"La signora che vedeva i morti" Marco Bertoli

Salve Scribacchini, oggi voglio consigliarvi un libro che mi è piaciuto.
Lo sapete ai gialli non so resistere, se aggiungete un tocco di paranormale e un titolo e una copertina intrigante come quella di "La signora che vedeva i morti" di Marco Bertoli, il gioco è fatto, lo compro all'istante e deve dire che non sono rimasta assolutamente delusa.

La signora che vedeva i morti
Felici editore
360 pag. 13 euro

Marco Bertoli infatti ha il dono di sapere scrivere molto bene, la scrittura è fluida e avvincente, tanto che sono rimasta sorpresa nell'apprendere che fosse il suo primo libro (pubblicato) quest'opera infatti non ha nulla da invidiare ai gialli di scrittori famosi.
Ma andiamo con ordine.
Raccontare la trama di un giallo è sempre difficile, non si sa mai quanto ci si può spingere senza rivelare troppo.
La storia è ambientata tra Pisa e la Lunigiana nel XVII secolo, in un mondo in cui però la magia è conosciuta e usata anche come strumento investigativo.
La storia si apre con la Nobil Dama Flora Dell'Agnello, fondatrice della rivista "Vanitatis Mercatus" che intervista la protagonista Debrena Mori, curiosa di narrare ai suoi lettori la carriera di questa, da semplice popolana a Primo Siniscalco dell'Ufficio Indagini Speciali dei Reali Moschettieri.
Debrena infatti da bambina ha perso l'uso della vista in compenso però ha acquisito la capacità di vedere le anime dei morti.
Seguiamo così il racconto della sua prima indagine tra suicidi che non sono quel che sembrano e un omicidio misterioso, fino al meraviglioso colpo di scena finale.
La bellezza di questo libro sta proprio nella bravura dello scrittore, lo stile è appropriato e consono al periodo storico senza però risultare noioso e anche le descrizioni dei vari incantesimi appaiono credibili e sensati, merito immagino della formazione scientifica dell'autore.
Debrena è un personaggio ben costruito e secondo me sarebbe perfetta come protagonista di una serie di gialli.
Che dire quindi se non... aspettiamo la prossima avventura!

Maria Teresa Vivino "Libertà"

Rieccoci con un'altra ospite, Maria Teresa Vivino, che questa volta si è cimentata con un'opera in versi "Libertà"


Libertà. Poesie d'amore
Oak editions
180 pag. 14 euro


Ciao Maria Teresa, è un piacere averti di nuovo qui con noi.
Hai appena pubblicato un nuovo libro, si tratta di una raccolta poetica, ce ne vuoi parlare?


Grazie, innanzitutto, per avermi permesso di essere ancora qui con voi nel mondo degli Scribacchini :) "Libertà - Poesie d'amore" pubblicato da Oak Editions è la mia ultima opera in versi. E' una raccolta di circa 200 poesie, miste da liriche più o meno lunghe e forme aforistiche vere e proprie. Questo mio ultimo parto letterario consta di quattro fasi più una finale, AMARE, SPERARE, CAPIRE, RICOMINCIARE e Lettera a un amico immaginario. All'interno di questo componimento in versi ci sono poesie composte tra il 2005 e il 2011, tra le quali due liriche in lingua francese e alcuni versi ispirati ad alcune opere pittoriche di un mio caro amico fiorentino: Adriano Bolognesi.


Qual è il filo conduttore di questa raccolta?


L'amore, le delusioni profonde che cambiano la vita, da esso derivate. Sembra banale ma è così... Poi naturalmente si parla di amore in sento lato, quindi anche di rapporti di amicizia, sentimenti inter familiari, amore per la natura e poi Amore quello che più o meno codifichiamo tutti come tale!


Cosa rappresenta per te la libertà?


La Libertà nella mia raccolta di poesia è semplicemente la Libertà di poter seguire il proprio cuore niente di più e niente di meno: e scusate se è poco :)! Contando che già trovare il coraggio d'amare nella vita non sia poi una cosa così scontata e di poco conto! Quindi per Libertà non intendo un termine in senso lato, ma il concetto di libertà applicato all'ambito amoroso e affettivo.

La differenza tra libertà e spontaneità per te?


Una domanda a cui risponderò in differita inserendo sulla mia pagina fan, "Maria Teresa Vivino Fan Club su Facebook", il filmato della presentazione di Libertà, tenutosi al Palazzo delle Feste di Bardonecchia durante il periodo natalizio, in concomitanza all'ultima prosa che ho scritto con lo scrittore e alpinista Lodovico Marchisio "Il risveglio - Storia di animali, persone e sogni" sempre edizioni Oak.


La copertina del libro è molto evocativa, come mai questa scelta?


Ero a Moncenisio nel mese di luglio con i miei editori e, sfogliando tra i dipinti in acquerello dell'illustratrice della Oak Editions, Ariel, sono rimasta affascinata da questa ragazza... donna... anima... che guardava verso la finestra, in una fase tra il risveglio e l'amore, tra la nudità e la pudicizia, non sapevo bene cosa stesse facendo quella donna, ciò che sapevo o meglio evincevo dall'immagine, era che quella donna stesse pensando e sognando. Questo dipinto, in realtà, vive in due copie, non identiche ma molto simili, quasi la stessa donna di spalle, meno Giunonica, meno malinconica, più speranzosa... Ho pensato allora che in una di quelle donne si potesse celare il mistero della libertà, di Libertà, non libertinaggio, ma desiderio di guardare sempre oltre, sempre al di fuori di quella finestra. Dato che la mia raccolta, la mia Libertà era forte, ma malinconica ho scelto la copertina di cui voi potete fruirne; una vera scoperta è stata la copertina completa di sfondo rosso e scritte, splendida ho pensato e il merito non è proprio mio :)!


L'opera è divisa in quattro fasi: amare, sperare, capire, ricominciare...

Già le fasi che tutti attraversiamo quando inizia e finisce un amore sbagliato, un amore in cui il cuore non basta e la testa non aiuta, un amore destinato a finire, ma sempre all'insegna di un insegnamento e della consapevolezza che ci aspetterà un futuro migliore!


Quali sono i tuoi progetti futuri?

