Lettere Animate

Salve Scribacchini, è con vero piacere oggi che vi presento una delle migliori realtà editoriali al momento, si tratta di una piccola casa editrice che investe totalmente sugli autori e che cura alla perfezione, in ogni aspetto i suoi libri, la loro grafica è impeccabile, i booktrailer sembrano dei mini film, insomma è veramente bello poter intervistare un editore con tanta passione, grazie quindi a Roberto Incagnoli, direttore editoriale di Lettere Animate per aver accettato questa intervista.





Ciao Roberto, partiamo dal nome, come mai “Lettere Animate”? 

È un nome che mi è venuto d’istinto, mi piaceva e mi piace il significato multiplo attribuibile. Fate voi.


Cosa ti ha spinto in un periodo di crisi ad aprire una casa editrice? 

Sicuramente una forte passione, una voglia di comunicare e creare un progetto interessante. La crisi esiste in ogni settore non solo nell’editoria, non si può però evitare di andare avanti e credere che il lavoro possa ripagare.

Qual è il vostro obiettivo? 

L’obiettivo è quello di creare un punto di riferimento editoriale in un sistema editoriale logoro e stanco. La difficoltà oggi di fare azienda e fare mercato è l’assenza di professionismo e non mi riferisco solo alla qualità dei libri, ma al sistema editoriale e alle case editrici che contornano il libro, spesso e volentieri, di servizi di poca qualità.

Curate molto l'aspetto grafico dei vostri libri... 

Ci piace vedere il libro come un progetto. Curiamo l’aspetto grafico di tutto, dal sito web, alla pagina di facebook, alle cover dei libri ai booktrailer. Ci tengo a sottolineare questo aspetto. La casa editrice è un’azienda che deve fatturare e deve proporsi al pubblico, non è necessario fare servizi di scarsa qualità, a quel punto è meglio non farli. Non si può, oggi, non avere un sito web funzionale graficamente accattivante, è un investimento, così come i booktrailer. A volte vedo booktrailer di piccole realtà editoriali che altro non sono che foto scaricate alla bene e meglio da google con dei testi scritti. Questi sono esempi di come l’editoria possa nuocere alla qualità. Oggi non può un’azienda scindere la qualità dall’immagine efficace.

Da poco avete deciso di creare a seconda del tipo di testo due percorsi, editoria tradizionale e/o digitale, come mai? 

Per vari motivi. Crediamo nel digitale tanto quanto il cartaceo. Il digitale è il futuro dell’editoria e per noi, che creiamo tutto in “casa” è un buon modo di fare editoria di nicchia. Ci permette di investire anche su testi brevi, strani e qualitativamente non per tutti. Soprattutto ci permette di avere la medesima distribuzione e visibilità dei grossi gruppi editoriali e metterci sullo stesso piano. C’è da considerare che ogni nostro titolo che è uscito in cartaceo e in ebook ha avuto maggior riscontro di vendite in ebook e parlo di cifre non da sottovalutare.

Secondo te è vero che gli italiani non leggono? Se sì quali sono secondo te le soluzioni per incentivare la lettura? 

Non è vero che gli italiani non leggono, leggono male. Non si può fare un paragone con gli anni 70/80 dove il consumismo tecnologico era inesistente. Prima non c’era molta Televisione, Internet, Facebook, videogiochi… Gli svaghi erano la musica e l’arte. Oggi è diverso, il libro è passato in secondo piano e oltre a questo i lettori leggono quello che gli viene detto di leggere, seguono le mode e sono attratti da stereotipi preconfezionati. La soluzione, a mio modo di vedere, è proprio la tecnologia stessa, la possibilità di diffondere idee tramite internet di poter produrre ebook e avere la stessa visibilità di tutti, aiuterà sicuramente il lettore ad avere una scelta più consapevole. Ecco perché noi investiamo più sul web che sulle librerie.

Quali caratteristiche deve avere un romanzo per poter entrare a far parte del vostro catalogo? 

Quello che dico sempre è : dovete scrivere con la non consapevolezza che state scrivendo un libro, con la naturalezza di chi ama comunicare e ha qualcosa da raccontare. Deve essere un libro vero e più estremi sono, più ci piacciono.


Quale consiglio daresti a uno scrittore esordiente? 

Di non smettere mai di leggere, di studiare i grandi scrittori e capire come loro siano riusciti o riescano a rendere semplice e piacevole la lettura, usando un tipo di scrittura qualitativamente elevata.


Cosa ne pensi del fenomeno dell'editoria a pagamento? 

La risposta è nella domanda : è un fenomeno e come tutti i fenomeni dal successo rapido è destinato a spegnarsi e a essere dimenticato. Credo che ognuno con i propri soldi faccia quello che vuole e deve essere libero di spenderli come vuole, anche nell’editoria. Noi non condividiamo questo modo di lavorare, soprattutto se alla base non c’è un sistema valido di selezione. Finirà, come tutto quello che non è programmato bene finisce.


