna alla mail: 


Cosa dice del tuo romanzo, a parte il titolo e (forse) il nome dei protagonisti?
Certo dice che i dialoghi sono bellissimi, i personaggi sono bellissimi, lo stile è bellissimo, tutto è bellissimo ma... non ti sembra un po' impersonale? Non ti sembra, rileggendola a mente fredda, una mail che potrebbe valere per qualsiasi libro e non solo per il tuo?
Oltre alle lodi sperticate, cosa dice? 
Certo, fa piacere sentirsi dire che il nostro libro è un capolavoro ma, ripensandoci sempre a mente fredda, possibile che vada tutto bene? Che non ci sia nemmeno un piccolo particolare che un po' stona? 

Voglio dire subito una cosa a scanso di equivoci: Le case editrici a pagamento sono legali.

Bene, dopo aver chiarito questo, entriamo nel vivo della questione:

Cos'è dunque una casa editrice a pagamento?


Una casa editrice a pagamento è una casa editrice che richiede, in cambio della pubblicazione del tuo libro, un contributo che generalmente va da 500 a 5000 euro (con picchi sia verso il basso, ma anche verso l'alto!).
Nella maggior parte dei casi, in cambio del contributo economico, ti vengo date delle copie del tuo stesso libro, in altri casi il pagamento è "a fondo perduto".

Nel 99 % dei casi gli editori a pagamento non leggono il manoscritto inviato, ecco il perché della lettera generica.

Molto spesso le case editrici a pagamento hanno un catalogo vasto quanto quello della Mondadori e Feltrinelli messe insieme. Perché? Perché non selezionano il materiale, pubblicano tutto ciò che gli arriva e più pubblicazioni equivalgono a più contributi.

Le case editrici a pagamento non si trovano quasi mai in libreria, a meno che l'autore non prenda personalmente contatti con il libraio. Perché? Perché hanno già guadagnato con il contributo richiesto all'autore.

A questo punto, conviene o no pubblicare a pagamento?

Lo scopriamo insieme nel prossimo articolo, dedicato proprio a questo argomento.

Stay tuned!

Un nuovo quaderno, una nuova storia

Un nuovo quaderno, una nuova storia da raccontare.
Auguro a tutti voi un meraviglioso 2018, che sia ricco di storie e di magia, perché i momenti bui sono inevitabili, ma la luce delle nostre passioni rischiara sempre l'oscurità.