Cavolo! Questa è la domanda più difficile... Un mio desiderio nell'immediato sarebbe poter vedere Libertà nelle case di tutte le famiglie italiane e perché no, del mondo :) ah ah ah; scherzi a parte, si scrive perché gli altri leggano, altrimenti si farebbe prima a tenersi tutto dentro o ad imprimere il tutto in fogli che rimarrebbero nel cassetto, soltanto per noi, a segnare il nostro cammino per il futuro.
Vorrei senz'altro che il concorso letterario Dino Ariasetto, da me ideato un anno fa, che conta la seconda edizione del premio, venga maggiormente potenziato nei prossimi anni, con un sempre superiore afflusso di partecipanti! Ho nel cassetto qualche altra opera in fase embrionale che chissà, forse un giorno, verrà alla luce o perirà nel grembo di una pseudopoetessa quale io, per il momento, rimango :)! Di sogni ne ho davvero tanti, sicuramente per racchiuderli tutti in uno, direi che mi piacerebbe che la poesia venisse nuovamente posta al centro dell'attenzione come ai tempi dei Greci e dei Romani, certo la poesia è cambiata, ma il bisogno di essa è sempre più impellente dati i sentimenti universali a tutti i tempi.


Grazie a te Vale per l'intervista e a chi, oltre ad avere avuto il coraggio di leggere questa intervista, abbia ancora la pazienza di leggere le mie piccole opere.

Tiziana Cazziero


Salve Scribacchini, abbiamo oggi come nostra ospite Tiziana Cazziero.



LE OPERE:



Voltare Pagina:

Janny Garin è una giovane donna in carriera che in procinto di sposarsi vede la propria vita capovolgersi, e tutte le certezze che ha nutrito fino a quel momento sgretolarsi. Siamo a Richmond negli Stati Uniti, Janny è un’affascinante donna in carriera che vive ancora con la madre, con la quale ha creato un rapporto simbiotico soprattutto dopo la prematura morte del padre, avvenuta quando era solo una bambina. John è un ex militare che gestisce con il socio e amico Robert, un’agenzia di security. Il suo passato è ombrato da una tragedia che ha segnato la sua vita e nonostante la nuova attività lo appaghi, questo non gli impedisce di vivere sempre in nome del rischio e del pericolo. In queste pagine i veri protagonisti sono i sentimenti sotto tutte le sue svariate forme. Amore, passione e avventura uniscono i destini di un uomo e di una donna che s’incontrano in un mondo di corruzione e di violenza, in cui Janny suo malgrado, rimane coinvolta. Il destino riserverà numerose difficoltà che li allontaneranno, e proprio quando gli ostacoli sembrano superati, ecco che ancora una volta il fato farà il suo ingresso trionfale, rimescolando tutte le carte e mettendo ancora una volta a dura prova e a rischio le vite stesse dei due amanti.
Riusciranno Janny e John a vivere il loro amore? Janny riuscirà a chiudere i conti con il suo passato? Sposerà Mark, il suo storico fidanzato nonostante riecheggi nel suo cuore il suono di un amore lontano?



Patto con il vampiro
Sonia vive apparentemente una vita tranquilla, è una giornalista che ama il suo lavoro e che punta al successo e alla carriera. Il suo passato però è ombrato da un vecchio episodio che ha gettato del mistero sulle sue origini e la sua esistenza. Comincia così un percorso a ritroso nel tempo, dove si ritroverà a scoprire le sue vere origini.
Una storia ricca di magia che vive la sua realtà nell’era moderna. Un segreto avvolto nel mistero che potrebbe essere la soluzione di tutto. Un amore impossibile e condannato dal mondo magico, una storia destinata a finire ancor prima di iniziare.

Ciao Tiziana, parlaci un po' di te...


Ciao e grazie per il tempo e lo spazio che mi dedicate. Chi sono? Sono una scrittrice, un’articolista free lance per il web ma soprattutto da quasi sei mesi sono una mamma. Le mie giornate sembrano non essere mai abbastanza lunghe; mi divido tra pannolini, poppate, computer, casa; cerco di ritagliarmi del tempo libero che dedico alla lettura e a un po’ di esercizio fisico quando posso. E poi non dimentico i miei cani… anche loro occupano uno spazio nella mia vita, insomma come vedi 24 ore per me sono davvero troppo poche. Nonostante tutto non mi fermo mai e sono sempre alla ricerca di nuovi progetti.


Hai esordito con il romanzo “Voltare pagina” è stato un esordio difficile ma alla fine hai trovato qualcuno che ha avuto fiducia in te e nel tuo romanzo, ce ne vuoi parlare? 

La pubblicazione del mio primo romanzo “Voltare Pagina”è avvenuta nel 2011; prima di quel momento è vero, ho trovato non poche difficoltà anzi tante, troppe. Ho ricevuto molte proposte di pubblicazioni, tutte le case editrici che avevo contattato mi proponevano una pubblicazione con contributo; seppur tentata inizialmente non ero disposta a pagare né a comprare un numero definito di copie del mio libro. Non mi piaceva l’idea di pagare per pubblicare; anzi a dire il vero senza condannare chi lo fa, sono contraria all’editoria a pagamento. Decisi così inizialmente di auto-pubblicare con il sito ilmiolibro.it; se dovevo pagare, almeno con pochi euro avevo la possibilità di stringere tra le mani il mio libro e di tenerlo in vetrina nel sito. Era il 2010. Dopo un anno è arrivata una casa editrice che per la prima volta mi proponeva un contratto di edizione senza richiesta di alcun contributo economico e o acquisto di copie del mio romanzo. Ammetto di aver letto quella proposta diverse volte, non ci credevo; mi sono perfino chiesta dove fosse il trucco o l’inganno. Dopo aver parlato direttamente con loro, la BookSprint Edizioni, mi sono resa conto che era tutto vero. Era il 31 maggio del 2011; dopo qualche mese è arrivata la pubblicazione.
Voltare Pagina
Book Sprint edizioni
296 pag. 14,90 euro

Tornando all’editoria a pagamento mi permetto di spendere due parole. È una realtà che credo stia danneggiando seriamente il mondo dell’editoria; già nei confronti degli autori esordienti c’è sempre un forte scetticismo e reticenza ad acquistare i loro libri, se poi ci aggiungiamo che chiunque, basta pagare può pubblicare il suo libro, mi viene da chiedere che fine abbia fatto la selezione seriosa e rigida che distingue le opere da pubblicare: quelle che valgono e o su cui valga la pena puntare da quelle invece che non sono meritevoli.
Ho letto molti autori emergenti, anche perché mi occupo di promuoverli nel mio voltare pagina di tiziana cazziero; molti libri sono davvero interessanti e scritti bene, ho letto tante belle sorprese, allo stesso tempo però mi sono accorta che chiunque può pubblicare. Alcuni libri, sebbene potessero esserci delle forti potenzialità, peccavano di alcune forti mancanze, non parlo da un punto di vista grammaticale, che ha il suo peso, se vuoi scrivere e pubblicare romanzi devi almeno conoscere la grammatica, ma parlo proprio di contenuti, spesso scritti anche in maniera scolastica. Se ci fosse una maggiore selezione anche i lettori credo che si possano sentire maggiormente incentivati a leggere gli autori emergenti. Sicuramente la pecca a volte sta anche nelle case editrici che mancano di fare bene il loro lavoro: leggere le opere, correggendole, fare editing, e soprattutto consigliare e lavorare con l’autore.