Cosa rispondi a chi sostiene che non esistono case editrici free perché l'editore ha un secondo lavoro o offre servizi a pagamento estranei alla pubblicazione? 

Credo fortemente che nel 2012 non si possa differenziare il lavoro. Il termine casa editrice free è un termine che bisogna ben spiegare. Free si intende che l’autore non è obbligato a pagare niente, dalle copie all’editing, all’acquisto dal catalogo ecc.. a costo zero può pubblicare con una casa editrice. E’ importante però capire che il lavoro è giudicabile per la qualità del lavoro stesso, non deve essere giudicabile per altre cose esterne al lavoro. Basta prendere come esempio altre aziende che non lavorano nel settore editoriale. È come se la SONY fosse accusata di non essere un casa discografica vera perché costruisce anche televisioni. Se un’azienda fa bene più lavori e non ruba denaro, non vedo dove sia il problema. Comunque la gente parlerà sempre.


Quali sono i vostri progetti futuri?
Molti, troppi, e segreti … Seguiteci su facebook o sul sito o sul blog per le news!




Vi lascio il loro bellissimo spot:





Pisa Book Festival 2012

Salve Scribacchini, si è appena concluso il Pisa Book Festival, indetto dal 23 al 25 novembre 2012, io non sono potuta andarci, troppo lontano, ma noi di Scribacchini per passione, abbiamo sempre un asso nella manica ed ecco che per noi è andata la mitica Serena J. Bertoli che ci racconta questa bellissima esperienza.





Ciao Serena, prima di entrare nel vivo della discussione, raccontaci qualcosa di te.

Ciao a tutti gli scribacchini e grazie mille per l’ospitalità! Vediamo che cosa potrei dirvi su di me..;) Vivo a Pisa, tre anni fa mi sono diplomata all’Istituto Tecnico Commerciale e da due anni lavoro come ragioniera nell’area amministrativa di un’azienda della mia città. Ho sempre amato il mio lavoro e creduto di essere stata fortunata nel scegliere una scuola che si adattasse pienamente a me. Insomma credevo che questa fosse la mia unica strada. Poi qualche mese fa, per caso, ho scoperto una nuova passione: la scrittura. Ho iniziato le collaborazioni con i blog, scrivendo recensioni o articoli e sono passata successivamente ai racconti. Ora non ne potrei fare a meno.;) Oltre alla scrittura ovviamente, l’altra grande passione che fa parte di me è la lettura. Ho iniziato a leggere sin da piccola e i generi che tuttora preferisco sono il romance, le letterature del ‘700 e ‘800 e il teatro. La scrittrice che più adoro e che per me è grande fonte di ispirazione è Jane Austen.

Puoi parlarci della tua esperienza al Pisa Book Festival?
Il Pisa Book Festival è giunto al suo decimo compleanno e credo di essermi persa si e no, una o due edizioni. Per me è sempre stato un punto di riferimento, per vedere le novità della piccola editoria, la sua evoluzione e naturalmente anche per trovare qualche nuova lettura interessante..;)
Quest’anno mi sono presentata, non come semplice lettrice, ma come rappresentante di un blog di letteratura rosa. Quindi il mio compito era di “indagare” e di scoprire l’atteggiamento delle piccole e medie case editrici nei confronti del genere romance.
L’esperienza è stata davvero unica e gratificante. E’ stato proprio divertente muovermi tra i vari stand come una vera giornalista a fare domande, anche un po’ indiscrete forse..;)

Qual è stata la cosa più bella di questo Festival?
Quando sono arrivata e sono entrata ho visto davanti a me file e file di stand pieni zeppi di libri. Avete presente l’emozione che vi coglie quando siete circondati da quei magnifici volumi? Come se foste in libreria o in biblioteca. Io sono stata completamente sopraffatta da quell’emozione e mi sono sentita come tirata da un filo proprio nella direzione dei libri e non c’era niente che potesse fermarmi.
Ecco, questa credo che sia stata la cosa più bella del festival. Il ritrovarsi a casa, circondata dalle mie passioni e da persone che le condividono a pieno.

Da appassionata di romance, ma anche come collaboratrice di un famoso blog di letteratura rosa, hai trovato attenzione da parte delle case editrici per questo genere o è ancora considerato di serie B?
Il Pisa Book Festival non può essere tutto rose e fiori, giusto? Eccoci quindi al punto più dolente. Devo ammettere di aver trovato alcune case editrici con intere linee dedicate al genere romance e di ciò non posso che essere felice, perché se alle basi dell’editoria si comincia a dare il buon esempio, credo che piano piano si inizino a superare tanti pregiudizi anche ai “piani alti”.
Ho constatato però, purtroppo, che la maggioranza delle case editrici non ha nemmeno UN titolo romantico. Questo succede perché come sempre si tende a considerare questo genere al di sotto degli altri, di categoria inferiore, insomma come se non fosse abbastanza per le menti “intellettuali”. Vedere certi pregiudizi è sempre un grande dispiacere, perché penso che se un libro è un buon libro, che sia giallo, rosa, noir o quant’altro, rimarrà sempre un buon libro. Non ha senso dividere i libri tra categoria A e B, credo piuttosto che l’importante sia leggere e tanto, ma soprattutto far passare questo messaggio ai giovani, che troppo spesso oggi e in Italia, non vengono coinvolti in questa attività.

