I migliori e peggiori libri del 2015

Cari Scribacchini, manca ormai pochissimo all'anno nuovo, è dunque tempo di bilanci... libreschi!
Purtroppo non sono una persona metodica, non segno le mie letture quindi non saprei dire quanti libri ho letto quest'anno, tanti direi, e per fortuna!
Ecco un mio bilancio dei migliori e peggiori:

Il libro più bello

Amabili Resti - Alice Sebold

Amabili resti
Alice Sebold
Edizioni e/o
416 pag. 18 euro
TRAMA
Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narrra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell'adolescenza.

COMMENTO
Qui trovate la mia recensione Cosa aggiungere? Un libro toccante, che riesce a raccontare l'orrore di un rapimento e uno stupro con "leggerezza",è un pugno nello stomaco del lettore ma lo fa con estrema grazia, sapere scrivere così!

Il libro più brutto

Difficile scegliere, ma c'è senza dubbio un vincitore, anzi una vincitrice, tutta italiana, sto parlando di:

La casa dei sogni - Marzia Bisognin


La casa dei sogni
Marzia Bisognin
Newton Compton
217 pag. 9,90 euro


TRAMA
Ametista si ritrova davanti a una bellissima casa stile neoclassico senza riuscire a ricordarsi come è arrivata fin lì e perché non le sembra di esserci mai stata. Quel luogo esercita un’attrazione magnetica su di lei, è la casa in cui avrebbe sempre voluto abitare, elegante, maestosa e circondata da giardini perfetti. Non sa cosa fare, non riesce a suonare il campanello né si decide ad andarsene, ma improvvisamente dalla porta appare una coppia di anziani che la invita a entrare. Inizia così il viaggio della protagonista nella casa del mistero, un luogo abitato da terrificanti e incredibili presenze, una discesa orrorifica verso le profondità della coscienza che potrà conoscere l’epilogo solo quando la scoperta più agghiacciante diventerà una realtà da cui è impossibile sottrarsi.


COMMENTO
Pubblicizzato come il libro della Youtuber italiana più famosa al mondo.
Non ho la più pallida idea di chi lei sia, ma è anche vero che non seguo You Tube, posso però dire con certezza che è meglio se continua a fare quello che fa (?) e lascia perdere la scrittura.
Un libro in cui non succede niente e che già a pagina 2 (sic) si capisce essere un tentativo maldestro di emulare "The others". Ovviamente non ci riesce. Non si salva nemmeno in corner. Bocciato sotto tutti gli aspetti.

Un libro che mi ha piacevolmente stupita

La verità di Amelia - Kimberly McCreight 

La verità di Amelia
Kimberly McCreight
Nord
398 pag. 16,40

TRAMA
"Non è da lei". Mentre si fa largo tra i passanti, Kate Baron ripensa incredula alla telefonata che l'ha costretta a lasciare una riunione decisiva per la sua carriera: dopo essere stata scoperta a copiare, sua figlia Amelia è stata sospesa con effetto immediato dal preside della Grace Hall, uno degli istituti privati più esclusivi di New York. "Non è da lei", continua a ripetersi Kate, finché non si trova davanti a una scena sconvolgente. L'ingresso della scuola è bloccato da un cordone di agenti di polizia, vigili del fuoco e paramedici. E la causa è proprio sua figlia. Per la vergogna, Amelia si è suicidata, lanciandosi dal tetto dell'edificio. Col suo mondo ormai in pezzi, Kate si chiude in un bozzolo di dolore e sensi di colpa, ma alcuni giorni dopo la tragedia riceve un inquietante SMS anonimo: "Amelia non si è buttata" Cosa significa? Possibile che la verità sia diversa da quella sostenuta dalle autorità scolastiche? Possibile che ci sia un'altra verità? Kate deve saperlo. Deve raccogliere le forze e scandagliare la vita della figlia, una vita segnata da ombre e segreti di cui lei neppure sospettava l'esistenza. E, a poco a poco, una domanda inizia a tormentarla. Chi era veramente Amelia? Solo trovando la risposta, Kate potrà rendere giustizia alla figlia. Solo così porterà alla luce la verità di Amelia.

COMMENTO
La trama mi ha subito attratta e anche se all'inizio fatica un po' a decollare dopo parte alla grande, soprattutto nel finale che inevitabilmente lascia tante domande e poche certezze. Tanti cliché ma merita la lettura. Consigliato.