Come è nata questa storia?

Le mie storie, come sempre dico, nascono tutte per caso o meglio, nel tempo. Quando comincio a scrivere non so ancora dove mi porteranno le mie dita, ho solo chiara la visione del mio personaggio principale, quasi sempre una donna,  attorno al quale pian piano cresce la trama. E’ stato così anche per Voltare Pagina e tutti miei altri scritti. Un giorno mi sono messa al computer ed ho cominciato a parlare di Janny Garin, la protagonista; il seguito è nato con lo scorrere dei giorni e delle pagine. Janny è una giovane donna in carriera, è molto razionale, ha stabilito già la sua vita: il lavoro per cuoi ha studiato tutta una vita, ha stabilito il fidanzato, un uomo che ha deciso di sposare credendo che sia l’uomo giusto per lei e che con il tempo imparerà ad amare. Quello che ancora Janny non sa, è che la vita non può essere programmata, soprattutto l’amore. Improvvisamente un evento inaspettato la matterà in una brutta situazione, rimane coinvolta in un traffico criminale,  rischierà perfino la sua stessa vita. Da quel momento per lei tutto cambia; scoprirà che cos’è l’amore. Succederà quando incontrerà un uomo che forse potrebbe liberarla dalla condizione precaria e rischiosa in cui si trova. La trama è molto intrecciata, c’è amore, ma anche un fitto losco d’affari da sciogliere. E poi ancora delle scelte difficili che la stessa Janny dovrà fare; e come spesso accade, il destino farà di tutto per mettere alla prova la forza e il coraggio di Janny: il coraggio di Voltare Pagina. Inoltre se mi permetti, vorrei aggiungere qualcosa su questo libro pubblicato nell’agosto del 2011; qualche settimana fa ho aderito ad una promozione editoriale lanciata dalla casa editrice BookSprint Edizioni; dare la possibilità di scaricare il mio libro in formato ebook dalla loro news letter; la redazione della casa editrice mi ha comunicato che in poche settimane il mio libro è stato scaricato da 1897 utenti, anche se non è un ultima uscita editoriale, riscuote ancora un modesto consenso, sì, sono belle soddisfazioni.

Perché hai deciso di ambientare il tuo romanzo negli Stati Uniti?

Mi è stato chiesto un paio di volte in effetti, è stata solo e semplice ispirazione, nessun motivo particolare; ho solo immaginato e vissuto i miei protagonisti lì,negli Stati Uniti. Aggiungo però che sono rigorose le origini italiane della stessa Janny che è nata da padre italiano.

Qual è il personaggio a cui ti sei affezionato di più scrivendo?

Janny sicuramente, che è la protagonista e il personaggio che più mi ha dato a livello di emozioni in questo primo romanzo.

Patto con il vampiro
Libro Aperto edizioni
12 euro
Hai da poco pubblicato un nuovo romanzo “Patto con il vampiro” ce ne vuoi parlare?

Sì, Patto con il Vampiro è il mio secondo romanzo, un fantasy che ho scritto nel 2010 in occasione di un concorso letterario che mi regalò il posto di seconda classificata. Questa storia è stata una vera sfida per me e devo dire che mi ha dato molte soddisfazioni, sia per avermi regalato il podio con il concorso letterario cui accennavo, ma anche per la mia arte creativa. Scrivere un fantasy non rientrava nei miei progetti e invece quasi per gioco ho scoperto che c’era questo concorso a tema- Streghe e Vampiri -  e mi son voluta lanciare. E’ uscito il 4 novembre 2012, in pochi mesi ho ricevuto molti commenti, recensioni e diverse e mail positive. Ciò che mi colpisce è ricevere messaggi di lettori che mi contattano solo per dirmi che hanno apprezzato il mio libro… per la serie che cosa vuoi di più dalla vita?  Questo romanzo è un urban fantasy, la protagonista è una giornalista, Sonia, che comincia a fare un sogno ricorrente: la sua amica dell’adolescenza le chiede aiuto. Elena era la sua migliore amica ai tempi della scuola, sparisce improvvisamente durante una notte misteriosa, la notte di Halloween. Entrambe avevano deciso di partecipare a una festa a tema, solo che accade qualcosa d’inaspettato che rimarrà celato nel mistero. Sonia rischia anche lei di sparire per sempre, ma qualcosa o qualcuno decide diversamente. Sonia non ricorderà mai quanto accaduto quella notte. Decide così di scoprire che cosa è accaduto. La sua indagine riguarda la sparizione di giovani donne che spariscono senza lasciare traccia sempre durante la notte delle streghe, quella del 31 ottobre, la misteriosa e magica notte di Halloween.

L'hai scritto per un concorso letterario è vero?

Sì, patto con il Vampiro come dicevo sopra, è nato in occasione di un concorso letterario, consiglio a tutti di provare, non solo perché secondo me è un ottimo allenamento, ma anche perché potrebbe rivelarsi una bella esperienza com’è stato nel mio caso, questo, anche se sono trascorsi due anni tra il concorso letterario e la pubblicazione.

Tra il primo e il secondo romanzo ti senti cambiata come scrittrice?

Sì, devo dire che qualcosa è cambiato. Quando ho scritto Voltare Pagina, ero molto giovane e soprattutto era la prima volta che mi cimentavo nella stesura di un romanzo. Credo di essere cresciuta come scrittrice, maturata e adesso la mia scrittura la trovo più matura se così si può dire. Questo perchè l’esperienza in campo fa molto, scrivo tutti i giorni ininterrottamente da ormai…4 anni grazie anche alla mia attività di articolista free lance e blogger. Scrivo da sempre questo sì, ma quando cominci a farlo sul serio, complici anche gli anni che passano, inevitabilmente qualcosa cambia; credo che questa crescita appartenga a ogni artista.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Progetti ne ho davvero tanti: prima di tutto colgo l’occasione per dire che presto uscirà un mio manuale sulla promozione editoriale di un libro. Spesso mi sono trovata a discutere di quest’argomento con altri autori emergente chiedendomi quali strategie avessi adottato per promuovermi considerando che la mia prima casa editrice non si è  mossa molto in questo senso. Non ne ha fatto un discorso discriminante è solo che quando sei una giovane scrittrice emergente e pubblichi con una casa editrice indipendente, queste non sempre si occupano della parte promozionale, che quindi decade su tutte le forze dello stesso autore. Nel secondo romanzo, in parte è stato diverso; esistono le eccezioni per fortuna e qui la casa editrice devo dire che si muove per i suoi autori promuovendoli e agendo affinché possano cominciare a farsi strada in questo saturo mondo editoriale.

