Recensione "Prima di dirti addio" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, eccoci giunti all'ultimo capitolo della saga di Mazzeo "Prima di dirti addio" del bravissimo Piergiorgio Pulixi.

Prima di dirti addio
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/O
320 pag. 18,00 €



TRAMA:

Nulla è per sempre. A parte il rimpianto e la vendetta. Mazzeo è stato trascinato all’inferno dai suoi errori e dai suoi nemici e ora è rimasto solo. Anche i suoi uomini l’hanno abbandonato. Ma prima dell’addio c’è un conto che deve saldare. Vatslava Ivankov, la donna che gli ha portato via tutto, deve morire. Solo così il poliziotto potrà avere pace. Con il quarto e ultimo romanzo della serie Pulixi fonde alla tragedia noir delle pantere, un’inchiesta dura e coraggiosa sul vero volto della ‘ndrangheta, multinazionale del crimine che ha cambiato la geografia del narcotraffico e della finanza criminale transnazionale.

RECENSIONE:

"Una brutta storia", il titolo del primo libro della saga, credo descriva perfettamente questi quattro romanzi perché, quella di Biagio Mazzeo e la sua banda di sbirri corrotti, è veramente una brutta storia, dove il male fa da padrone e non c'è spazio per i sentimenti.
Nel primo capitolo troviamo una banda invincibile poi, a causa di un incidente di percorso, l'uccisione del fratello di una potentissima organizzazione di mafiosi ceceni, tutto precipita sempre più a fondo, toccando il baratro con l'omicidio di Nicky, uccisa e bruciata per vendetta da Vatslava 
Ivankov sotto gli occhi di Biagio.
Mazzeo quel giorno muore con Nicky, spiritualmente, ma il suo corpo no, continua a vivere ed esige, anzi grida vendetta, vuole trovare personalmente Vatslava e fargliela pagare ma sembra essere un fantasma, l'unico modo per scovarla è vendere l'anima al diavolo, rappresentato in questo caso dalla 'ndrangheta.
E così si fa affiliare, lasciando i suoi compagni all'oscuro perché nonostante tutto "la vera famiglia non è quella in cui sei nato, ma quella per cui moriresti. Era sempre stato il suo credo, il motivo per cui aveva costruito il branco" .
L'unico a cui non può nascondere quanto sta accadendo è Varga, amico fidato di sempre.
Alla storia di Mazzeo si intreccia, in quest'ultimo capitolo, la guerra tra narscos e 'ndrangheta, Pulixi inoltre ha voluto inserire nella sua narrazione elementi reali (come spiega anche nella postfazione) rendendo quest'ultima storia la più vera rispetto alle precedenti.
La fine è in linea con il percorso del protagonista, non voglio anticipare nulla, ma credo sia l'unico finale possibile e anche in questo Pulixi è stato magistrale, evitando di cadere nella trappola del lieto fine obbligatorio.
Pulixi è riuscito a creare con abilità e maestria non solo un personaggio che per quanto negativo affascina il lettore ma anche tutto un mondo che, purtroppo, non è così distante dalla realtà di tutti i giorni.
Lo stile dell'autore nel corso della saga è mutato, adattandosi alla perfezione con il carattere dei personaggi e la tensione che la narrazione richiedeva, fino a toccare vette di vero e proprio lirismo.
Il mio incontro con questi quattro libri è stata una piacevolissima full immersion, divorati in un mese, uno dopo l'altro, come se fossero un'unica storia, ho pianto e sofferto con Biagio e la sua banda, ho amato Nicky, Claudia, Varga, Carmine, ho odiato Donna, Sergej e Vatslava, ora, giunta alla fine, come dopo la lettura di ogni buon libro, sento come se mi mancasse qualcosa, da una parte mi rattrista non poter più leggere di Biagio, dall'altra so che Pulixi ha fatto la scelta giusta, con "Prima di dirti addio" ha chiuso tutti i cerchi, è stato onesto con i suoi lettori, non ha costruito un finale raffazzonato ma ha concluso degnamente una delle migliori saghe noir italiane in circolazione, complimenti quindi all'autore che ringrazio per le belle ore che mi ha fatto trascorrere in compagnia dei suoi personaggi.

Recensione "Per sempre" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, eccoci alla recensione del terzo libro della saga di Mazzeo, "Per sempre".

Per sempre
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/O
pag. 304, 16,50€

TRAMA:

La paura è più forte dell’amore e l’ispettore Mazzeo l’ha vissuto sulla sua pelle. Per la prima volta il poliziotto è tentato di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero con Nicky, la ragazzina che gli è stata affidata. I suoi nemici non sono dello stesso parere e lottare per la sopravvivenza sarà di nuovo l'unica opzione possibile. Mazzeo, combattuto tra il desiderio di essere un capo freddo e temuto come Ivankov, il mafioso ceceno da cui è ossessionato, e l’amore fraterno per i suoi uomini, dovrà decidere una volta per tutte chi essere e da che parte stare, e scegliere tra l'amore per la sua “famiglia” e il potere. In un finale che cambierà per sempre il suo destino, Mazzeo scoprirà che la vendetta non è un'arte ma una scienza.


RECENSIONE:
"Ora tutto era cambiato. Biagio era uno sconosciuto. Non condivideva più niente con gli altri. Era sempre teso, sempre in guardia, come se avesse paura che da un momento all'altro potessero sparare loro addosso. Non c'era più traccia dell'amico di un tempo".