Usa tre aggettivi per descrivere il Pisa Book Festival.
Emozionante, istruttivo, travolgente.

È stata dunque una bella esperienza? Ci torneresti il prossimo anno?
Assolutamente si!!!! Quest’esperienza è sempre unica e indimenticabile e ogni anno mi arricchisce sempre un po’ di più. Nel complesso sono veramente soddisfatta e non potrei certo perdermi la prossima edizione..;)
Vi ringrazio davvero per l’ospitalità, è stato un piacere chiacchierare con voi e spero di poter tornare presto!;)

Concorso Letterario: Le ministorie

Salve Scribacchini, vi avevo già parlato dell'Associazione LibroLibero qui potete trovare l'intervista dove ci parlano del loro bel progetto di condivisione dei libri.
Oggi invece vi presento il concorso che hanno indetto "Le ministorie" non fatevelo scappare, è GRATUITO!



REGOLAMENTO DEL CONCORSO LE MINISTORIE DI LIBROLIBERO


Il concorso è riservato ai maggiori di anni 16. La gara è gratuita e sarà ritenuta valida al raggiungimento di almeno 10 partecipanti per sezione. Il concorso avrà inizio il 20 novembre 2012.


Le sezioni del concorso sono 3:
MINISTORIE PER TUTTI (min 900, max 1000 parole);
MINISTORIE PER BAMBINI (min 900, max 1000 parole);
MINIFUMETTI (20 tavole).


Per la sezione 1 si partecipa inviando il proprio elaborato di min 900 e max 1000 parole all’indirizzo e-mail info@librolibero.eu indicando nell’oggettoCategoria Ministorie per tutti. Il corpo della mail deve contenere nome, cognome e dichiarazione di accettazione del regolamento (dichiaro di aver letto ed accettato il regolamento del concorso di librolibero) oltre all’elaborato stesso. Si può partecipare con opere edite o inedite. Le opere saranno valutate preventivamente e non saranno ammessi contenuti con incitazioni alla violenza e/o ad esplicito contenuto sessuale o pedopornografico. Dopo la valuazione l’opera sara’ pubblicata in un post del blog nella categoria scelta.


Per la sezione 2 si partecipa inviando il proprio elaborato di min 900 e max 1000 parole all’indirizzo e-mail info@librolibero.eu indicando nell’oggettoCategoria Ministorie per bambini. Il corpo della mail deve contenere nome, cognome e dichiarazione di accettazione del regolamento (dichiaro di aver letto ed accettato il regolamento del concorso di librolibero) oltre all’elaborato stesso. Si può partecipare con opere edite o inedite. Le opere saranno valutate preventivamente e non saranno ammessi contenuti con incitazioni alla violenza e/o ad esplicito contenuto sessuale o pedopornografico. Dopo la valuazione l’opera sara’ pubblicata in un post del blog nella categoria scelta.


Per la sezione 3 si partecipa inviando il proprio elaborato di 20 tavole all’indirizzo e-mail info@librolibero.eu indicando nell’oggetto CategoriaMinifumetti. Il corpo della mail deve contenere nome, cognome e dichiarazione di accettazione del regolamento (dichiaro di aver letto ed accettato il regolamento del concorso di librolibero) oltre all’elaborato stesso. Si può partecipare con opere edite o inedite. Il candidato dovrà realizzare una storia a fumetti di n. 20 tavole. È vietato ricalcare e/o riprodurre lavori esistenti. Comporta motivo di squalifica dal concorso qualora la giuria dovesse individuare un lavoro partecipante a concorso anche solo parzialmente ricalcato e/o riprodotto da lavori esistenti, anche a posteriori la premiazione. La tecnica da utilizzare è quella di disegno digitale. Non saranno accettate: storie ed immagini di incitamento alla violenza e/o ad esplicito contenuto sessuale o pedopornografico. Dopo la valuazione l’opera sara’ pubblicata in un post del blog nella categoria scelta.


Le opere senza nome, cognome, sezione alla quale si partecipa e dichiarazione di accettazione del regolamento non saranno pubblicate perché squalificate. Ogni concorrente può partecipare con una sola opera per sezione.