Un classico che mi ha delusa

Anna Karenina - Lev Tolstoj

Anna Karenina
Lev Tolstoj
Mondadori
888 pag, 12,50
TRAMA
Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti.

COMMENTO
Ho odiato tutti i personaggi di questo libro ma il personaggio che proprio non ho sopportato  è quello di Anna, ho tirato un sospiro di sollievo quando è morta. Bocciato completamente

Un classico che mi ha colpita

Lolita - Vladimir Nabokov

Lolita
Nabokov
Adelphi
395 pag. 11 euro

TRAMA
Il professore Humbert Humbert, voce narrante del racconto, annoiato insegnante quarantenne di letteratura francese, dopo un matrimonio fallito e dopo essersi ripreso da un esaurimento nervoso, si trasferisce nella piccola città di Ramsdale in New England per poter così dedicarsi interamente alla scrittura. Affitta una stanza nella casa di Charlotte Haze, una vedova, ed ecco che qui - circostanza fortuita e del tutto inaspettata - fa la conoscenza di Dolores (chiamata anche Lo, Lola o Dolly), la figlia dodicenne della padrona: ribelle e maliziosamente spregiudicata com'è, gli richiama subito alla mente Annabelle, il suo primo amore da tredicenne.

COMMENTO
In realtà non l'ho letto quest'anno ma parecchi anni fa, quest'estate l'ho riletto e mi ha fortemente colpita, rimango sempre un po' sconcertata da come Nabokov descriva così bene le pulsioni malate del protagonista senza scadere però mai in scene scabrose, suggerendo solo quello che accade. Il protagonista, secondo me, é un uomo vile, che non avrebbe mai avuto il coraggio di fare tutto quello che fa se non fosse per tutta una serie di circostanze fortuite.

Un libro bello

L'amore bugiardo - Gillian Flynn

L'amore bugiardo
Gillian Flynn
Rizzoli
462 pag. 19 euro

TRAMA
Amy e Nick si incontrano a una festa in una gelida sera ,dl gennaio. È subito amore. Lui la conquista con il sorriso sornione e l'accento ondulato del Missouri. Lei è la ragazza perfetta, bella e spigliata. Sono felici, pieni di futuro. Qualche anno dopo però tutto è cambiato. Da Brooklyn a North Carthage, Missouri. Da giovani in carriera a coppia alla deriva. Amy e Nick hanno perso il lavoro e sono costretti a reinventarsi: lui proprietario di un bar accanto alla sorella Margo, lei casalinga in una città di provincia. Fino a che, la mattina del loro quinto anniversario, Amy scompare. È in quel momento, con le tracce di sangue e i segni di colluttazione a sfregiare la simmetria del salotto, che la vera storia del matrimonio di Amy e Nick ha inizio. Che fine ha fatto Amy? Quale segreto nasconde il diario che teneva con cura? Chi è davvero Nick Dunne? Un marito devoto schiacciato dall'angoscia, o un cinico mentitore e violento, forse addirittura un assassino? Raccontato dalle voci alternate di Nick e Amy, "L'amore bugiardo" è una vertiginosa incursione nel lato oscuro del matrimonio. Un romanzo, costruito su rovesciamenti e colpi di scena, che vi costringerà a domandarvi se conoscete davvero la persona che vi dorme accanto.

COMMENTO
La prima parte sembra lenta e artificiosa ma c'è un perché, dalla seconda parte ingrana alla grande, finale che mi ha soddisfatta, ho anche visto il film (grazie Luca!) bello pure questo ma il libro lo batte. Consigliatissimo!

Un libro brutto

Una famiglia quasi perfetta - Jane Shemilt

Una famiglia quasi perfetta
Jane Shemilt
Newton Compton
330 pag. 9,90

TRAMA
Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità lanciano l'allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori, rapimento, omicidio, diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l'attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto...

COMMENTO
Il sottotitolo è "Un grande thriller" dissento totalmente.
L'avrei volentieri eletto come peggior libro letto ma la YouTuber ha vinto, seppur di poco.
Un libro che prometteva bene rovinato completamente dalla piega che l'autrice ha voluto dare alla storia. Finale assolutamente incredibile e privo di senso.