Come altro progetto approfitto anche per parlarvi della mia iniziativa: un concorso letterario lanciato dal mio blog "Concorso di Natale: Racconti di vita e dintorni". Segnalo il link così quanti fossero interessati possono venire a dare un’occhiata. Aggiungo solamente che mi piacerebbe creare un’antologia con i racconti inviatemi dagli scrittori, con quelli che saranno stati giudicati meritevoli dal giudizio dei lettori. Si tratta di raccontare in breve un aneddoto, un qualcosa legato al Natale che ricordate con piacere ma anche con amarezza. Ovviamente è gratuita la partecipazione.

Inoltre sto scrivendo anche due libri che spero di portare a compimento entro il 2013, uno in particolare sicuramente, ci lavoro da molti anni e lo sento particolarmente vicino alla mia persona perché c’è molto di biografico, ma non aggiungo altro per il momento. Come vedi non mi fermo mai, guai dico io a fermarsi, è un consiglio che lancio a tutti gli aspiranti scrittori.


Segnalo il mio blog per quanti volessero mettersi in contatto con me e il mio indirizzo e mail:
tiziana.cazziero@gmail.com

http://voltarepaginaditizianacazziero.blogspot.it/

Queste sono le mie pagine facebook:
Voltare Pagina Fan Page
Patto con il Vampiro Fan Page

Grazie del tempo e dello spazio che mi avete dedicato.

                                                                                                                    Tiziana Cazziero

"Amori & Pasticci su Facebook" Valentina Cavallaro

Salve Scribacchini, vi presento con gioia il mio libro "Amori & Pasticci su Facebook" appena uscito per la Nocchiero Edizioni.


Amori & Pasticci su Facebook
Nocchiero Edizioni
116 pag. 12 euro


A.A.A Fidanzato cercasi. Bello, alto, maturo. Disponibilità immediata. Astenersi perditempo.
Qual è la festa più attesa dell'anno dagli innamorati? San Valentino, ovvio.
Se non sei single, come Milena.
Manca però ancora una settimana alla fatidica data e in sette giorni un fidanzato si può trovare. Come? Con Facebook naturalmente.
Ecco così Vishal, bello, esotico, più grande, fa persino l'attore a Bollywood... ma sarà l'uomo perfetto?
L'unico modo per scoprirlo è uscire dalla rete e incontrarlo. Sempre ammesso che esista.
Se però si mettono di mezzo Felice, dark quindicenne e un gruppo di attempati gigolò, allora le cose si complicano...
Una brillante commedia degli equivoci dalla quale difficilmente riuscirete a disconnettervi.


Incuriositi?

Se siete di Torino potete trovarlo presso queste librerie:


  • Golem Bookshop Via Rossini 21 bis
  • La Casa delle note Via Cherubini 8/a
  • Feltrinelli presso il centro commerciale 8 Gallery

Oppure sui principali siti on line (ibs, unilibro, deastore, libreriauniversitaria)

Qui invece potete trovare qualche informazione su di me.

Buona lettura!

[RECENSIONE] "Amori & Pasticci su Facebook" Valentina Cavallaro (La Valsusa)

Salve Scribacchini, diffondo con gioia la primissima recensione del mio "Amori & Pasticci su Facebook" pubblicata sul settimanale "La Valsusa" il 17 gennaio.







Sabato 12 gennaio il circolo “Dino Ariasetto del Club dei Cento Aps” ha presentato presso la palestrina della biblioteca civica di Bardonecchia, l'ultimo parto letterario dell'autrice ventiduenne di Torino Valentina Cavallaro, che ha esordito con una raccolta di gialli-horror, con atmosfere gotiche “Racconti tratti da un Moleskine” edito da Carta e Penna.
L'ultimo lavoro presentato “Amori & Pasticci su Facebook” Nocchiero Edizioni, un romanzo, intercalato da pagine di diario della protagonista Milena, che parla da giovane ai giovani, ma anche al cuore degli adulti, che si trovano a far fronte a un mondo in continua evoluzione anche nella percezione del rapporto interpersonale. Il romanzo è giocato su un equivoco che segnerà la svolta dell'intreccio, ma tocca tanti ambiti dell'atmosfera interiore dell'essere umano contemporaneo, e arcani riposti nel cuore dell'uomo fin dagli albori. Un parallelismo sottile tra Facebook come finestra distorta sul mondo e mondo reale fatto di gioie e dolori autentici. La giovane Milena, la protagonista della storia, a sole due settimane da San Valentino si rende conto della monotonia della sua vita sentimentale e inizia così ad architettare un modo per trovare un ragazzo, riuscirà alla fine tramite Facebook a trovare l'amore? Un libro da divorare tutto d'un fiato e da rileggere più volte, consigliato soprattutto ai giovani.

Claudio Foti

Salve Scribacchini, eccoci con una nuova affascinante intervista, abbiamo infatti con noi lo scrittore fantasy Claudio Foti.

Ciao Claudio, vuoi parlarci della tua passione per la scrittura?


Ho fatto l’avvocato, il giornalista e l’addetto stampa. Ricordo che cominciai a scrivere romanzi fantasy agli inizi degli anni novanta perché in quel periodo in Italia ne venivano pubblicati davvero pochi di questo genere e io, avido lettore, non riuscivo mai a saziarmi. Così ne scrissi un paio ,"quasi a mia insaputa”, uno di questi Dobb e gli Adoratori di Fenrir, riuscii persino a pubblicarlo qualche anno dopo. Da quel momento mi sono chiesto: perché non continuare? Ed eccomi qui. Dapprima le mie storie erano puro entertainment, poi però, essendo anche un appassionato di folklore, leggende e misteri, mi è venuto spontaneo delineare storie contenenti almeno uno di questi aspetti. Ho pubblicato alcuni romanzi e ho vinto qualche premio letterario, tra cui l’Ex Premio Tolkien nel 2006 con il romanzo storico-fantastico Ombre su Campo Marzio incentrato sulla giovinezza misterica ed esoterica del papa mago, Silvestro II. La passione per la scrittura mi è derivata da quella per la lettura anche critica: per scrivere ritengo sia necessario leggere molto…. Ho la casa tappezzata da librerie straripanti di volumi, mia moglie, che mi sopporta, ogni tanto però minaccia di cacciarmi di casa per questo!
Windigo
Chichili Agency
1,99 euro



Hai pubblicato con Chichili “Windigo”, ce ne vuoi parlare?