Premio: Verranno selezionati i 5 lavori tra quelli pubblicati fino alle ore 20:00 del 20/12/2012 che avranno ricevuto più “mi piace” e saranno valutati con attenzione dalla nostra giuria. Il giudizio finale della giuria è insindacabile ed inappellabile. Verranno premiati i primi 2 di ogni sezione. I vincitori saranno comunicati il 29/12/2012.


1° classificato sezione 1 riceverà in premio il libro “Il corpo umano” di Paolo Giordano”;


1° classificato sezione 2 riceverà in premio il libro “Milioni di milioni” di Marco Malvaldi;


1° classificato sezione 3 riceverà in premio il libro “Manuale di lettering. Le parole disegnate nel fumetto” di Marco Ficarra


Tutti i secondi classificati delle 3 sezioni riceveranno in premio il libro “Immagina la gioia” di Vittoria Coppola.


I premi potrebbero subire una variazione a causa del mancato reperimento delle copie sul mercato ma verrà garantito un premio di pari valore.


La scadenza per l’invio degli elaborati è il 18 dicembre 2012.


La giuria è composta da:


Gianmaria Cretì (Associazione culturale Librolibero);


Gianluca Guadagnini (Associazione culturale Librolibero);


Marco Guadagnini (Associazione culturale Librolibero);


Raffaele Rollo (Associazione culturale Librolibero);


Alessandro Stajano (scrittore, sceneggiatore, giornalista);


Alessandra Toma (Girotondodiparole.it).


Il concorso e gli organizzatori non si assumono alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione del copyright, violazione della privacy.


Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili.


Per ogni chiarimento e/o informazione potete contattare la seguente email info@librolibero.eu, indicando nell’oggetto “Richiesta informazioni per concorso le ministorie di Librolibero” oppure sulla pagina ufficiale dell’Associazione Culturale Librolibero presente su Facebook.


La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e Decreto legge 196/2003).


Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.


Per ulteriori informazioni potete visitare il loro sito.

"Cinquanta sfumature di grigio" un libro maschilista

Salve Scribacchini, pensavate di esservela scampata vero? E invece no, ogni anno infatti mi costringo a leggere libri brutti, per poterli criticare con cognizione di causa, questa volta è toccato a “Cinquanta sfumature di grigio” di E.L James.

Citando Piperita Patty, non l'ho proprio letto tutto, insomma non sono così masochista, ma quello che ho letto mi è sinceramente bastato.


Prima di partire con la stroncatura vera e propria (non saranno certo elogi, cosa vi aspettavate?) voglio però farvi riflettere sul messaggio di fondo di questo libro che trovo davvero inquietante e negativo, e no il sesso, né le varie abitudini sessuali non c'entrano nulla.