Il libro che volevo leggere da tanto tempo

The help - Kathryn Stockett

The help
Kathryn Stockett
Mondadori
524 pag. 18 euro

TRAMA
È l'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l'università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all'amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore.

COMMENTO
Ho aspettato tre anni prima di leggerlo ma ne è valsa senza dubbio la pena. 
È un libro che va letto, bello, profondo, fa riflettere, visto anche il film, carino ma non a livello del libro.

Il più bel saggio

Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa - Eraldo Baldini, Giuseppe Bellosi

Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa
Baldini, Bellosi,
Tascabili Laterza
10 euro


TRAMA
Cristiano e pagano, moderno e antico, culto dei morti e rituali di purificazione, scongiuri e divinazioni: questo nasconde, nell'epoca dei computer e dei viaggi spaziali, il nostro modo di vivere il Natale, il Capodanno e l'Epifania. È la notte a cavallo fra il 24 e il 25 dicembre. Comincia il solstizio d'inverno, i giorni cessano di accorciarsi e il tempo della luce si allunga. Da molti secoli, prima che la Chiesa ne faccia la sua ricorrenza più importante, quella notte è insieme di festa e di sortilegio, di mistero e di timore. È ancora così: in tutte le regioni d'Italia, le tradizioni relative ai giorni che vanno dal 24 dicembre al 6 gennaio portano con sé i segni di un'arcaica complessità che non sempre combaciano con l'immagine di allegria e di dolcezza alla quale siamo abituati. Nella cultura tradizionale quelle ore sono considerate piene di presenze inquietanti e pericolose, di streghe e di spiriti. La stessa Befana e coloro che questuano in suo nome altri non sono che defunti circolanti nella dimensione terrena. Bisogna saperli accogliere, saperci convivere. Con una vastissima raccolta delle tradizioni e delle superstizioni sparse sul territorio italiano, alla scoperta di materiali sorprendenti e spesso dimenticati, Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi svelano il fascino ambiguo e i tanti significati di quei giorni magici.

COMMENTO
Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi sono una garanzia. Saggio imperdibile. Qui trovate l'intervista a Eraldo Baldini.

Il libro rivelazione del mio 2015

La strega e il panpepato. La vera storia di Hansel e Gretel - Hans Traxler

La strega e il panpepato
Emme Edizioni
COMMENTO
Libro praticamente introvabile, l'ho scoperto nel settore Psicologia e Didattica del Laboratorio di lettura in cui ho fatto il tirocinio.
E se la strega della fiaba di Hansel e Gretel non fosse in realtà una strega ma una bella donna uccisa dai due fratelli per mettere le mani sulle ricette dei suoi dolci? E se i fratelli Grimm avessero manipolato la storia?
Sembra un saggio in realtà è una grande burla. Fenomenale. 
Qui un articolo interessante del Cicap.

"Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa" Eraldo Baldini

Salve Scribacchini, concludiamo oggi il nostro speciale di Natale con un'intervista davvero interessante sulle origini del Natale, con lo scrittore Eraldo Baldini (che avevamo già intervistato per il suo saggio sulla festa di Halloween) che ci parla del suo libro, scritto insieme a Giuseppe Bellosi, "Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa".

Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa.
Eraldo Baldini, Giuseppe Bellosi.
Tascabili Laterza 10 euro


Come le è venuta l’idea, insieme a Giuseppe Bellosi, di scrivere un libro sulle origini del Natale?

Bellosi e io da decenni facciamo ricerca e pubblicazioni sul folklore, le culture popolari e le tradizioni. Dopo che nel 2006 avevamo, insieme, pubblicato per Einaudi il saggio “Halloween”, ci è venuto conseguente dedicare un volume anche alla “Grande Festa” che si colloca tra dicembre e gennaio. Se quello che oggi chiamiamo Halloween era un antico capodanno agrario, le feste natalizie erano un antico capodanno solstiziale, e fra le due celebrazioni ci sono in effetti diverse affinità di significati e contenuti.

Moltissimi associano il Natale alla religione cristiana ma qual è la sua vera origine?

Era anticamente, come ho detto, la celebrazione del solstizio d’inverno, per la durata di 12 giorni (dodekaemeron), e come tale ritenuta momento di passaggio dell’anno. Poi questa data fu cristianizzata, ponendovi, laddove c’era la festa per la nascita del nuovo sole, quella della nascita di Cristo, che in realtà non nacque il 25 dicembre.
                                                      
Perché “Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa”?

