Bilanci libreschi: I migliori e i peggiori libri del 2017

Il 2017 è ormai agli sgoccioli e, come da tradizione, ecco il bilancio delle mie letture migliori e peggiori.
IL LIBRO PIÙ BELLO

Devo dire che quest'anno sono stata molto fortunata, ho letto un sacco di bei libri, quello però che ho amato di più è stato:

"La verità sul caso Harry Quebert" Joël Dicker


La verità sul caso Harry Quebert

Joël Dicker
Bompiani
775 pp. 9,00 €


TRAMA:

Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
COMMENTO:

775 pagine letteralmente divorate in pochi giorni e pensare che stazionava da parecchi mesi sul mio comodino ma non mi decidevo mai a iniziarlo, complice una recensione poco lusinghiera letta sul web. Sono bastate poche pagine però, per immergermi completamente nella storia e, nonostante sia una patita di gialli, questa è stata la prima volta in cui ero talmente presa dai personaggi che il mistero è finito in secondo piano.
Veramente tanto, tanto, tanto consigliato!


IL LIBRO PIÙ BRUTTO


"Per dieci minuti" Chiara Gamberale


Per dieci minuti
Chiara Gamberale
187 pp. 9,00 €

TRAMA:

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

COMMENTO:
Non voglio infierire, dirò solo: "Ah, ma è un libro?"

IL CLASSICO PIÙ BELLO:




"Le relazioni pericolose" Choderlos de Laclos

Le relazioni pericolose
Choderlos de Laclos
Feltrinelli
376 pp. 9,00 €

TRAMA:
La marchesa di Merteuil, vedova ancora giovane e affascinante, trascorre la sua vita perseguendo il piacere come obiettivo da raggiungere attraverso i suoi perversi disegni, e passa da un amante all'altro, riuscendo tuttavia, grazie all'autocontrollo e a una fitta trama di espedienti, a mantenere intatta la sua reputazione. Spinta dal desiderio di rivalsa nei confronti di Gercourt, che era stato un suo amante, invita il suo amico, anch'egli ex amante e confidente, colui che condivide la sua spregiudicata condotta, il visconte di Valmont, a lanciarsi in un'avventura che, gli scrive, è "degna di un eroe: servirete l'amore e la vendetta". Lo strumento della vendetta è Cécile, quindicenne figlia di madame de Volanges, appena uscita dal convento e promessa sposa di Gercourt. Valmont, però, libertino di fama, di cui le donne virtuose come la madre di Cécile diffidano, non sembra intenzionato ad accontentarla; e continua a trascorrere la fine dell'estate - siamo nell'agosto di un anno imprecisato del 1700 - presso il castello di campagna di una sua vecchia zia, la saggia madame de Rosemonde. Nel castello soggiorna anche la giovane e bella presidentessa Tourvel, moglie fedele e virtuosa di un giudice lontano per lavoro, ed è proprio lei il motivo della permanenza del visconte, e della sua riluttanza a tornare a Parigi. Valmont vuole fiaccare le solide resistenze della virtuosa, aggiungere al suo catalogo di seduttore una preda ambita proprio perché in apparenza irraggiungibile...
COMMENTO:

Romanzo epistolare molto particolare, se siete appassionati di vendette, tradimenti, inganni, questo classico fa proprio al caso vostro.


IL CLASSICO CHE PIÙ MI HA DELUSO:


"Piccole donne" Louisa May Alcott

Piccole donne
Louisa May Alcott
Fanucci editore
364 pp. 6,90 €


TRAMA:

Crescere non è facile per le sorelle March: il padre è stato richiamato alle armi nel corso della guerra di secessione americana, e da allora la famiglia è stata affidata alle cure della madre. Meg è la sorella maggiore, assennata e gentile, Jo è quella più ribelle e anticonformista, Beth è timida e riservata e infine c'è Amy, la piccola di casa. Le quattro adolescenti si dimostrano molto unite nel l'affrontare le difficoltà quotidiane, l'assenza del padre e le ristrettezze economiche. Tra piccoli e grandi eventi, e circondate dall'affetto della fedele domestica Hannah e dall'amicizia del benestante vicino di casa Laurie, ognuna di loro seguirà le proprie ambizioni, e da piccole donne si trasformeranno in donne autentiche, capaci di affrontare le avversità della vita.

COMMENTO:
Il primo libro che ho letto a scuola è stato "Piccole donne" o almeno così credevo, qualche settimana fa mi sono ritrovata a rileggerlo o meglio a leggerlo per la prima volta, scoprendo così che in realtà da bambina non avevo letto la versione integrale ma una che comprendeva "Piccole donne" e "Piccole donne crescono" condensate in un'unica opera.
Perché delusione? Perché è molto diverso da come me lo ricordavo e da come è descritto nel celebre film che tanto ho amato, ma ci scriverò su un articolo specifico per parlarne meglio. Stay tuned!

IL LIBRO CHE MI HA FATTO PIANGERE

"Sette minuti dopo la mezzanotte" Patrick Ness, Siobhan Dowd

Sette minuti dopo la mezzanotte
Patrick Ness, Siobhan Dowd
Mondadori
224 pp. 10,00 €
TRAMA:

Il mostro si presenta a Conor sette minuti dopo la mezzanotte. Puntuale. Ma non è il mostro che Conor si aspettava, l'orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.
COMMENTO:

Mi sono detta "ne leggerò giusto qualche pagina prima di andare a letto", mi sono ritrovata in lacrime qualche ora dopo chiudendolo. "Sette minuti dopo la mezzanotte" è un libro di una bellezza sconvolgente, toccante ma non per questo patetico. Leggetelo! Ma prima preparatevi una scorta di fazzoletti.