Cinquanta sfumature di grigio” è un libro maschilista. Come direte voi, ma lo ha scritto una donna?! Sì e per questo mi fa ancora più schifo. Anni di lotte femministe buttate nel cesso.
La protagonista è Ana, bellissima e virginale ragazza che rimane stregata fin dal primo sguardo dal miliardario Christian Grey Nessun uomo mi ha mai fatto l’effetto di Christian Grey, e non riesco a comprenderne il motivo. È il suo aspetto? La sua educazione? La sua ricchezza? Il suo potere?” notiamo fin da subito che rimane colpita solo dagli aspetti materiali, non dice che Christian è un uomo colto, intelligente, gentile, a una donna queste cose non interessano vero? L'importante è che abbia i soldi.
Anche lui però non è da meno, rimane stregato da lei non per i soldi (è l'uomo a dover essere ricco, non la donna) ma dal suo aspetto da sottomessa “Sai, quando sei entrata nel mio ufficio per intervistarmi, eri tutta un “sissignore”, “nossignore”. Pensavo che fossi una Sottomessa nata” 'Azzo, questo sì che è proprio un bel complimento, quale donna non sognerebbe di sentirselo dire?
Per lui è normale riempirla di soldi, perché se lo può permettere, nel momento però in cui lei vuole offrirgli una semplice colazione ecco spuntare una tipica argomentazione maschilista:
«Posso farti un regalo?» chiedo a Christian.
«Che regalo?»
«Offrirti questa colazione.»
Christian sbuffa.
«Non credo.»
«Per favore. Mi farebbe piacere.»
Mi fulmina con lo sguardo.
«Stai cercando di castrarmi del tutto?»
Ovvio, una ragazza che paga la colazione ad un uomo? Ma quando mai! Così lo castra, povero piccolo, io gli avrei sputato nel caffè e me ne sarei andata, dopo aver rotto la cristalleria del locale, se proprio vuole pagare...
E poi ovviamente ci sono gli ordini, ma non quando fanno i loro giochetti sessuali, ma nella vita quotidiana, a chi di noi donne non piacerebbe che ci ordinassero anche solo di mangiare?
«Bevi» mi grida. «Tutta» urla.
«Siediti» mi ordina, indicando un posto a tavola.
«Mangia» dice, più severamente.
«Brava bambina» dice. «Ti porterò a casa quando ti sarai asciugata i capelli.
«Siediti.» Mi indica uno sgabello e io obbedisco all’ordine
«A letto» ordina
«Ora puoi sederti» dice
«Rispondi» ordina
Ma davvero vi prestereste a una buffonata del genere?
Altro elemento tipico del maschilismo è questo ripetere ossessivamente che è di sua proprietà «Sei mia» mormora. «Solo mia. Non dimenticarlo.» ecco questa mi sembra una minaccia, io avrei già avvisato la polizia, lei invece cosa dice? “Se fossi mia.” Oddio, cosa darei per esserlo! Lui però rincara anche la dose: “È il fatto che sei mia e che posso fare di te quello che voglio.” Ma sì a quale donna non piacerebbe essere considerata come un oggetto da possedere?
E veniamo all'elemento sessuale che tanto stavate aspettando. Non ho da dire nulla verso il bondage, c'è a chi piace e a chi no, in questo caso Ana è la sottomessa ma ripeto è una condizione che esula dai giochi sessuali, è la condizione di lei come donna nella vita di tutti i giorni.
Dite che esagero?
Va bene, eccovi le citazioni:
«Perché dovrei fare una cosa del genere?»
«Per compiacermi»
E in quel momento mi rendo conto che, sì, è proprio quello che voglio fare
la donna naturalmente ha come scopo primario quello di compiacere l'uomo, anche se il giochetto di essere legata non le piace per nulla “Non posso dire che l’esperienza mi sia piaciuta, anzi, farei ancora di tutto per evitarla” “Oddio. Vuole farmi male… Come devo comportarmi? Non riesco a dissimulare l’orrore” “Cosa succederebbe se accettassi e fra tre mesi lui non ne potesse più di cercare di trasformarmi in quella che non sono?”
Il problema è che voglio solo lui, non tutto il suo… bagaglio” Mi pare sia abbastanza chiaro.
Però lui è Christian Grey, ha cinquanta sfumature di tenebre dentro di sé, perché la mamma era una cattiva puttana drogata(sic) e la nuova famiglia adottiva era sì amorevole ma troppo perfetta, ecco così che si fa appello alla figura di crocerossina della donna, alla figura materna che deve espiare e salvare l'uomo (non provate nemmeno a pensarci, io piuttosto che fare la crocerossina mi ammazzo) «Lo faccio per te, Christian, perché tu ne hai bisogno. Io no.” Accetta i suoi gusti sessuali non perché le piacciono ma perché “è l’unico modo per stare con lui.”
Tant'è che appena lui la chiama “fidanzata” lei va in brodo di giuggiole...
«Ah, sono la tua fidanzata? Pensavo che volessi una Sottomessa.»
«Anch’io lo pensavo, Anastasia, e continuo a farlo.
Ma, come ti ho detto, voglio anche di più.»
Oh, Signore.” Sta cambiando idea, e una speranza
mi sorge dentro, lasciandomi senza fiato.
Ma come sarà nata in Christian la passione per il sadomaso?
È stato “iniziato” a questa pratica da un'amica di sua madre, che Ana soprannomina Mrs. Robinson (quella del “Laureato” per intenderci) e che ovviamente l'ha trasformato in un mostro “Lei gli ha insegnato anche tutte quelle cose, oppure l’ha rovinato, a seconda dei
punti di vista”.
Ecco che questa donna viene demonizzata, il fatto che Grey invece tratti la verginità di Ana come una faccenda da risolvere non può ovviamente essere messa sullo stesso piano, quindi Mrs. Robinson è una pedofila che ha “molestato e deviato Christian” lui invece è... un gentleman... tant'è che quando si “offre” (che tenero) di fare sesso alla vaniglia con lei (insomma sesso normale, senza corde, né altro) dice «Questo non significa che io sia diventato un sentimentale; è un mezzo per ottenere un fine, ma è una cosa che desidero fare, e spero che per te sia lo stesso.»
Scusatemi, devo un attimo asciugarmi gli occhi, è la dichiarazione più romantica che abbia mai sentito in vita mia.

Tutto questo per dimostrarvi che è un libro MASCHILISTA.

Ultimi brevi commenti sparsi sulla stupidità di questo libro.

Non.Capisco.Perché.Il.Libro.È.Scritto.Così.

I personaggi sono falsi, privi di spessore, semplicemente non reali.
Ana non è una semplice ingenua e pasticciona simpatica alla Bridget Jones, ma riesce a risultare antipatica, oltre che decerebrata a tal punto da non saper nemmeno azionare un registratore «M-mi scusi» farfuglio. «Non sono abituata a usare questo arnese.» Il doppio senso è così banale e scontato che non lo commento nemmeno.