Volentieri. E’ un romanzo breve o racconto lungo, dipende dai punti di vista. E’ difficilmente inquadrabile in un genere letterario, credo si possa definire un thriller/storico/horror/mitologico… con incursioni nel fantastico.
Si tratta di una vicenda ambientata nel buio delle foreste dell’America del Nord, nel profondo delle terre dei nativi ove storie terribili risuonano da secoli tra gli alberi immoti. Storie di esseri inumani, di entità soprannaturali, di mostri selvaggi. Una di queste creature è il Windigo. Pochi conoscono la sua leggenda e quei pochi che pensano di conoscerla, in realtà ne conoscono solo una piccola parte. Il lettore dovrà giocoforza immergersi nella sfera mistica dei nativi americani. In Windigo spero di aver ben mescolato usanze e credenze, mitologie e terrore per condurre chi legge, con il giovane sciamano Marmotta Rossa, protagonista del libro, all’inseguimento di un nemico terribile, mille volte più mortale dell’uomo bianco. Dalle pagine di Windigo emergono, spero in maniera accattivante, gli spiriti delle pianure americane, le note della danza degli spettri, i poteri protettivi dell’acchiappasogni...
Il lettore sarà sfidato dalla vicenda, verrà trasportato e invitato a scoprire la verità anche la più inattesa. Quello che mi chiedo è: sarà in grado di reggere la verità sull'origine della leggenda del Windigo?

Come è nata l'idea per questo libro?

Sono un appassionato di mitologie. Quella dei Nativi Americani è una delle più ricche e complesse ed è ingiustamente trascurata in Italia. Quella degli Algonchini poi ha un che di inquietante. Non potevo farmi sfuggire l’occasione di scriverne. Inoltre, ricercando notizie, ho trovato alcuni collegamenti, direi singolari, con alcuni miti europei. Da lì è scattata la scintilla.

Nelle tue opere hai dato vita a diversi mondi fantastici, è stato difficile?

Sì. No. Insomma… Diciamo che creare un mondo significa soprattutto creare i suoi miti. E realizzare una mitopoiesi credibile non è facile. Ma ci sono grandi maestri a cui ispirarsi come J.R.R. Tolkien e H. P. Lovecraft. L’ambientazione è tutto e nell’ambientazione deve esserci la visionarietà dell’autore e al contempo la sua logica. Sembrano due termini in contrasto, ma ritengo che dalla compenetrazione di queste due antitesi nascano i mondi più affascinanti. È un processo duro, lungo e sì, difficile, ma anche tremendamente stimolante!

Hai addirittura inventato un linguaggio “nanico”...

Be’ ci ho provato. È un po’ il discorso di prima. Creare un mondo va fatto nella sua interezza. Quindi se si tratta di un mondo incentrato sui nani, è necessario che trasudi usi, costumi, e cultura nanica, per essere credibile e coinvolgente, cioè per far sì che il lettore si immerga nella storia e sospenda la sua incredulità. Per questo, nonostante non sia sorretto da basi filologiche solide come quelle Tolkeniane, ho cercato di dare il meglio, creando un idioma oscuro e dalla pronuncia dura e cupa.

Una delle tue passioni è la Roma dell'anno 1000 a cui hai dedicato un romanzo...

Ombre su Campo Marzio
Tabula fati
144 pag. 12 euro
Sì. Mi hanno sempre affascinato due cose di quel periodo: la paura della fine del mondo, un sentimento molto simile a quello che abbiamo provato in questi anni, e la figura del Papa Mago. Silvestro II, al secolo Gerbert d’Aurillac. E nel mio romanzo Ombre su Campo Marzio, ho trattato la giovinezza misterica ed esoterica del Papa Mago, prendendo spunto dal suo viaggio, realmente avvenuto a Roma, prima ancora di essere eletto pontefice. La storia di questo papa è intrisa di leggende in odor di zolfo, quale migliore occasione per ampliarle, giocarci un po’ e cercare di tracciare un ritratto affascinante di quest’uomo che tanto ha dato al mondo moderno? Sullo sfondo campeggiano usi e costumi di quella Roma ormai decaduta e preda delle lotte intestine di famiglie nobili per ottenere il potere. Una Roma in cui proliferavano, insieme con la paura ricorrente della fine del mondo, le sette e i culti segreti alle spalle dei cittadini più insospettabili. Con Ombre su Campo Marzio ho vinto l’ex premio J.R.R. Tolkien, e non è detto che non ci sia un seguito…

Oltre che narratore sei anche saggista, hai pubblicato infatti Il Codice Voynich, ce ne vuoi parlare?

Mi occupo da sempre di misteri ed esoterismo, ho letto molto e continuo a farlo spinto dalla sete di sapere. Il mio scopo è quello di gettare una luce, il più possibile obiettiva, sui misteri del nostro pianeta.
Il codice Voynich
Eremon Edizioni
107 pag. 13 euro

Il saggio traccia la storia del manoscritto Voynich che da oltre cinque secoli cela all’interno delle sue pagine un segreto che nessuno, finora, è riuscito a svelare. Fu acquistato vicino Roma 101 anni orsono da W. Voynich, un antiquario americano di origini polacche dai gesuiti di Villa Mondragone. Per questo oggi il libro è conosciuto come il Voynich. E nessuno, ripeto nessuno, ha saputo decifrarne il testo né comprenderne i disegni insoliti. E per questo è stato definito il manoscritto più misterioso e inquietante del mondo. Per scrivere il mio saggio ho consultato centinaia di testi in varie lingue e ho intervistato i più grandi crittografi impiegando anni di lavoro. Nel libro ho esposto tutte le tesi avanzate per la sua soluzione, e anche la mia. In seguito alla mia pubblicazione sono stato contattato da strani personaggi, alcuni importanti, altri completamente folli, che hanno cercato in vari modi di farmi prendere in esame le loro idee e hanno, come dire, tentato di “indirizzare” i miei studi. Eppure prima che pubblicassi il mio saggio di codicologia medievale quasi nessuno in Italia conosceva il manoscritto Voynich…

Non ti si può definire scrittore esordiente, hai all'attivo numerose opere, a quale sei più legato e perché?

Forse proprio Ombre su Campo Marzio, non solo perché ha vinto l’ex premio Tolkien, ma perché è stata una vera impresa stimolante scrivere un romanzo storico fantastico su un pontefice sapiente e cabalista come Silvestro II. Posso dire di aver appreso tanto da lui, sia studiando la sua storia e la sua vita che ricreandone una parte. Ma sono affezionato un po’ a tutte le mie opere, ognuna di loro ha significato qualcosa per me...