IL LIBRO CHE MI HA FATTO SORRIDERE


"Torta al caramello in paradiso" Fannie Flagg

Torta al caramello in paradiso
Fannie Flagg
Bur
372 pp. 10,00 €
TRAMA:

La vita è proprio strana... Lo può ben dire l'ultraottantenne Elner Shimfissle, che un momento prima si inerpica sulla scala per raccogliere i fichi dall'albero e un momento dopo si ritrova a terra, priva di sensi dopo essere stata punta da uno sciame di vespe. I vicini la soccorrono subito e la portano in ospedale dove purtroppo i medici non possono far altro che constatarne il decesso. Alla notizia, parenti, amici e l'intera comunità della cittadina di Elmwood Springs sono colti da un'infinita tristezza e da un rimpianto inconsolabile: con i suoi saggi consigli e la sua purezza di cuore quella generosa e intrepida vecchietta era stata un punto di riferimento prezioso per tutti. Iniziano i preparativi per il funerale e da tutto il paese arrivano fiori e condoglianze. Ma nessuno ha fatto i conti con la defunta... Elner, stesa su una barella in camera mortuaria, apre gli occhi con l'impressione di sentirsi molto meglio e, benché stupita che nessuno si accorga più di lei, si alza, esce dalla porta, percorre il corridoio fino a un ascensore, vi sale e, dopo un viaggio che ha dell'incredibile, si ritrova in Paradiso a vivere un'avventura che non si sarebbe mai aspettata, incontrando persone che non avrebbe mai creduto di poter vedere, esaudendo il suo grande sogno: domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere riguardo alla Vita. Ma forse la sua ora non è ancora giunta, ed Elner potrebbe tornare indietro, nel mondo dei vivi, a rivelare qual è il segreto della felicità.


COMMENTO:

Fannie Flagg è conosciuta per il suo "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" da cui è stato tratto anche un celebre film, ma ha scritto anche tutta una serie di libri meno conosciuti che secondo me vale la pena recuperare, come questo, un libro leggero ma non banale, dolce ma non sdolcinato, ironico al punto giusto, insomma una lettura consigliata.

IL LIBRO CHE MI HA (PROFONDAMENTE) DELUSO

"Una brava ragazza" Joyce Carol Oates


Una brava ragazza
Joyce Carol Oates
Bompiani
217 pp. 11,00 €
TRAMA:

La sedicenne Katya Spivak sta camminando con i due bambini a cui fa da baby sitter per Bayhead Harbour, New Jersey, quando viene avvicinata da Marcus Kidder, un uomo gentile, dai capelli grigi, uno dei cittadini più in vista della zona. All'inizio le sue attenzioni verso Katya sembrano innocue, disinteressate; al contrario quelle della ragazza sembrano precocemente manipolatorie. La sua bellissima casa in riva all'oceano, il suo essere un artista, i libri per bambini che ha scritto, la musica classica che le fa ascoltare, i suoi generosi regali: la vita di Kidder non ha nulla a che vedere con l'ambiente da cui proviene Katya, che ha una famiglia di bassa estrazione sociale e vicina alla piccola criminalità. Gradualmente, però, a piccoli passi, la relazione tra Katya e Marcus Kidder cambia, e fargli da modella non ha più l'aura romantica dell'inizio. Cosa vuole davvero un uomo così ricco e misterioso da Katya, abbastanza giovane da essere sua nipote? E cosa è pronto a rischiare per ottenerlo?

COMMENTO:


Mi aspettavo decisamente un'altra storia. Cosa posso dire di "Una brava ragazza"? Che è decisamente brutto, anzi di più, e pensare che ho adorato "Sorella mio unico amore".
Profondamente delusa. Per non parlare del finale, decisamente orribile e privo di senso. Non leggetelo!


IL LIBRO CHE MI HA (PIACEVOLMENTE) STUPITO


"Shining" Stephen King

Stephen King
Shining
Bompiani
429 pp. 9,90 €
TRAMA:

L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

COMMENTO:

Ho un rapporto strano con King, all'inizio proprio non riuscivo a leggerlo, poi mi si è aperto un mondo. "Shining" avevo già provato a leggerlo, dopo aver visto il film , ma mi ero ben presto arenata. L'ho ripreso in mano questa estate e l'ho divorato. Posso dirlo? Nonostante Jack Nicholson sia perfetto per questo ruolo, ho preferito il libro al film. King è famoso per i suoi mostri ma devo dire che io amo di più l'approfondimento psicologico che dedica ai suoi personaggi.

IL MIGLIOR LIBRO ITALIANO

"Arduin il rinnegato" Silvana De Mari

Arduin il rinnegato
Silvana De Mari
Ares Edizioni
480 pp. 19,00 €

TRAMA:

«Quando l’ultimo drago e l’ultimo elfo spezzeranno il cerchio, il passato e il futuro si incontreranno, il sole di una nuova estate splenderà nel cielo…» Questo libro è l’attesissimo prequel della saga fantastica che ha avuto, finora, come punte di diamante i due romanzi L’ultimo orco e L’ultimo elfo. Una storia appassionante di battaglie e di amori che coinvolgono orchi, uomini, elfi e nani in un turbine di colpi di scena che terranno il lettore incollato al libro fino all’ultima pagina.


COMMENTO:

Me ne intendo pochissimo di fantasy ma ho letto e amato la saga de "L'ultimo elfo" poiché è in grado di veicolare messaggi fruibili a tutti, anche ai non esperti.
Questo prequel è un libro potente, una storia in cui si ride e si piange, Arduin non è un cavaliere che viene sul suo destriero bianco a salvare il Mondo, è un orco che poco per volta, nel corso della storia, forma la sua morale, che capisce che no, i bambini non si uccidono e non si mandano in guerra e che per fermare gli orchi serve un altro orco. Perché gli orchi esistono, possono essere sconfitti ma vanno anche salvati.
Lettura super consigliata!