Perché i 12 giorni di passaggio dell’anno, inaugurati dalla celebrazione solstiziale, rappresentavano un “tempo magico”, un “tempo fuori del tempo” che, in quanto tale prevedeva, secondo la religiosità e la cultura arcaiche e popolari, la possibilità del ritorno dei defunti, dell’apertura della porta che dà sull’aldilà, e quindi l’ingresso e la circolazione nella dimensione terrena dei defunti e di entità “inferiche”.

Perché i giorni dalla Vigilia di Natale all’Epifania erano ritenuti aperti al ritorno dei defunti?

Quella è la prerogativa dei giorni di tempo magico. Lo stesso accade nel dodekaemeron festivo che va da Halloween a San Martino, negli ultimi giorni di Carnevale, nella notte solstiziale estiva (quella celebrata per San Giovanni Battista).

In alcuni paesi italiani si crede che prima della Messa di mezzanotte di Natale ci sia una Messa destinata ai morti…

Si tratta di un suggestivo sincretismo tra vecchie e nuova religione, per cui si immaginava che i defunti ritornanti celebrassero un rito appartenente alla nuova religione.

Perché si crede che chi nasce la notte di Natale sia un lupo mannaro o una strega?

Perché venuti al mondo nel momento topico dell’instaurazione del tempo magico, quindi in un momento di passaggio, liminare, sospeso tra due situazioni. Chi nasceva in quel momento si immaginava sarebbe stato a sua volta un essere liminare, sospeso tra la condizione umana e quella “soprannaturale”.

Perché la notte di Natale è considerata il momento in cui le streghe possono tramandare il loro sapere?

Più o meno per lo stesso motivo.

Ci può parlare della figura del Ceppo portatore di doni?

La più antica e duratura tradizione natalizia italiana, prima che si diffondessero massicciamente l’albero di Natale e poi il presepe, era quella di accendere un ceppo nel camino: un ceppo grande, che doveva ardere per più giorni possibili, riscaldando e illuminando la casa come rito di accoglienza per gli antenati; doveva inoltre simboleggiare l’estinzione del tempo vecchio e,  col calore e la luce, richiamare il calore e la luce del nuovo sole che sarebbe cresciuto dopo il solstizio. Tutte le prerogative della festa si assommavano dunque nel ceppo, che ne diventava quasi una personificazione e assumeva in alcune zone anche il ruolo di “portatore di doni” poi passato a Gesù Bambino e successivamente a Babbo Natale.

Secondo lei oggi ha ancora senso festeggiare Natale o è solo una festa consumistica?

Tutte le feste, nella società odierna, hanno assunto anche aspetti consumistici, ma questo nulla dovrebbe togliere la valore simbolico e rituale delle ricorrenza. Sta soprattutto a noi viverla nella maniera più congrua a profonda.

Cosa rappresenta la Befana?

Nel momento in cui si chiude il “tempo magico” aperto nella notte di Natale, i defunti devono abbandonare la dimensione terrena, dopo esservi stati accolti e aver lasciato promesse di tutela sui viventi. La Befana incarna gli antenati che sottolineano questo scambio e patto lasciando un regalo ai bambini, cioè ai nuovi membri della comunità.

 Nel libro afferma che oggi i botti “possono essere considerati una continuazione, in larga parte inconsapevole o assumente nuovi intenti e significati, dei vecchi riti del fuoco” ci può spiegare cosa significa?

Il periodo celebrativo del solstizio, improntato anche su una ritualità dedicata al ritorno progressivo della luce e del calore solari, prevedeva molti riti del fuoco (il ceppo, i falò, ecc.). Inoltre il fuoco era elemento protettivo e mezzo per eliminare il tempo vecchio e i suoi gravami, in un intento di purificazione e rinnovamento. I botti, più che riti del fuoco, possono più che altro considerati tradizionali rumori apotropaici finalizzati ad allontanare, in un momento delicato, eventuali presenze “maligne”. Penso che però oggi questa usanza, che va a ledere la sicurezza, il riposo, la vita degli animali, ecc., dovrebbe declinare o ridimensionarsi molto, assecondando una evoluzione dei valori e dei costumi.