Più si va avanti in questa saga e più Piergiorgio Pulixi, con abile maestria, riesce a trascinarci sempre più a fondo nel mondo di Mazzeo e della sua banda di poliziotti corrotti.
Siamo partiti con una squadra di uomini forti, intoccabili, temuti da tutti e ci ritroviamo in questo terzo capitolo con una banda sempre più allo sfascio, con una talpa insospettabile all'interno che passa tutti i segreti a Irene Piscitelli, dirigente dello SCO.
Biagio è diventato un burattino della 'ndrangheta, tenuto in pungo dal loro fortissimo potere, impossibile liberarsi, l'unica via di uscita è la fuga. Forse.
Ma c'è un altro nemico che Mazzeo non ha tenuto in conto: Vatslava Demidov, unica sopravvissuta nello scontro contro la banda di ceceni, che cova dentro di sé la vendetta.
Unico elemento che riesce ad ancorare alla realtà Biagio è Nicky, la figlia di Santo, l'unico vero amore rimasto nella sua vita, tanto che progetta di abbandonare tutto e tutti e fuggire con lei, ma, come gli aveva insegnato Sergej nel primo capitolo di questa storia, l'amore è una debolezza se vuoi condurre questo tipo di vita.
La discesa negli inferi di Biagio è accompagnata da un mutamento nello stile dell'autore, che diventa sempre più crudo e asciutto, ridotto all'essenziale, volto a colpire con forza, con le sue parole, il lettore.
E la fine del libro colpisce come un pugno allo stomaco il lettore, consiglio di leggere pagina 253 con questa colonna sonora: lacrime assicurate.
Ora non mi resta che leggere l'ultimo capitolo, sapendo che, in ogni caso, sarà comunque triste separarsi da Biagio e la sua banda.

Recensione "La notte delle pantere" Piergiorgio Pulixi

Salve Scribacchini, come promesso ecco la recensione del secondo libro della saga di Mazzeo, sto parlando de "La notte delle pantere" di Piergiorgio Pulixi.

La notte delle pantere
Piergiorgio Pulixi
Edizioni E/o
288 pag. 16, 50 €


TRAMA:

Soldi, sesso e potere. L'ispettore Biagio Mazzeo è a capo di un'unità composta da poliziotti duri specializzati nella lotta al crimine e disposti a seguirlo come un padre. Questo li porta spesso a oltrepassare il labile confine tra legalità e illegalità. Per salvare i suoi uomini da uno scandalo di crimini e corruzione, Mazzeo finisce in carcere. Ma il suo sacrificio non può fermare le conseguenze di anni di comportamenti criminali. La sua squadra infatti ha messo le mani sulla partita di droga sbagliata. E ora i proprietari la rivogliono indietro. Ma non sono criminali comuni: si tratta di 'ndrangheta, mafiosi disposti a tutto pur di riaverla. Da dietro le sbarre Mazzeo non può fare nulla per aiutare i suoi. A meno che non scenda a patti con la legge scegliendo di imbarcarsi in una missione sporca e suicida. Una giovane funzionaria di Polizia propone al poliziotto corrotto un patto: lo tirerà fuori e farà cadere tutte le accuse se lui farà qualcosa per lei: fermare una guerra già dichiarata. In un crescendo di violenza, vendette e corruzione, Biagio Mazzeo dovrà scegliere da che parte stare perché questa volta non c'è in gioco soltanto il distintivo, ma la vita. Dopo il successo di Una brutta storia, Mazzeo e le sue pantere tornano con un'avventura ricca di azione e suspense. Un dramma poliziesco dal ritmo adrenalinico e cinematografico.


RECENSIONE:
"La notte delle pantere" è la naturale prosecuzione di "Una brutta storia", per me che ho avuto la fortuna di leggerli uno dopo l'altro (il vantaggio di scoprire una saga quando è già terminata) mi sono parsi quasi come un volume unico, la seconda parte di un film che ti tiene incollata allo schermo.
La storia riprende da dove ci eravamo lasciati, Ivankov è stato ucciso e la famiglia è riuscita a mettere le mani su un grosso quantitativo di droga ma la 'ndrangheta lo rivuole e la morte di Santo è solo un avvertimento.
A ciò si aggiunge la giustizia, con Claudetti che vuole continuare il lavoro del suo collega Bucciarelli, e sbattere Mazzeo e la sua banda di poliziotti corrotti finalmente in carcere.
L'unica possibilità che Biagio ha per salvare la sua famiglia e se stesso dalla prigione è collaborare, anche se questo vuol dire mentire ai suoi uomini e rischiare la vita in prima persona.
Più si va avanti e più Mazzeo diventa marcio, 
chi entra nella sua traiettoria diventa perduto, entrando in una spirale di corruzione e malvagità, nessuno riesce a salvarsi, l'anello di Ivankov, che porta al dito, è quasi una maledizione, un simbolo che lo spinge ad emularlo e diventare come lui.
Questo secondo romanzo è più riflessivo, più ponderato rispetto al primo, qui troviamo la famiglia allo sbando, che comincia a dubitare delle doti del suo leader.
Mazzeo gradualmente inizia a diventare sempre più feroce, si spinge oltre ogni limite, ciò che riesce ancora a tenerlo ancorato al suo lato umano è Nicky, figlia illegittima del suo amico Santo.
Il romanzo si conclude con un grosso colpo di scena, la famiglia rischia di correre un grave pericolo a causa di 
qualcuno di insospettabile, non vedo quindi l'ora di iniziare il terzo capitolo: "Per sempre".
Complimenti di nuovo all'autore, Piergiorgio Pulixi perché non è facile riprendere un personaggio, una storia e continuarli dandogli comunque una veste nuova e intrigante, ma dopo questa lettura direi che ci è riuscito alla grande.