Ovviamente, dovendo Ana rimanere casta e pura fino all'incontro con il suo Principe Grigio, (che poi scusate ma a voi sembra sexy un uomo con gli occhi grigi? A me dà l'idea di anziano) passa le giornate in compagnia dei suoi romantici eroi letterari.
Come no, me la immagino proprio Elisabeth Bennet che si fa prendere a cinghiate sul sedere da Darcy come se nulla fosse. Vedrei bene anzi il contrario se solo Darcy si azzardasse a dirle che ogni volta che alzerà gli occhi al cielo lui la sculaccerà.

Grande Mr. Grey poi che va a comprare sex toys al Bricocenter. Nessuno gli ha mai detto che esistono i sexy shop? Strano, eppure dovrebbe essere esperto.
Che poi beh parlare di sadomaso per qualche sculacciata e le mani legate mi sembra un tantino esagerato... ma doveva essere un libro.sconvolgente.se.no.non.avrebbe.fatto.successo.
Fastidioso scrivere così vero?

Nonostante il libro sia lungo seicento e passa pagine lei deve innamorarsi subito “E va bene… mi piace.” Ecco, dentro di me l’ho ammesso. Non posso continuare a negare i miei sentimenti.” Disse dopo averlo visto addirittura due volte.

Non mi soffermo a parlare delle manie da stalker di Grey che ormai conoscono tutti
In Alaska fa molto freddo, non è un bel posto in cui nascondersi. Ti troverei. Posso intercettare il tuo cellulare… ricordi?
solo una spero inutile precisazione, intercettare un numero privato di cellulare è illegale, lo sapete vero? Ecco non fatelo, a noi ragazze non piace.
Ma queste sue “facoltà” subentrano proprio nel momento del bisogno e così, dopo una bella sbronza, ti ritrovi le mani del tuo migliore amico (che ha capito benissimo che volete solo essere amici) ovunque, tanto che inizia a diventare insistente (ma non è molestia, non vi preoccupate) ed ecco arrivare sul suo cavallo grigio lui, il Grey, che ha intercettato il tuo cellulare.
Oddio non saprei tra i due di chi avere più paura.
Certo anche Ana è entusiasta: Gli importa di me abbastanza da venire a salvarmi da un pericolo erroneamente percepito: [No, José, smettila… no.» Lo spingo via, ma lui è una
parete di muscoli, e non riesco a spostarlo di un millimetro. La sua mano è scivolata tra i miei capelli, e mi tiene ferma ] eh già proprio un pericolo erroneamente percepito.
E sul suo destriero grigio la porta a casa sua e... incredibilmente non ci prova! “Hai dormito tutta la notte nel suo letto, e non ti ha toccato, Ana. Traine le conseguenze.” giusto, dal momento che eri svenuta se lo avesse fatto si chiamerebbe stupro, pure lui ci arriva «Anastasia, eri praticamente in coma. La necrofilia non fa per me. Mi piacciono le donne coscienti e ricettive». E grazie a dio, aggiungo io, al lungo elenco dei tuoi disturbi non dobbiamo aggiungere che sei anche uno stupratore.

Il momento topico del libro è però quando pronuncia le parole che l'hanno reso celebre in tutto il mondo: “Io non faccio l’amore; io fotto… senza pietà”. Ecco Mr. Grey nessuno le ha mai detto che ha un ego grande quanto una casa?
E di fronte a un' idiozia così grande, quando una qualsiasi ragazza sarebbe scoppiata a ridere senza ritegno, lei cosa dice? “Fotte senza pietà!” Oddio, suona così… allettante”.
E poi ovviamente si ribadisce la sua stupidità, perché essendo vergine naturalmente non è in grado di capire i doppi sensi che anche un bambino afferrerebbe “Ma perché andiamo nella stanza dei giochi? Vuoi giocare con la Xbox?”

Capisco che in un libro erotico non si possa usare sempre e solo la parola gemere ma sostituirla con miagolo e peggio ancora guaisco è indecente, consiglio un dizionario dei sinonimi, anche l'espressione gli ansimo in bocca è abbastanza triste, insomma fantasia zero.
E infine, a una decina di pagine dalla conclusione, dopo che per 600 e rotte pagine ci ha rotti con la storia del sì accetto, no non accetto (di prestarmi ai tuoi giochetti), dopo che l'ha sculacciata se ne esce fuori con: «È questo che ti piace davvero? Vedermi così? «Sei un bastardo squilibrato!»
«Ana» mi implora, sconvolto.
«Non osare chiamarmi Ana! Devi risolvere i tuoi cazzo di problemi, Grey!»
ma naturalmente poi si sente insensatamente in colpa “Oh, il suo sguardo mortificato quando me ne sono andata. Sono stata così crudele, ero troppo scossa dalla
sua brutalità”.