Cosa ne pensa del caso di Rozzano? Visto che come spiega nel libro Natale ha origini pre-cristiane, secondo lei ha senso questa polemica?


La celebrazione, come data e significati, ha origine precristiana ma la cristianizzazione le ha dato nuovi contenuti, che come quelli vecchi fanno parte della nostra identità storica, culturale e valoriale. Rinunciarvi secondo me sarebbe un grave errore, perché solo salvaguardando e conoscendo meglio la propria identità si può convivere proficuamente con le altre.

Le migliori pubblicità di Natale

Salve Scribacchini, oggi parliamo di pubblicità, a volte infatti gli spot sono fatti così bene che raccontano una bellissima storia.
Ecco i migliori spot di Natale:

Al terzo posto troviamo la pubblicità della John Lewis, che narra l'amicizia tra un bambino e un pinguino che però... vorrebbe trovare l'amore.


Al secondo posto troviamo la pubblicità di una catena di supermercato tedeschi, dove si vede un anziano trascorrere il Natale da solo fino a quando...



Al primo post uno spot che è riuscito a farmi commuovere, penso sia la miglior pubblicità mai ideata, quella dell'Ikea, un bimbo sta preparando tutto per un misterioso arrivo... aspetterà Babbo Natale?


E voi cosa ne pensate? Avete visto delle pubblicità natalizie che raccontano una bella storia? Scrivetelo nei commenti!

Libri di Natale: "Una lacrima color turchese" Mauro Corona

Cari Scribacchini, rieccoci al nostro appuntamento dedicato ai libri ambientati a Natale, oggi parliamo di "Una lacrima color turchese" dello scrittore Mauro Corona.

Una lacrima color turchese
Mauro Corona
Mondadori
92 pag. 12 euro

TRAMA:

Il giorno di Natale, in uno sperduto paesino di montagna sommerso come ogni anno da una fitta coltre di neve, accade un fatto sconvolgente: mentre la gente si dispone a mettere da parte i rancori, cercando di essere più buona almeno per le festività, le statuine di Gesù Bambino scompaiono misteriosamente da tutti i presepi. Le prime ad accorgersene sono tre madri di famiglia che, indignate, accusano i figli del furto. Quando però si sparge la voce che l'inquietante fatto non ha colpito solo quel borgo ma addirittura il mondo intero, la rabbia cede il posto al panico. Cosa può nascondersi dietro a un evento così assurdo e angosciante? L'umanità ha disperatamente bisogno di risposte. Teologi e satanisti, esperti e millantatori si lanciano in teorie e ipotesi. Non si arrendono di fronte a nulla, l'importante è individuare un colpevole. Ma la ricerca sembra essere destinata a non avere fine. Eppure basterebbe sottrarsi alla frenesia e riflettere per un momento in silenzio per rendersi conto che quel mistero ci coinvolge tutti. Se solo avessimo il coraggio di guardare dentro ai nostri cuori e interrogare le nostre coscienze...

RECENSIONE:

Ho letto diversi libri di Corona, ho amato soprattutto "Storia di Neve" sia per la trama sia per lo stile dello scrittore e in fin dei conti la figura del rude montanaro, anche se è un'immagine costruita per vendere, non mi dispiace; per questi motivi ho deciso di leggere "Una lacrima color turchese" incuriosita dalla trama e dal fatto che fosse una storia natalizia.
Devo dire che sono rimasta estremamente delusa: non mi è piaciuto per nulla!
Una mia amica, una esperta di letteratura per l'infanzia, quando le ho confidato che stavo scrivendo per ragazzi mi ha dato una dritta molto importante: la morale del libro deve essere amalgamata nel testo, non deve essere esplicita.
Ecco il libro di Corona è un libro "moraleggiante" (passatemi il termine) e non in senso buono.
Spariscono all'improvviso dai presepi i bambin Gesù e la gente si interroga sul perché, questa è la trama il resto è uno sproloquio moraleggiante su quanto siamo diventati cinici e cattivi, con numerose frecciate agli scrittori contemporanei.
Vi lascio l'immagine della mia morte, non della mia nascita. La nascita è miracolo di partenza, cammino di speranza. Inizio di una vita che dovrebbe essere condotta nel bene e nell'amore. "Ama il prossimo tuo come te stesso" esortai un giorno. Ma non lo avete fatto, né mai lo farete. Allora vi lascio, mi tolgo per sempre dai vostri falsi presepi.
Devo ammettere che non mi è piaciuto nemmeno lo stile dell'autore molto diverso da "Storia di Neve" libro che me lo ha fatto conoscere e amare.
Bocciato su tutta la linea.
Consigliato dunque? Assolutamente no.