In questa categoria però voglio aggiungere anche un altro libro, un romanzo breve, contenuto nella raccolta "Trilogia del Novecento", sto parlando di

"Terra di nessuno" Eraldo Baldini

Trilogia del Novecento
Eraldo Baldini
Einaudi
319 pp. 17,00 €


TRAMA:

È la vigilia del Giorno dei Morti del 1906. L'apparizione di una donna con gli stivali che rivuole indietro il suo terreno basterebbe a far scappare chiunque. Maddalena no, non scappa. E avrà una storia da raccontare. Quattro reduci della Grande Guerra salgono in montagna per lavorare a una carbonaia, e restano coinvolti in una serie di eventi inquietanti. È la terribile esperienza della trincea che spinge le loro menti a trasfigurare la realtà, o il bosco nasconde davvero un Nemico? L'ispettore ministeriale Carlo Rambelli viene inviato nel Ravennate per indagare su una presunta epidemia di malaria. Giunto sul posto dovrà fare i conti con omertà, superstizione e squadracce fasciste. E con la strana scomparsa dei cadaveri di sette bambini. Grazie a un'affascinante miscela che combina paure ataviche e spietati pregiudizi, Baldini ci regala tre storie magnetiche immerse in una geografia provinciale carica di mistero.


COMMENTO:

Che io ami Eraldo Baldini (sia nelle vesti di narratore che saggista) e lo consideri uno dei migliori scrittori italiani penso sia risaputo, ma ci tenevo a inserirlo anche in questa classifica e a segnalare in particolare "Terra di nessuno" romanzo breve che ho amato alla follia.
Baldini è infatti bravissimo a trasmettere lo stesso senso di inquietudine che accompagna i protagonisti, una storia che si divora rimanendo in apnea per tutto il tempo e con un finale per nulla consolatorio. Assolutamente da leggere!


Qual è invece la vostra classifica delle migliori e peggiori letture del 2017?

Libri (gialli) da leggere a Capodanno

Appassionati di misteri, delitti e intrighi? Ecco 3 libri (rigorosamente gialli) ambientati a Capodanno!

Capodanno con delitto

Capodanno con delitto
Donald Bain
Sperling & Kupfer
316 pp. 9,90 €


TRAMA:

La quiete di Cabot Cove, dove la signora Fletcher può finalmente concentrarsi sui suoi romanzi, viene interrotta bruscamente e dolorosamente - quando Jessica riceve la telefonata di un avvocato di Savannah: l'eccentrica amica di un tempo, Tillie Mortelaine, è morta all'improvviso. Alla tristezza per la perdita, si aggiunge la sorpresa: Jessica erediterà un milione di dollari, ma a due condizioni. Per prima cosa, la neoereditiera dovrà utilizzare la somma per aiutare il centro di formazione scolastica fondato anni prima a Savannah assieme a Tillie. In secondo luogo, potrà ricevere il denaro solo se riuscirà a risolvere nel giro di un mese il mistero che avvolge ancora la morte dell'ex fidanzato di Tillie, Wanamaker Jones, ucciso quarant'anni prima con un colpo di pistola durante il veglione di Capodanno. Come sempre, la Signora in Giallo raccoglie la sfida; si trasferisce a Savannah e si stabilisce nella sontuosa dimora di Tillie, trovandosi a tu per tu con gli ospiti di cui si circondava l'amica, persone bizzarre e anticonformiste proprio come lo era lei. Le quali sostengono che lo spirito di Wanamaker Jones vaghi ancora all'interno della villa, la stessa dove è stato assassinato, incapace di abbandonare il mondo dei vivi. E - più terrenamente - che l'affascinante Wannamaker non fosse davvero innamorato della più anziana Tillie, bensì attratto dal suo patrimonio.

Omicidio a Capodanno

Christopher Bush
Omicidio a Capodanno
Polillo Editore
313 pp. 13,90 €

TRAMA:

A Little Levington Hall, la villa del giovane scienziato Martin Braishe, si è appena concluso il veglione di fine anno. Il padrone di casa aveva deciso di dare un ballo in maschera sia per rispettare una tradizione di famiglia sia per festeggiare l'importante scoperta di un nuovo gas. Gli ospiti si stanno ritirando nelle loro stanze quando all'improvviso salta l'impianto elettrico. Lì per lì nessuno dà peso alla cosa, ma l'indomani in molti lamentano il furto di denaro e oggetti di valore, e Braishe si accorge che un campione del suo letale e preziosissimo gas è scomparso. Non è però un semplice ladro quello che si aggira per la Hall: nella sua camera, infatti, la giovane attrice Mirabel Quest giace morta con il costato trafitto da un pugnale. E poco dopo anche suo cognato, lo schivo e cupo Denis Fewne, viene trovato privo di vita nel padiglione esterno dove stava terminando il suo ultimo romanzo. Ma perché non ci sono impronte sul manto di neve che circonda l'intera villa? Bisogna chiamare la polizia, e presto, ma la casa è del tutto isolata: il telefono è fuori uso, le strade sono impraticabili. Toccherà a Ludovic Travers, l'ingegno più brillante tra tutti gli ospiti della Hall, indagare su questi strani e spaventosi accadimenti per impedire all'assassino di colpire di nuovo.

Capodanno in giallo

Aykol, Camilleri, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami
Capodanno in giallo
Sellerio
288 pp, 14 €

TRAMA:

Incombe il Capodanno e nella notte di euforia detective per professione e investigatori dilettanti sono coinvolti in casi complicati piombati su di loro tra una bottiglia di spumante, un fuoco d’artificio, una festa da ballo. Sono i personaggi letterari che hanno conquistato i lettori per le loro biografie, il contesto ambientale, le loro contraddizioni: ci sono poliziotti come il commissario Salvo Montalbano che per la notte di San Silvestro ha deciso di rimanere nella sua Vigàta, o l’anomalo vicequestore Chicco Schiavone - creatura di Antonio Manzini -, più infreddolito che mai in Val D’Aosta, dove è stato sbattuto per non si sa bene quali vicende. E poi i detective dilettanti: Kati Hirschel, la libraia turco-tedesca di Istanbul che ha già risolto brillantemente più di un caso (Esmahan Aykol), Enzo Baiamonte, l’elettrotecnico del quartiere Olivuzza di Palermo, che ha conquistato il «patentino» di investigatore privato (Gian Mauro Costa), i vecchietti che a Pineta si sono inventati un Capodanno al BarLume per la gioia di Massimo, Amedeo Consonni il pensionato reduce dall’avventura degli scheletri trovati nel suo armadio (Francesco Recami), bloccato nella sua casa di ringhiera dal nipotino Enrico e dalla professoressa Mattei-Ferri.