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono molteplici e caotici. Sono sempre nel mezzo di una storia e cerco di scrivere in modo tale che il lettore veda quello che racconto Attualmente sto scrivendo un romanzo sulla terra cava e ne sto ultimando un altro sul Necronomicon. Stanno per uscire due miei libri: una biografia storica-fantastica su Rasputin e un saggio sul misterioso Dio Anfibio.

Se volete conoscere altre sue opere questo è il suo sito

La lingua batte

"Il congiuntivo è morto, il punto e virgola è morto e anche l’italiano – vorrebbero farci credere – non si sente troppo bene. Continuano a ripeterci che la nostra lingua si sta corrompendo, contaminata dall’ inglese e minacciata da Internet e dai messaggini. Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero così?"





Queste sono le premesse de "La lingua batte" il nuovo programma radiofonico di Radio 3, in onda dal 12 gennaio alle 14, un modo per monitorare i cambiamenti della lingua italiana (in peggio direi io, ma stiamo a vedere... anzi sentire!)
Simpatica l'iniziativa dedicata agli ascoltatori: all'interno della rubrica "Il museo degli errori" potranno segnalare gli errori/ orrori in cui si sono imbattuti, oppure la "Parola della settimana" o ancora sottoporre i dubbi linguistici all'Accademia d'arte grammatica.
Il programma è condotto da Giuseppe Antonelli.

Questi i contatti:  lalinguabatte@rai.it

"Il risveglio. Storia di animali, persone e sogni"

Cari Scribacchini, oggi voglio parlarvi di "Il risveglio. Storia di animali, persone e sogni" un libro scritto a quattro mani da Maria Teresa Vivino e Lodovico Marchisio.

Il risveglio. Storia di animali, persone e sogni
Oak editions
11 euro

Il senso di quest'opera è racchiusa nella parola risveglio, che dà il titolo al libro.
Ambientato nella splendida Val di Susa, luogo ben noto ai due scrittori, la storia prende il via da un evento insolito: la notte della Vigilia di Natale, la malga di un pascolo alpino si illumina improvvisamente. Da dove arrivi quella strana luce è un mistero, il posto non ha corrente elettrica e poi la luce è troppo forte per poter essere visibile novecento metri più in basso. Contemporaneamente i bambini del paese, come spinti da telepatia, hanno disegnato Babbo Natale sulla sua slitta che sorvola la malga illuminandola.
Ma le stranezze non finisco qui, da quel momento la gente del luogo inizia a sentire cosa pensano gli animali.
Attraverso le parole di Mary, una bambina di otto anni, e del suo cane Toby, seguiamo i racconti di animali salvati dai maltrattamenti, dell'aspra vita alpina, in un intreccio di vicende che porterà a un colpo di scena finale davvero inaspettato.
Nonostante la delicatezza dei temi trattati, gli autori sono riusciti a dar vita a una favola moderna adatta ad ogni età, tenera e coinvolgente, che fa riflettere.
Quello di Maria Teresa e Lodovico sembra un ottimo sodalizio, anche perché sebbene il libro sia stato scritto a quattro mani, la storia risulta omogenea.
La storia è inoltre accompagnata dalle bellissime illustrazioni di Ariel.
Concordo con la quarta di copertina "Una storia di grande unione e grande umanità".
Assolutamente consigliato.

Potete ordinarlo qui o se siete di Torino presso la Libreria Belgravia in via Vicoforte 14/d.


Come pubblicare (gratis) e vivere felici...


Yahoo answer abbonda di menti sopraffine ke kiedono kome pubblicare un LiBrO.
                                                        
L'avrete già sentito fino alla nausea, ma è sempre vero: non tutto quello che viene scritto deve essere pubblicato e, altra massima sempre attuale, la pubblicazione non è un diritto.
Ma veniamo al caso specifico.
Dopo mesi, anni, di duro lavoro, finalmente ce l'avete fatta, avete finito il vostro romanzo, siete arrivati a scrivere la tanto agognata parola Fine e adesso?
Bene, adesso inizia il lavoro. Come? Pensavate che una volta finito di scrivere sarebbe stato tutto in discesa? Poveri illusi.
Iniziamo con dei brevissimi consigli.


REVISIONE:




Vi ricordate quando a scuola il professore o ancora prima la maestra, quando andavate a consegnare il tema, vi chiedeva “Sicuro? L'hai riletto?” Domanda che a quel tempo odiavo, ma che in realtà racchiude profonda saggezza.
Il peggiore nemico di ogni scrittore è infatti la fretta.
Smaniamo tanto dalla voglia di vedere il nostro nome stampato che non ci accorgiamo di quanto il nostro testo sia zeppo di errori (più o meno gravi) e di inevitabili refusi.
Siete convinti che basti avere una buona idea e che per tutto il resto c'è l'editor? Se avete mastercard può darsi, in caso contrario scendete dalle nuvole e iniziate a rileggere attentamente, fino alla nausea, il vostro romanzo.
Non so chi abbia messo in giro la voce, ma qualunque addetto ai lavori vi può confermare che se un editore si trova davanti un testo pieno zeppo di errori lo buttata direttamente nel cestino e se ne frega se l'idea è fantastica.
Sono cattivi? No, è normale. Perché? Perché diavolo vi presentate come scrittori, quindi il requisito fondamentale è conoscere perfettamente la grammatica italiana.
Certo, sono ammesse distrazioni (sempre in minima parte) ma se per voi il congiuntivo è un essere sconosciuto, beh smettete di scrivere e iniziate a studiare le basi.


SCELTA DELL'EDITORE:



Ok, avete corretto perfettamente il vostro testo e vi sentite pronti per questa meravigliosa avventura, adesso dovete “solo” scegliere l'editore.
Come già sapete sono contraria all'editoria a pagamento (qui trovate una discussione in merito) quindi esaminerò il caso della ricerca di una vera casa editrice.
Questa lista può essere un ottimo punto di partenza (attenzione: questa lista non l'ho scritta io, per qualsiasi dubbio rivolgetevi al sito in questione, non a me)
La regola basilare, ma che per oscuri motivi molti scrittori ignorano, è controllare il catalogo dell'editore.
È inutile spedire poesie a chi pubblica solo saggi, gli farete solo perdere tempo.
Dunque andate a visitare sempre il sito dell'editore, ancora una volta non abbiate fretta.
Controllate se c'è qualche riferimento all'invio di manoscritti (generalmente potete trovarlo in contatti) e attenetevi scrupolosamente a quando indicato.
Non state a sindacare su ogni cosa: se chiede il manoscritto in formato cartaceo e il vostro romanzo consta di 1000 pagine, mi rendo conto che la spesa è considerevole, per questo cercate un editore che accetta manoscritti via mail, non scatenate una guerra con quell'editore, l'azienda è sua, avrà pure il diritto di fare quello che vuole.