Libri di Natale: "Fuga dal Natale" John Grisham

Cari Scribacchini, eccoci con un nuovo appuntamento con la nostra rubrica natalizia di libri ambientati in questo periodo, oggi abbiamo "Fuga dal Natale" di John Grisham.

John Grisham
Fuga Dal Natale
Mondadori
153 pag. 9,50


TRAMA

Luther e Nora Krank sono un'affiatata coppia di mezza età, abituata a vivere secondo le tradizioni. Quando però la loro unica figlia, Blair, decide di partire come volontaria per il Sudamerica, un pensiero un po' folle, ma via via sempre più concreto, si insinua in loro: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair? E se lo saltassero? I due decidono concordemente di rinunciare ai costosi e inutili festeggiamenti di Natale per concedersi una bella crociera ai Caraibi. Ma i poveri Krank vengono presi di mira da tutta una comunità che non accetta deroghe alla norma e saranno costretti a rivedere i loro piani...


RECENSIONE

John Grisham è famoso per i suoi legal thriller, in questo libro però si distacca dal genere che lo ha fatto conoscere al pubblico, con una commedia ambientata a Natale.
Se non si era capito io adoro il Natale, l'otto dicembre, meglio di un orologio svizzero, inizio a decorare la casa, faccio il mio amato albero e il presepe, cosa c'entra tutto questo con il libro? Adesso ci arrivo.
Il Natale a casa Krank è sempre stato sfarzoso: party della Vigilia, regali, alberi giganti, frosty sul camino, quest'anno però la figlia Blair non ci sarà, impegnata in missione con i corpi di pace in Sudamerica.
Luther inizia a fare i conti e scopre che l'anno prima nel periodo di Natale ha speso quasi sei mila dollari, una follia! Con la scusa della figlia lontana e della malinconia decide quindi di convincere sua moglie a saltare il Natale e partire per una bellissima crociera.
Il libro si può dividere in due parti, nella prima c'è il tentativo dei vicini di boicottare la loro decisione e nella seconda parte c'è... il ritorno a casa della figlia proprio la sera della Vigilia che, ignara di tutto, si aspetta di trovare la solita atmosfera natalizia.
Ce la faranno i Krank a "ripristinare" il loro Natale in meno di un giorno?
Commedia carina e simpatica, ideale per trascorrere qualche ora spensierata.
Consigliato.

Libri di Natale: "La cena di Natale" di Mary Kay Andrews

Salve Scribacchini, proseguono le nostre recensioni di libri ambientati a Natale, oggi abbiamo "La cena di Natale" di  Mary Kay Andrews.


La cena di Natale
Mary Kay Andrews
188 pag. 16,50



TRAMA

È la settimana prima di Natale e Weezie Foley, già incontrata in "Seduzione al cioccolato" e "Amore vista mare", è tutta presa a decorare la vetrina della sua bottega di antiquariato nel centro storico di Savannah, in Georgia, per la consueta gara di addobbi. Per lei il periodo natalizio è sempre stato il più gioioso dell'anno, ma stavolta sembra che tutti congiurino per rovinarle le feste: la sua strampalata famiglia si comporta in modo più bizzarro del solito, il suo cane pensa bene di sparire, il fidanzato Daniel si mostra improvvisamente malinconico e distante, qualcuno ha preso a visitare nottetempo la sua bottega e gli acerrimi rivali del negozio accanto hanno dichiarato la guerra degli addobbi. Da inguaribile ottimista qual è, Weezie è comunque determinata non solo a sbaragliare la concorrenza, ma anche a riunire per la prima volta intorno all'albero i suoi parenti e quelli di Daniel, una combinazione che si preannuncia esplosiva. Tuttavia, strane cose continuano ad accadere. Per lei sarà un Natale indimenticabile... persino più di quanto potesse immaginare.