Calendario dell'Avvento scrittevole [Giorno 24]

Siamo giunti alla fine del nostro Calendario dell'Avvento scrittevole, vi facciamo quindi i nostri migliori auguri di Buon Natale e vi lasciamo con l'incipit del racconto vincitore del nostro Contest di Natale, complimenti a Sara R. che riceve in omaggio uno dei libri di cui abbiamo parlato nel nostro calendario.

A.A.A Spazzacamino cercasi


Per far sì che Babbo Natale passi da casa tua è fondamentale che ci siano:

  • un bel bicchiere di latte (qualcuno ci aggiunge anche una spolverata di cacao, ma è facoltativo)
  • dei biscotti al cioccolato appena sfornati
  • e ovviamente un camino ben pulito
Max aveva comprato al supermercato, insieme a Lisa, sua sorella maggiore, il latte e i biscotti (non erano freschi ma era convinto che Babbo Natale li avrebbe apprezzati comunque) ma era in crisi per il camino.
Qualche mese prima suo padre li aveva lasciati e sua madre aveva deciso di cambiare non solo casa ma anche città.
La nuova casa era molto grande e aveva un camino bellissimo, peccato che sua madre dicesse che era troppo dispendioso accenderlo, Max aveva provato a spiegarle che se il camino era sporco Babbo Natale non sarebbe mai potuto arrivare ma lei non gli aveva dato ascolto, con sua sorella era inutile parlare, se avesse saputo che credeva ancora a Babbo Natale lo avrebbe preso in giro.
Ma lui sapeva che esisteva, doveva esistere, altrimenti come avrebbe potuto portargli ciò che desiderava di più al Mondo per Natale?


Noi di Scribacchini per Passione vi facciamo i migliori auguri di Buon Natale!

Che Natale sarebbe senza... [Giorno 23]

Ormai Natale è vicinissimo e noi oggi parliamo di qualcosa senza cui Natale non sarebbe lo stesso o meglio senza cui la Vigilia di Natale non sarebbe la stessa, avete capito? Sto parlando di


Una poltrona per due






Nonostante nelle sale americane sia uscito addirittura l'otto giugno, in Italia è da sempre considerato il film natalizio per eccellenza, complice il fatto che la rete televisiva Italia 1 dal 1997 a oggi l'ha trasmesso 12 volte la sera della Vigilia e 7 in quelle vicine, tanto che su Facebook è nata pure una bellissima e simpatica pagina in cui gli appassionati si riuniscono la sera del 24 per commentarlo in diretta.
La storia è arcinota, due ricconi decidono di scambiare le vite di Dan Akroyd e Eddie Murph per dimostrare se sia la natura o la cultura a influenzare la formazione dell'individuo.

Un film che anche alla centesima visione non stanca mai.
Che dire quindi?

Raccolte Natalizie [Giorno 22]

Volete fare il pieno delle ultime letture a tema natalizio?
Allora queste raccolte fanno proprio al caso vostro!

Racconti di Natale

AA.VV
Racconti di Natale
Einaudi
424 pp. 17,00 €



TRAMA:
Chi l'ha detto che il Natale deve essere noioso, edificante, sdolcinato? Oltre al classico «bianco Natal» ne esistono di gialli, di neri, di rosa, di blu: Natali esilaranti e Natali scioccanti, Natali che dànno i brividi e Natali che mettono pace, Natali cinici, poetici, svagati, smagati. Natali inaspettati.

In questo volume, per la prima volta, tutti questi Natali vengono riuniti in una raccolta di racconti straordinari, in cui i piú bei nomi della letteratura di ogni tempo - da Stevenson ad Auster, da Calvino a Buzzati, dalla Alcott a Conan Doyle - fanno a gara per stupire, commuovere, divertire, emozionare, in un coro di voci uniche e ormai classiche che regalano il ritratto piú completo del giorno piú speciale dell'anno.

Delitti di Natale

AA.VV
Delitti di Natale
378 pp. 15,40 €



TRAMA:
Immaginatevi un albero di Natale riccamente addobbato con palle, festoni e luci intermittenti e, sparsa per terra, una gran quantità di pacchi e pacchetti avvolti in carta colorata e chiusi da nastri preparati da mani esperte. E poi il fuoco che scoppietta nel camino mentre fuori, nel buio della notte, fiocchi di neve cadono fitti a imbiancare la campagna. E, ancora, una grande tavola sontuosamente imbandita, e amici e parenti che mangiano e ridono e brindano felici. E adesso immaginatevi che durante quella cena una collana sparisca e non sia possibile trovarla da nessuna – ma veramente nessuna – parte; o che su quel tappeto immacolato di neve spicchino chiarissime le orme di qualcuno diretto verso una casa da dove – dopo aver ucciso un uomo – se n'è andato senza lasciare altre impronte. E allora sarà con un po' di timore che aprirete quei pacchetti sotto l'albero, perché… già, perché è Natale il giorno in cui, come vi renderete ben presto conto, possono succedere le cose più strane, come un morto che ascolta la radio, un cadavere che si cambia il cappello, un maggiordomo che si trasforma in investigatore, un codice che diventa poliglotta, delle statue di cera che si muovono nella notte, due scarpe che se ne vanno in giro da sole, e poi... buon Natale!