PLAGIO:


Leggo di molti autori terrorizzati dall'idea che il loro capolavoro possa essere copiato.
Allora, guardiamoci negli occhi, credete davvero che gli editori non abbiano altro da fare che aspettare l'arrivo del vostro libro per copiarlo, mettergli il loro nome, pubblicarlo e diventare ricchi al posto vostro?
Suvvia, siamo realistici. Se però volete lo stesso tutelarvi, qui trovate dei consigli a costo zero.


ATTESA:


L'attesa è snervante, lo so bene, per questo il migliore consiglio che posso darvi è: una volta inviato scordatevene.
O meglio, annotatevi quando e le case editrici a cui avete inviato ma poi mettetevi il cuore in pace e smettetela di controllare ogni due secondi se l'editore vi ha risposto.
Le case editrici a pagamento sono quelle che rispondono prima, alcune addirittura in un paio di giorni.
Le vere case editrici hanno tempi lunghissimi. Si va da minimo 6 mesi a un anno.
Vi sento già gridare “Ma come? È un'eternità” Sì, concordo, ma è pur vero che il lavoro di un editore non è solo quello di leggere i manoscritti inviati.
Alcune case editrici scelgono di non rispondere e se entro tot mesi non vi contattano vuol dire che il vostro manoscritto è stato rifiutato.
Lo so, ricevere anche una lettera standard in cui si dice che siete stati rifiutati sarebbe bello, l'ideale poi sarebbe avere un commento su cosa non va, ma dobbiamo essere realistici, come già detto prima l'editore non è un'agenzia letteraria, ha altro da fare.
Ci vogliono due secondi per inviare una lettera standard perché molti editori non lo fanno?
Passiamo al prossimo punto:


UMILTÀ:


Mi è capitato di leggere una lettera che uno scrittore rifiutato ha scritto a un editore.
Ecco ho capito perché.
Un consiglio spassionato: SIATE UMILI.
Che non vuol dire essere scemi o accettare tutto passivamente, ma se un editore vi dice che il vostro manoscritto è stato rifiutato non prendetela sul personale, non inviategli una mail in cui lo definite un perfetto imbecille incapace di riconoscere il vostro talento.
Ho incontrato scrittori affermati di una umiltà straordinaria, con un bellissimo rapporto con i loro fans: Giovanni Del Ponte, Silvana De Mari, Fabio Geda, Johanne Harris, scrittori che prima di tutto sono persone, a cui fa piacere fermarsi a fare quattro chiacchiere con i loro fans.
Allo stesso modo ho incontrato perfetti sconosciuti che per il solo fatto di aver pubblicato, a pagamento, un libro si sentivano star.
Ecco le cose non stanno così.
Come amo sempre dire lo scrittore non è un personaggio (e vi prego non portatemi come esempio i best seller, stiamo facendo un discorso sulla vera letteratura, non sulle veline di turno).
Dovete imparare ad accettare le critiche costruttive, ma allo stesso tempo dovete essere in grado di distinguerle dalle critiche fini a se stesse, il cui unico scopo è insultarvi, quelle le dovete rifuggire come le peste e soprattutto non lasciatevi mai abbattere.

Vi ho traumatizzato per bene? Spero di sì, ma questo non deve assolutamente scoraggiarvi, pubblicare non è semplice, ma alla fine sarete ripagati di tutto e la soddisfazione sarà immensa, vi parlo per esperienza.
Questi sono solo dei micro consigli che esaminerò più attentamente nei prossimi post.
Quindi non perdete mai la speranza, scrivete, inviate e... in bocca al lupo!

Professione Libraio

Salve Scribacchini, come ho più volte ribadito noi senza libri non esistiamo, e non mi riferisco ai libri che scriviamo, ma a quelli che leggiamo. Per questo mi sembra doveroso riservare uno spazio di questo blog anche ai librai. Chi sono costoro? Per noi lettori quelli che ci fanno sentire a casa, che amano i libri quanto noi, che sanno dispensare saggi consigli e non si lasciano abbindolare dalla moda del momento.
Da oggi in poi troverete dei post sulle librerie indipendenti che ho visitato e che mi piacciono di più.
Se sei un libraio e stai leggendo questa pagina: contattami  amo sempre scoprire  nuove librerie!

Sara Monetta


Salve Scribacchini, le feste sono quasi finite e noi, dopo incredibili abbuffate e tanti bei libri letti, torniamo con le nostre interviste, abbiamo infatti con noi Sara Monetta (già conosciuta come giornalista radiofonica del bel programma Licenza di leggere qui) che ci presenta i suoi libri.
Il ragazzo che corre
Badiglioni editore
9,50 euro 56 pagine


TRAMA
Ismail è un giovanissimo pastore sudanese che trascorre un’esistenza serena nel suo villaggio nel cuore dell’Africa. Lo scoppio della guerra e la devastazione del suo paese, alla quale lui riesce fortunatamente a sfuggire, getteranno nel caos il suo mondo. Ismail dovrà attraversare gli orrori della guerra ma riuscirà a fuggire in America grazie all’aiuto dell’amico Mohamed. Negli Stati Uniti il ragazzo crescerà e comincerà ad allenarsi nella corsa ma non riuscirà mai a dimenticare le proprie radici, come accade nella maggior parte dei casi agli immigrati di prima generazione.
Ismail potrà superare la forte nostalgia del suo paese e di tutte le persone che amava e che ha perso solo nel momento in cui, gareggiando, riuscirà a ritrovare se stesso e a capire che in realtà il Sudan e i suoi amici non lo avevano mai abbandonato perché lui ne aveva conservato sempre vivido il caro ricordo nel cuore.

Gabbiani
Liant
1,90 euro

TRAMA

Gabbiani è una storia che parla della voglia di riscatto, del desiderio di riscrivere un destino già scritto. Racconta la vita di Milo, bambino di strada, che non vuole essere fagocitato in un'esistenza ingiusta, vissuta in una città pervasa da delinquenza e mafia. Pur essendo frutto di fantasia, la realtà descritta è tristemente esistente, ma non è data per scontata. Al contrario, obiettivo del racconto è mettere in luce la voglia di cambiare, di reagire della popolazione attraverso anche cooperative sociali e la chiesa.... reagire perché .. “Siamo tutti un po’ gabbiani, abbiamo grandi ali per volare lontano ma restiamo poi fermi a terra non appena si alza il vento”


Ciao Sara, vuoi parlarci di come hai iniziato a scrivere?