Io proprio non capisco.
Noi italiani (ma prima ancora gli inglesi, patria dove questo scempio è stato concepito) siamo un popolo ben strano, si parla di sesso e subito diventiamo pudibondi come se non ne avessimo mai sentito prima, come se negli anni non si fossero avvicendati scrittori che hanno scritto testi ben più spinti ed espliciti di questo. Mi sembra superfluo ricordare che il sadismo e il masochismo prendono il loro nome proprio da due persone realmente esistenti, il marchese De Sade e lo scrittore Sacher-Masoch, che hanno raccontato con dovizia di particolari le loro pratiche.
Nonostante questo “Cinquanta sfumature di...” è stato incoronato come il re dei porno e per la sua autrice è stato coniato il termine “mommy porn".
Ok l'autrice non è una qualunque mammina che mentre spolvera la casa immagina di essere presa sul tavolo dal bel tenebroso di turno, a chi la volete dare a bere? È una sceneggiatrice televisiva e ha semplicemente creato un prodotto.
Ci metterei la mano sul fuoco che non ha nemmeno di queste fantasie, ha semplicemente scritto quello che la gente si aspettava.
Ritornando alla mia tesi iniziale questo è un libro MASCHILISTA viene presentata una donna debole, insicura, che si “dona” al maschio affascinante, ricco, con un oscuro segreto e che ovviamente deve salvare dalla perdizione.
Ripeto, io non capisco, in quanto donna mi sento offesa dalla visione di questo libro e dal fatto che alle donne sia così piaciuto, alla fine non è nemmeno per quelle quattro descrizioni di sesso (che immagino si trovino in qualsiasi harmony) in questo libro si dà un'immagine di donna sottomessa (non solo sessualmente) e questo è gravissimo, ma ci rendiamo conto?
Donne INDIGNATEVI per queste cose, possono sembrare sciocchezze ma come vi spiegate allora questo incredibile successo? Non è questa l'immagine che voglio avere di una donna, anche se questa non esiste, anche se Grey non esiste.
Diavolo addirittura nel 1800 la Austen aveva creato un personaggio come Elisabeth Bennet, simbolo di indipendenza e libertà femminile, e noi nel 2000 dovremmo avere come eroina Anastasia Steel?


And the winner is...

Salve Scribacchini, si è concluso il primo contest indetto da "Scribacchini per passione" sulla pagina Facebook avete scelto come genere il fantasy, il personaggio da inserire era un orco e... sono nati degli ottimi racconti, ognuno di voi ha affrontato questo tema in modo diverso, attraverso prospettive differenti, quindi per prima cosa complimenti a tutti quanti!

Adesso però è giunto il momento di decretare il vincitore.

Abbiamo scelto un racconto un po' particolare, forse non è pienamente un fantasy classico ma, come ci insegna proprio questa storia, le etichette sono un po' strette, quindi complimenti a...

ANNARITA PIZZO

con 

L'orco Iussel



Iussel, il più piccolo di tre fratelli, camminava lungo il sentiero illuminato dai pallidi raggi della luna: non era alto, possente e spaventoso come loro e con la sua piccola statura, il volto magrolino, le orecchie quasi invisibili, non faceva paura proprio a nessuno. Ogni volta che provava ad arrabbiarsi e a grugnire invece di un urlo terrificante usciva, dalle sue ugole, solo una specie di ridicolo squittio. Era infelice perché i suoi fratelli, grazie al loro aspetto, avevano già ottenuto più di un bottino, saccheggiando e terrificando tutto il circondario; mentre lui non c’era ancora riuscito.
Un giorno sentì parlare del mago Verrex che poteva renderlo uguale a loro; perciò quella notte si era messo in viaggio per trovarlo.Camminava, oramai da più di un’ora, quando udì echeggiare nella notte «Chi sei?».
Raccolse tutto il suo coraggio e «Ehm..» rispose «Sono Iussel e sto cercando il mago Verrex» aggiunse con la speranza di non essere incappato in qualche creatura magica a cui gli orchi non andavano tanto a genio.
«Cosa vuoi da lui?» ebbe in tutta risposta.
«Desidero che mi trasformi, che mi faccia assomigliare ai miei fratelli».
«E quali creature sarebbero i tuoi fratelli? Tu mi sembri un…ehm…» la voce non proseguì e il malcapitato rimase in silenzio «Allora, mi dicevi?» riprese il suo interlocutore, dopo aver riflettuto in silenzio «Cosa vorresti diventare?!»
«Un orco» rispose «Uno di quelli veri che fanno paura e che sanno urlare!» esclamò disperato.
«Io sono Verrex e se è questo che desideri davvero, questo avrai!» rispose il mago, dopo essere uscito da un cespuglio lì vicino.
Iussel lo guardò sbalordito perché era decisamente diverso da come si era immaginato: non aveva la bacchetta, non aveva la barba lunga e bianca, non indossava una tunica, anzi non aveva neppure le sembianze umane, in realtà si trattava di uno splendido uccello luminoso.
«Dunque voi siete il mago che sto cercando?!» rispose titubante «E farete davvero quello che vi ho chiesto?»
«Sì, perché voglio che tu impari una cosa…» rispose il volatile, sbattendo le ampie ali.
«Cosa?!» chiese l’orco stupito.
«Ora lo vedrai» 
Un istante dopo, un fascio luminoso, proveniente dal becco di Verrex, lo colpì in pieno, facendolo stramazzare a terra.
Iussel, poco dopo, si rialzò, toccandosi la testa indolenzita e muovendo il collo nella speranza di non avere nulla di rotto, poi, subito dopo aver realizzato di essere stato vittima di un incantesimo, corse vero il fiumiciattolo lì vicino, per vedere come fosse diventato.
Si affacciò e osservò, riflessa nell’acqua, un’immagine che conosceva alla perfezione con quel visino appuntito e le orecchie piccole.
«Ma sono esattamente come prima!» urlò, portandosi le piccole mani alla testa in segno di disperazione.
«Sì è esatto!» rispose Verrex, roteando la coda voluminosa.
«Perché? La tua magia non ha funzionato?» riprese.
«Questa è la tua natura e non la puoi mutare. Impara ad accettarti per come sei e vivrai felice. Fino a quando vorrai essere come gli altri, soffrirai. Quando mi hai visto, avrai pensato che non sono il classico mago che tutti si aspettano e forse avrai anche dubitato di me. Non è detto che i canoni che comunemente si attribuiscono ad una categoria siano poi validi per tutti, non credi? Chissà magari un orco come te è meglio di uno come i tuoi fratelli. Non bisogna per forza spaventare gli altri per averne il rispetto, vale molto di più quello ottenuto con la loro amicizia, giusto?».
Iussel si mise a riflettere, consapevole del fatto che non avesse poi tanto torto…