Gli autori e i racconti contenuti in questa antologia sono i seguenti: H. C. Bailey, “L'assassino sconosciuto” (1923); Nicholas Blake, “Un problema in bianco” (1949); Marjorie Bowen, “Una buona bevanda calda” (1928); Agatha Christie, “Una tragedia natalizia” (1932); John Collier, “Di ritorno per Natale” (1951); Joseph Commings, “Serenata per un assassino” (1957); Carter Dickson, “Persone o cose ignote” (1940); Fergus Hume, “Il tocco del fantasma” (1906); Ngaio Marsh, “Il morto che ascoltava la radio” (1939); Ellery Queen, “La bambola del delfino” (1948); Mary Roberts Rinehart, “La vigilia di Natale del maggiordomo” (1941); Dorothy L. Sayers, "La collana di perle" (1933); Lillian de la Torre, "Il codice di Natale (1946); Ethel Lina White, "Statue di cera" (1930); Cornell Woolrich, "L'impronta dell'assassino" (1943); Nicholas Blake, soluzione di "Un problema in bianco".

Buon Natale rosa shocking

Federica Brunini, Elisabetta Cametti, Tiziana Merani, Nadia Morbelli, Simona Toma
Buon Natale rosa shocking
Giunti Editore
208 pp. 9,90 €


TRAMA:
Natale è un giorno un po’ magico, si sa, e come nelle migliori favole, qualche volta può portare le sorprese che aspettiamo da una vita. È quello che succede ad Alessia che, reduce da una brutta batosta in amore, decide di rifugiarsi in una baita di montagna per poter piangere in santa pace. Finché un tenero cagnolino movimenterà il suo esilio. O a Valeria che, mentre rovista nel reparto di intimo alla ricerca di una guêpière per la madre, si imbatte in un affascinante Babbo Natale in carne e ossa. O a Veronika, una agguerrita fotoreporter di strada, che proprio quel giorno farà un incontro speciale, di cui non si dimenticherà mai più. Ma attenzione, quante volte invece le feste di Natale si trasformano in un vero e proprio incubo? Una simpatica madre di famiglia prende in affitto la casa della sua infanzia per trascorrere le feste con parenti e amici. Le intenzioni sono ottime, l’organizzazione del cibo, delle luminarie, dei regali è pressoché perfetta. O quasi... perché non sempre, ahinoi, le cose vanno esattamente come le abbiamo immaginate. Lo sa bene l’impertinente mademoiselle Nadine, che il giorno di Natale, durante il sontuoso pranzo dalla zia baronessa, assiste all’assassinio della piccola Minou, l’amatissima gatta di casa, e alla sparizione di preziosi smeraldi...

Dickens: L'uomo che inventò il Natale [Giorno 21]

Abbiamo iniziato il nostro Calendario dell'Avvento scrittevole con il celebre "Canto di Natale" di Charles Dickens che ha ispirato numerose trasposizioni, esce proprio oggi un film che racconta, ispirandosi al romanzo "L'uomo che inventò il Natale" di Les Standiford, la genesi di quest'opera che, dopo centosettantaquattro anni, continua a essere un classico natalizio.

Dickens: L'uomo che inventò il Natale



Data di uscita: 21.12.2017
Durata:104 min.
Regia: Bharat Nalluri
Cast: Dan Stevens; Jonathan Pryce; Christopher Plummer; Simon Callow; Bill Paterson

TRAMA:

Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore, Charles è a caccia di denaro e di ispirazione. Illuminato all'improvviso dalle favole di una giovane domestica irlandese, decide di scrivere un racconto di Natale per l'ormai prossimo Natale. Ma i suoi editori, delusi dalle vendite dei libri precedenti, rifiutano di investire su quel bizzarro abbozzo di spiriti e vecchi avari. Ostinato e appassionato, Charles trova un illustratore e un'alternativa. In compagnia dei suoi personaggi, lavorerà duramente per sei settimane venendo a capo della sua storia e chiudendo per sempre i conti col passato. Le feste natalizie si avvicinano e le produzioni sfoderano l'artiglieria pesante.

La leggenda della rosa di Natale [Giorno 20]

Ci avviciniamo sempre più al Natale e lo facciamo oggi con i racconti della svedese Selma Lagerlöf, pubblicati dall'Iperborea, una casa editrice che amo moltissimo.

La leggenda della rosa di Natale

La leggenda della rosa di Natale
Selma Lagerlöf
Iperborea
 128 pp. 15,00 €

TRAMA:
Una foresta innevata che si trasforma a Natale in un meraviglioso giardino, impervie montagne che rivelano miniere d'argento, schiere di anime perdute che penano tra i ghiacci eterni, accudite da una vecchietta abbandonata che non si rassegna alla solitudine...

INCIPIT:La moglie del brigante, che viveva in una caverna lassù nella foresta di Göinge, si era messa un giorno in viaggio per andare a mendicare giù in pianura. Il brigante era un bandito fuorilegge e non osava uscire dalla foresta, accontentandosi di stare in agguato dei viandanti che si avventuravano nella fascia dei boschi.

Uomini, renne e maglioni [Giorno 19]

Nel diciannovesimo giorno del nostro Calendario dell'Avvento scrittevole, accontentiamo anche le amanti delle storie d'amore con il romanzo

Mai baciare un uomo con una renna sul maglione

Mai baciare un uomo con una renna sul maglione
Debbie Johnson
HarperCollins Italia
235 pp. 12,90 €



TRAMA:

Maggie è una madre single e per lei Natale è sempre stato un'occasione per stare in famiglia, con la figlia Ellen che riempie la casa di addobbi, il padre Paddy che festeggia con un bicchierino di troppo e l'albero dall'inquietante aspetto di un elfo ubriaco.
Ma quest'anno sarà diverso, perché Ellen e Paddy saranno via per le vacanze e per Maggie si prospetta un Natale solitario tutt'altro che gioioso. Finché, pedalando per le strade innevate di Oxford, Marco Crivelli non va a sbatterle contro, entrando così di prepotenza nella sua vita, e nella sua casa, con tanto di gamba ingessata. Be', a Natale non sarà sola, dopotutto, ma farà da crocerossina a un fusto tutto pepe. Anche se ha sempre pensato che fosse una verità universalmente riconosciuta che non si deve mai baciare un uomo che indossa maglioni di Natale. O sì?