Ciao Valentina, la mia passione per la scrittura viene un po’ da lontano: mi è stata inculcata da mia madre da piccolissima. Sono sempre stata una divoratrice di libri, ma soprattutto avevo una fervida fantasia che mi ha aiutata da bambina a vincere una certa solitudine. Ho cominciato a scrivere per mettere sulla carta il mio mondo. In un secondo momento, poi, tutto ha acquisito un valore diverso: oggi scrivo per raccontare ciò che c’è di storto e di negletto nella società.


Hai esordito con “Il ragazzo che corre” ce ne vuoi parlare?
Il ragazzo che corre nasce come una domanda: da sorella maggiore che cosa vorrei raccontare ai bambini? Il libro dunque è indirizzato soprattutto a una fascia d’età tra gli otto e i dodici anni e vuole introdurre una realtà molto lontana da quella della nostra vita quotidiana: l’Africa e la guerra. In particolare il mio libro parla di un bambino sudanese, Ismail, che diventerà prima profugo e poi rifugiato a causa della guerra che in questi anni ha devastato il paese. Riuscirà a fuggire negli Stati Uniti dove diventerà grande e per superare il suo trauma intraprenderà la via dello sport. 


Come è nata questa storia?
Ho sempre avuto un amore particolare per l’Africa. In particolare mi è sempre parso assurdo che un bambino africano dovesse avere una vita così diversa da quella dei ragazzi occidentali. Ho quindi voluto dire ai bambini: sappiate che esiste un mondo differente da quello che conoscete,esistono cose brutte come la guerra e la paura, ma, nonostante tutto, si possono e si devono superare.

Hai avuto difficoltà a calarti nei panni di Ismail e nel narrare la sua storia?

L’unica difficoltà che ho trovato è stata nel linguaggio da usare. Mi sono imposta di utilizzare periodi semplici, brevi ma incisivi. Ho cercato quanto più possibile di rendere tutte le sensazioni di Ismail evocando non solo il senso della vista e dell’udito, ma anche l’olfatto, il tatto e il gusto. Per il resto, ho adorato vivere la sua vita!

Nel romanzo parli dell'amicizia interrazziale tra Ismail, sudanese e Mohamed, arabo...

Era un elemento che andava messo per due ragioni: innanzitutto per esigenze di realismo, in Africa le nazionalità sono estremamente eterogenee e, per certi versi, gli africani sono molto più assuefatti di noi “all’altro”. In fondo, gli odi razziali e la balcanizzazione emergono solo quando ci sono interessi politici ed economici. Il secondo motivo è di tipo paideutico: i bambini non sono abituati a vedere le barriere a meno che qualcuno non gliele mostri ed è bene che ciò non avvenga. Sudanese ed arabo: che differenza fa?

Proprio per i suoi contenuti e per il modo in cui hai saputo trattarli è vero che è stato adottato come libro da diverse scuole elementari e medie?

Sì, e questa è una grande soddisfazione per me. Già l’anno scorso fu adottato da una scuola media di Cava de’Tirreni, mentre quest’anno il libro è stato portato in alcune classi elementari e medie di Cava de’Tirreni, Pagani e Scafati. Presto dovrebbe essere proposto anche agli istituti di Nola.


Il tuo ultimo libro è l'e-book “Gabbiani”...
Esatto, è un ebook che è stato pubblicato da Liant editore insieme ad un altro mio racconto, Il segreto del lillà.

Come mai questo titolo?

Ho scelto il titolo Gabbiani per due motivi: in primo luogo, sono innamorata del mare e mi sento io stessa un po’ gabbiano a mezz’aria tra la terra e il mare; in secondo luogo ho voluto dare l’immagine di questi ragazzi di strada che vivono un po’ tra due mondi, fanno parte della città ma restano ignorati il più delle volte. 

Anche Milo è un bambino che come Ismail deve crescere in fretta, ci sono deio punti di contatto tra questi due personaggi?

Il punto di contatto c’è sicuramente: entrambi vivono una vita quasi borderline e rientrano in quelle categorie che io definisco “invisibili”. Tuttavia Milo è l’Ismail della mia maturità: il racconto non è più scritto per bambini ma per adolescenti e dunque è più crudo e intenso. Le scelte di Milo sono molto più sofferte e profonde, la sua vita è più amara, la sua redenzione tardiva e traumatica. Ismail suscita tenerezza, Milo ti stringe il cuore perché è un combattente e inevitabilmente sei portato a temere per lui.


In questo libro hai deciso di affrontare il delicato tema della mafia
È un tema che, da giornalista, sento molto sulla mia pelle. C’è una parte del racconto in cui, attraverso gli occhi di Milo, mostro come la mafia sia una realtà che permea tutti gli aspetti della società, anche quelli che sembrano più distanti dall’illegalità: non è un semplice fenomeno, ma una cultura. Ciò che mi ha colpito di più è il meccanismo perverso di tutte le ingiustizie, che durano perché sembra che non ci sia alternativa. Non è così: le cooperative sociali come gli Iron Angels o La Paranza lo dimostrano, la presenza di preti attivamente impegnati e sotto scorta lo dimostra, esempi luminosi di politica come il sindaco Angelo Vassallo ne sono una prova tangibile. 

Qual è l'obiettivo di questa storia?

Quando ho scritto Gabbiani ero (e sono ancora) stanca dell’ipocrisia e dell’omertà che gravita sulla faccenda. Viviamo come se non vedessimo, ma bisogna aprire gli occhi. Non sono di certo né la prima né l’unica che lo dice, e ovviamente ci sono autori che sanno trasmettere il mio messaggio in modo molto più efficace, ma fondamentalmente bisognerebbe prendersi la responsabilità di smettere di piangere in silenzio i morti e darsi da fare per cambiare le cose partendo proprio dai bambini e dalla cultura.


Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento?

Penso che se credi di essere un buon autore e vuoi avere la soddisfazione di dire ai tuoi amici “Guarda che cosa ho fatto”, allora le case editrici a pagamento sono un’ottima scelta. Ma fondamentalmente ritengo che se il tuo obiettivo è fare lo scrittore di mestiere, allora il riconoscimento di una certa bravura dovrebbe venire dall’esterno. So che molti troveranno da ridire su questa risposta, ma è semplicemente la mia opinione e anzi credo che oggi, se la qualità di ciò che intasa il mercato è scesa a livelli imbarazzanti, è anche perché è diventato estremamente facile pubblicare: basta pagare. È vero che alcuni grandi come Pasolini sono nati con l’auto pubblicazione, ma credo che si stia degenerando sensibilmente.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho tanti progetti in mente: il primo è senza dubbio quello di terminare la seconda stesura del mio romanzo, L’Equilibrista. Per il resto, presto mi trasferirò a Londra per studiare giornalismo internazionale. Il mio sogno è diventare un’inviata in Africa e Medio Oriente.