RECENSIONE

Ecco, questo libro non saprei se consigliarvelo a meno, la prima parte è scorrevole e tutto sommato godibile, la seconda parte diventa troppo irrealistica e vuole a tutti costi un lieto fine, anche se tirato per i capelli e questo devo dire non mi è piaciuto per nulla.
L'atmosfera natalizia permea tutta la storia.
La storia prende il via una settimana prima di Natale, Weezie, la protagonista, è la proprietaria di un negozio di antiquariato e sta addobbando la vetrina per la gara di addobbi, peccato che i suoi vicini, siano intenzionati a vincere con effetti speciali stupefacenti.
Ma lei non si lascia abbattere, nemmeno quando scopre che il suo fidanzato, Daniel, rinomato chef, non condivide la sua passione per il Natale, da quando sua madre da bambini li ha lasciati per seguire un galeotto.
Weezie però non si lascia buttar giù e cerca di sistemare le cose con una bellissima cena di Natale.
Nel mezzo strani furti, ritrovamenti ad opera di una barbona, Apple Annie, che forse la conosce meglio di quanto crede.
Un libro leggero, con una bella ambientazione, peccato però per la seconda parte che secondo me distrugge quello di buono che c'era.
Consigliato? Nì. 

Libri di Natale "Come fu che Babbo Natale sposò la Befana"

Salve cari Scribacchini, si avvicina il periodo dell'anno che amo d più in assoluto: Natale! E dal momento che come sapete amo molto leggere libri a tema, inauguro oggi una serie di recensioni di libri ambientati proprio durante questo periodo.
A Natale in teoria si ha più tempo, iniziano le vacanze per gli studenti, tra le frenetiche corse al regalo giusto per la persona giusta non sapete cosa leggere? Ci pensa Scribacchini per Passione!
Iniziamo con "Come fu che Babbo Natale sposò la Befana" di Andrea Vitali.

Come fu che Babbo Natale sposò la Befana
Andrea Vitali
Mondadori
144 pag. 9,90


TRAMA:


I capelli lunghi, la barba chiara, un camicione rosso a scacchi era comparso da dietro uno dei grossi alberi che stavano al di là della strada, proprio davanti a scuola. Tom l'aveva guardato, era tale e quale a come suo padre glielo aveva descritto la sera prima, ogni dubbio era sparito, si trattava di Babbo Natale! Un profumo di vischio nell'aria e una promessa di neve dal cielo annunciano l'imminente arrivo delle feste. Eppure nonostante il clima gioioso nel paese aleggia un'atmosfera misteriosa e una domanda turba le notti di grandi e piccini... Babbo Natale esiste davvero? C'è chi ancora riesce a sognare e ne è sicuro, come il direttore didattico Remedio Imperio e chi è fermamente convinto del contrario come Irene Stecchetti, una mamma "quattrossa" dal cuore di vipera, tutta angoli acuti dal naso al sedere. Intanto nei giardini nei pressi del lago si aggira un uomo anziano, senza documenti né fissa dimora, con barba lunga e pancione, che getterà nello scompiglio l'intero paese. 


RECENSIONE:

Lo ammetto, fino ad adesso non avevo mai letto nulla di Andrea Vitali ma la trama mi aveva subito colpita, così mi sono buttata e... non me ne sono certo pentita!
È difficile individuare il pubblico di questo romanzo, viene presentato come un libro per bambini a partire dai 10 anni ma secondo me è una storia godibile a tutte le età.
Mi è molto piaciuto lo stile semplice ma essenziale dell'autore che riesce a immedesimarsi in maniera straordinaria nei panni dei vari protagonisti.
La storia prende il via dalla domanda di un bambino, Tom "Perché se Babbo Natale esiste nessuno l'ha mai visto?" il padre ovviamente conferma la sua esistenza cercando di arrampicarsi sugli specchi ma Tom è dubbioso, la sua compagna di classe, Rebecca, afferma che la sua mamma le ha detto che non esiste ma è solo una bugia.
Cosa fare però se Tom ai giardinetti vede veramente Babbo Natale? Ma soprattutto come fare se Babbo Natale finisce per essere arrestato?
Una storia perfetta per Natale e anche per l'Epifania, perché di mezzo c'è pure la Befana!
Storia assolutamente consigliata a tutti coloro che conservano il loro animo fanciullesco e amano la magia del Natale.