INCIPIT:

Al terzo incontro con l'uomo che oggi conosce con il nome di Marco Cavelli, Maggie gli fece un regalo di Natale di quelli che non si dimenticano: una gamba rotta e due costole fratturate. Dono confezionato con qualche escoriazione al volto e un pittoresco occhio nero.


P.S Ma come si fa a non amare un uomo con una renna sul maglione?




I fratelli Kristmas [Giorno 18]

Nel diciottesimo giorno del nostro Calendario dell'Avvento scrittevole, troviamo niente meno che il fratello di Babbo Natale, grazie a Giacomo Papi e il suo

I fratelli Kristmas




TRAMA:

È la notte del 24 dicembre, ma il vecchio Niklas Kristmas, alias Babbo Natale, non può consegnare i regali. Ha una febbre da cavallo e una tosse spaventosa. Se uscisse al gelo - sentenzia l'elfo dottore - ci lascerebbe le penne. Cosí, a malincuore, l'incarico viene affidato a Luciano, il fratello minore di Niklas. I due hanno litigato anni prima, perché Luciano è un uguagliatore: per lui tutti i bambini sono uguali, e vuole portare a ciascuno lo stesso numero di doni. Mentre lo gnomo orologiaio rallenta il tempo, Luciano ed Efisio, il nano picchiatore, partono a bordo della slitta volante. Ma l'avido industriale dei giocattoli Panicus Flynch, che trama per impadronirsi del Natale, ha sguinzagliato sulle loro tracce le feroci valchirie. Ad aiutare Luciano ed Efisio saranno Maddalena e suo fratello Pietro, due bambini di nove e dodici anni. Per portare a termine la missione c'è bisogno del loro coraggio.

INCIPIT:

– Sei sveglio?
– No!
– Dormi?
– Sì!
Maddalena aggrottò la fronte. Se suo fratello dormiva come faceva a parlare? Era la notte del 23 dicembre, la stanza era buia e le strisce luminose sul soffitto assomigliavano al sedere di una zebra o alla bocca aperta di un mostro. Pietro, suo fratello, le aveva spiegato che non c’era niente di cui avere paura, quelle forme in bianco e nero erano soltanto le luci della strada che filtravano in camera attraverso la persiana, però adesso lui dormiva e la paura di Maddalena cresceva.

Il Natale dei Peanuts [Giorno 17]

Umberto Eco l'ha definito un poeta, sto parlando dell'inventore dei Peanuts, Charles M. Schulz.
Oggi, nel diciassettesimo giorno dell'avvento troviamo proprio i suoi personaggi, nelle più belle vignette di Natale!

Buon Natale Charlie Brown



Qual è il vero significato del Natale?



Conoscete la storia di Babbo Natale e le sue penne?



Natale è per i puri di cuore


Un angelo a Natale [Giorno 16]

Nel sedicesimo giorno del nostro Calendario dell'Avvento scrittevole troviamo un romanzo molto particolare...

Uno stupido angelo. Storia commovente di un Natale di terrore

Uno stupido angelo
Christopher Moore
Elliot
239 pp. 16,50 €



TRAMA:
Siamo in un piccolo villaggio californiano e Lena ruba un pino dal terreno del suo ex marito per farlo diventare un albero di Natale. Ma quando l'ex marito la sorprende, vestito da Babbo Natale e ubriaco, lei accidentalmente lo uccide. La questione si complica perché un ragazzino, che assiste all' "omicidio di Babbo Natale", esprime il desiderio di riportarlo in vita per non rinunciare ai doni. E il peggio viene quando l'angelo incaricato di realizzare il desiderio resuscita per sbaglio non solo Babbo Natale, ma anche tutti i morti del cimitero, ormai zombie... Una fiaba cattivella per chi si dichiara allergico al Natale.


INCIPIT:

Il Natale s’insinuò sornione a Pine Cove come solo il Natale sa fare: trascinandosi dietro una ghirlanda, un fiocco, delle campanelle da slitta, il denso zabaione, il tanfo di pino e la minaccia dell’incombente festività, come una gelida piaga sotto il vischio.
Pine Cove con la sua architettura pseudo-Tudor tutta imbellettata di festività pittoresca – luci scintillanti su tutti gli alberi di Cypress Street, neve finta spruzzata agli angoli delle vetrine, statuette di Babbo Natale e candele gigantesche che oscillano alla luce di ogni lampione – si aprì all’arrivo dei turisti di Los Angeles, San Francisco e della Central Valley a caccia di un momento di autentico e significativo commercio natalizio.

Il Natale di Sherlock Holmes [Giorno 15]

Qualche giorno fa abbiamo parlato della regina del giallo, Agatha Christie, oggi, nel quindicesimo giorno del nostro Calendario dell'Avvento scrittevole, parliamo del re del giallo, Arthur Conan Doyle.
"L'avventura del carbonchio azzurro" è un racconto del 1892 ambientato proprio nel periodo natalizio.

L'avventura del carbonchio azzurro

L'avventura del carbonchio azzurro
Conan Doyle
Interlinea
40 pp. 6,00 €



TRAMA:

Sherlock Holmes nei giorni di Natale si trova con un cappello nero malconcio e una grassa oca bianca che contiene al suo interno una pietra azzurra rubata alla contessa di Morcar in un prestigioso albergo di Londra. Senza apparenti indizi il mitico investigatore sorprende ancora una volta, pagina dopo pagina, nel dedurre la storia, anzi le storie, di ordinaria follia dietro copricapo e animale, con un finale sorprendente in cui la giustizia trionfa ma senza la polizia...


INCIPIT:

Ero passato dal mio amico Sherlock Holmes la seconda mattina dopo Natale, con l'intenzione di porgergli gli auguri per le festività. Era sdraiato sul sofà con una vestaglia color porpora, una rastrelliera per pipe a portata di mano, e una pila di quotidiani del mattino spiegazzati, evidentemente esaminati di recente, vicini alla mano. Accanto al divano c'era una sedia di legno e all'angolo dello schienale era appeso un cappello di rigido feltro molto logoro e stracciato, impresentabile e rovinato in più punti. Una lente e un forcipe sul sedile della sedia suggerivano che il cappello era stato appeso in questo modo con il fine di essere esaminato

La mattina del 25 dicembre [Giorno 14]

Nel quattordicesimo giorno del nostro Calendario dell'Avvento scrittevole troviamo un giallo del 1934 pubblicato nella bellissima collana "I Bassotti" della Polillo

La mattina del 25 dicembre

La mattina del 25 dicembre
C.H.B Kitchin
Polillo Editore
224 pp. 14,40 €


TRAMA

Alla fine di un pomeriggio di lavoro intenso ma fruttuoso, il giovane agente di cambio londinese Malcolm Warren può finalmente lasciare il suo ufficio e godersi le festività natalizie. La sua famiglia è in vacanza in Francia, e a lui non resta che accettare l’invito a trascorrere la vigilia di Natale a Beresford Lodge, la lussuosa residenza di Axel Quisberg, uno dei suoi migliori clienti. Il padrone di casa passerà la notte fuori per via di un importante incontro d’affari, e sarà sua moglie Letty a intrattenere un gruppo di ospiti decisamente male assortito. Dopo cena, quando la poco allegra compagnia viene trascinata in un chiassoso “gioco delle sedie”, Malcolm cade stortandosi un polso. Niente che non si possa curare con una fasciatura e un sonnifero per fare una bella dormita. Ma al risveglio il giovane si rende conto che i guai sono appena cominciati allorché, guardando fuori dalla finestra, scorge una strana figura che giace immobile sulla balaustra del suo balcone. È il cadavere della signora Harley, l’ospite che occupava la stanza sopra la sua e che, a quanto pare, soffriva di sonnambulismo. Una caduta accidentale sembra l’ipotesi più plausibile; del resto, chi mai poteva avercela con una donna tanto mite e inoffensiva?


INCIPIT
La Vigilia di Natale, alle quattro meno venti, mi aprii un varco tra una folla di allegri fannulloni che cantava e danzava per la strada e, entrato sotto la gran cupola della Borsa, mi aprii un altro varco tra una folla di agenti di cambio che discutevano animatamente sino alla cabina telefonica.

Il Natale di Ungaretti [Giorno 13]

Nella tredicesima casella del calendario dell'Avvento, abbandoniamo Babbo Natale per trovare una poesia che ci fa riflettere.
È il 1916, Ungaretti si trova in licenza a Napoli, è Natale, ma il poeta non riesce a trovare la voglia di festeggiare, non dopo l'esperienza al fronte...


Natale



Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
Giuseppe Ungaretti

Babbo Natale esiste [Giorno 12]

Per farci "perdonare" per il Babbo Natale politicamente scorretto di ieri, oggi vi diciamo la verità:

Sì, Virginia, Babbo Natale Esiste


Da che mondo e mondo, uno dei dubbi che assillano di più i bambini è sempre stato: ma Babbo Natale esiste davvero?
Non fa eccezione Virginia O’Hanlon, una bambina di otto anni che, il 21 settembre del 1897, decise di risolvere una volta per tutto questo atroce dilemma scrivendo una lettera al New York Sun:

"Caro direttore, ho 8 anni. Alcuni dei miei piccoli amici dicono che Babbo Natale non esiste. Papà mi ha detto: se lo scrive il Sun, è così. Per favore, mi dica la verità: Babbo Natale esiste? Virginia O’Hanlon".

Dite la verità, cosa avreste risposto voi?

Il Direttore del giornale decise di affidare questo difficile compito a un veterano del giornalismo, Francis Pharcellus Church 
che scrisse un editoriale talmente bello che divenne presto così famoso da essere tradotto in venti lingue e da venir ristampato sul quotidiano ogni anno fino alla sua chiusura nel 1950.

Una risposta che va oltre l'esistenza o meno di Babbo Natale, assolutamente da leggere!


Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Tutte le menti, Virginia, sia degli uomini che dei bambini, sono piccole. In questo nostro grande universo, l’uomo ha l’intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall’intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.
Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.

Non credere in Babbo Natale! È come non credere alle fate! Puoi anche fare chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d’occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.

Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini.


E se Babbo Natale fosse cattivo? [Giorno 11]

Iniziamo questa settimana in maniera politicamente scorretta, nel calendario dell'Avvento scrittevole di oggi infatti troviamo un film particolare, incentrato su un Babbo Natale molto diverso dal tradizionale vecchino paffuto con la barba bianca che porta doni a tutti i bambini buoni.
Troviamo il grande Billy Bob Thornton che ci dà la sua personale interpretazione di Santa Clause, non lasciatevi ingannare però dal suo linguaggio sboccato, non ci troviamo di fronte a un cinepanettone in salsa americana! Si tratta senza dubbio di un film politicamente scorretto ma che oltre a far ridere riesce anche a far riflettere, cosa rara di questi tempi.




TRAMA:

Willie T. Stokes è il salace e poco ispirato Babbo Natale di un grande magazzino che proprio non riesce a essere cortese con i clienti. Per di più dietro quell'ingombrante costume rosso si cela uno scassinatore che si limita a compiere un solo colpo grosso all'anno, proprio durante la notte di Natale. Quando i clienti svuotano il centro commerciale diretti a casa, Babbo Natale e il suo intraprendente elfo - Marcus, il socio nano di Willie - svuotano la cassaforte e filano via con il prezioso bottino. Quest'anno, però i due lavorano a Phoenix e il loro furto è messo in pericolo da un direttore particolarmente irritante, da un furbo detective, da una bella ammiratrice di Babbo Natale e da un ingenuo, assillante e strambo ragazzino di otto anni che ha deciso che Willie - per quanto velenoso, acido e cattivo possa sembrare - è il vero Babbo Natale...

TRAILER:


UNA SCENA:


Le vere origini del Natale [Giorno 10]

Poteva mancare un saggio sul significato del Natale nel nostro calendario dell'Avvento scrittevole?
Assolutamente no! Per questo ci affidiamo a due grandi esperti, Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi con il loro

Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa

Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa.
Eraldo Baldini, Giuseppe Bellosi.
Tascabili Laterza 10 euro



TRAMA:

Cristiano e pagano, moderno e antico, culto dei morti e rituali di purificazione, scongiuri e divinazioni: questo nasconde, nell’epoca dei computer e dei viaggi spaziali, il nostro modo di vivere il Natale, il Capodanno e l’Epifania.
È la notte a cavallo fra il 24 e il 25 dicembre. Comincia il solstizio d’inverno, i giorni cessano di accorciarsi e il tempo della luce si allunga. Da molti secoli, prima che la Chiesa ne faccia la sua ricorrenza più importante, quella notte è insieme di festa e di sortilegio, di mistero e di timore. È ancora così: in tutte le regioni d’Italia, le tradizioni relative ai giorni che vanno dal 24 dicembre al 6 gennaio portano con sé i segni di un’arcaica complessità che non sempre combaciano con l’immagine di allegria e di dolcezza alla quale siamo abituati. Nella cultura tradizionale quelle ore sono considerate piene di presenze inquietanti e pericolose, di streghe e di spiriti. La stessa Befana e coloro che questuano in suo nome altri non sono che defunti circolanti nella dimensione terrena. Bisogna saperli accogliere, saperci convivere.
Con una vastissima raccolta delle tradizioni e delle superstizioni sparse sul territorio italiano, alla scoperta di materiali sorprendenti e spesso dimenticati, Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi svelano il fascino ambiguo e i tanti significati di quei giorni magici.


Vi ripropongo parte dell'intervista che lo scrittore e antropologo Eraldo Baldini ci aveva gentilmente concesso (l'intervista completa la trovate qui)

Come le è venuta l’idea, insieme a Giuseppe Bellosi, di scrivere un libro sulle origini del Natale?

Bellosi e io da decenni facciamo ricerca e pubblicazioni sul folklore, le culture popolari e le tradizioni. Dopo che nel 2006 avevamo, insieme, pubblicato per Einaudi il saggio “Halloween”, ci è venuto conseguente dedicare un volume anche alla “Grande Festa” che si colloca tra dicembre e gennaio. Se quello che oggi chiamiamo Halloween era un antico capodanno agrario, le feste natalizie erano un antico capodanno solstiziale, e fra le due celebrazioni ci sono in effetti diverse affinità di significati e contenuti.

Moltissimi associano il Natale alla religione cristiana ma qual è la sua vera origine?

Era anticamente, come ho detto, la celebrazione del solstizio d’inverno, per la durata di 12 giorni (dodekaemeron), e come tale ritenuta momento di passaggio dell’anno. Poi questa data fu cristianizzata, ponendovi, laddove c’era la festa per la nascita del nuovo sole, quella della nascita di Cristo, che in realtà non nacque il 25 dicembre.
                                                      
Perché “Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa”?

Perché i 12 giorni di passaggio dell’anno, inaugurati dalla celebrazione solstiziale, rappresentavano un “tempo magico”, un “tempo fuori del tempo” che, in quanto tale prevedeva, secondo la religiosità e la cultura arcaiche e popolari, la possibilità del ritorno dei defunti, dell’apertura della porta che dà sull’aldilà, e quindi l’ingresso e la circolazione nella dimensione terrena dei defunti e di entità “inferiche”.

Perché i giorni dalla Vigilia di Natale all’Epifania erano ritenuti aperti al ritorno dei defunti?

Quella è la prerogativa dei giorni di tempo magico. Lo stesso accade nel dodekaemeron festivo che va da Halloween a San Martino, negli ultimi giorni di Carnevale, nella notte solstiziale estiva (quella celebrata per San Giovanni Battista).

In alcuni paesi italiani si crede che prima della Messa di mezzanotte di Natale ci sia una Messa destinata ai morti…

Si tratta di un suggestivo sincretismo tra vecchie e nuova religione, per cui si immaginava che i defunti ritornanti celebrassero un rito appartenente alla nuova religione.

Perché si crede che chi nasce la notte di Natale sia un lupo mannaro o una strega?

Perché venuti al mondo nel momento topico dell’instaurazione del tempo magico, quindi in un momento di passaggio, liminare, sospeso tra due situazioni. Chi nasceva in quel momento si immaginava sarebbe stato a sua volta un essere liminare, sospeso tra la condizione umana e quella “soprannaturale”.

Ci può parlare della figura del Ceppo portatore di doni?

La più antica e duratura tradizione natalizia italiana, prima che si diffondessero massicciamente l’albero di Natale e poi il presepe, era quella di accendere un ceppo nel camino: un ceppo grande, che doveva ardere per più giorni possibili, riscaldando e illuminando la casa come rito di accoglienza per gli antenati; doveva inoltre simboleggiare l’estinzione del tempo vecchio e,  col calore e la luce, richiamare il calore e la luce del nuovo sole che sarebbe cresciuto dopo il solstizio. Tutte le prerogative della festa si assommavano dunque nel ceppo, che ne diventava quasi una personificazione e assumeva in alcune zone anche il ruolo di “portatore di doni” poi passato a Gesù Bambino e successivamente a Babbo Natale.

Secondo lei oggi ha ancora senso festeggiare Natale o è solo una festa consumistica?

Tutte le feste, nella società odierna, hanno assunto anche aspetti consumistici, ma questo nulla dovrebbe togliere la valore simbolico e rituale delle ricorrenza. Sta soprattutto a noi viverla nella maniera più congrua a profonda.