MA NON FINISCE QUI...


Abbiamo deciso di attribuire però anche una menzione al racconto "Sogni di gloria" di RENATA REGA. Complimenti anche a lei, per l'ironia e la simpatia del suo racconto.

"Anna e Marco" Solomon Hillermann

Salve Scribacchini, oggi apro una nuova sezione del blog, quella delle recensioni, anche se chiamarle così mi fa un po' storcere il naso, preferisco definirli dei semplici commenti ai libri.
Non mi piacciono le recensioni pretenziose, quelle che cercano per forza un significato nascosto, o quelle da critici snob, sono le mie semplici impressioni da lettrice forte (da sola basto a innalzare la media annua di libri letti).

Cominciamo dunque con :"Anna e Marco" di Solomon Hillermann.

Dell'autore non sappiamo molto, ama infatti circondarsi da un'aura di mistero, ma non è indispensabile conosce la biografia di uno scrittore per apprezzare un'opera, anzi trovo che non sapere nulla stuzzichi ancor di più la fantasia, e una volta finito il libro spinge a chiedersi chi sia l'autore, che è così bravo a descrivere sia le scene femminili che quelle maschili.


Anna e Marco
Chichili Agency 
e book 0,99 euro



“Avevo notato la fede quasi subito e d’istinto ti avevo classificata tra le non frequentabili, eppure, giorno dopo giorno, quei pochi minuti iniziarono a non bastarmi più. Volevo rivederti. Parlarti”


Ogni storia d'amore è fatta da due punti di vista e Solomon Hillermann è bravo a tratteggiare e caratterizzare efficacemente entrambe le prospettive.
Lei, Anna, sposata e con una figlia.
Lui, Marco, single.
Per una volta è proprio lui ad essere l'altro.
Tutto nasce da un banale incidente, i due si incontrano e rimangono folgorati.
Peccato che lei sia sposata.
Da una parte abbiamo la paura di lui di essere respinto, dall'altra il senso di colpa di lei per la sua famiglia, una splendida bambina, un marito affettuoso che la ama, ma nonostante ciò entrambi non riescono a non pensarci, a continuare tranquillamente le loro vite.
Possono incontrarsi ogni mattina solo per dieci minuti, al bar, mentre consumano fugacemente la loro colazione, parlano del più e del meno ma mai di loro, di quello che provano.
Fino a quando Marco non decide di fare il grande passo, cercare di trasformare i loro brevi incontri, astratti, irreali, in qualcosa di più concreto, nella possibilità di felicità per entrambi.
L'autore è molto bravo ad accompagnarci nei timori, ansie, paure e aspettative di Anna e Marco, tanto che, sebbene possa sembrare sbagliato, ci troviamo inevitabilmente a fare il tifo per loro.

Per tutti coloro che fossero interessati lo potete trovare sui principali siti: amazon, kobobooks, iTunes, cubolibri e ebookizzati e piccola curiosità risulta essere l' e book italiano della Chichili Agency più venduto all'estero. Qualcosa vorrà pur dire Scribacchini!


Spero di avervi invogliati... dunque


Buona lettura!

2° concorso di poesia e narrativa Dino Ariasetto

Salve Scribacchini, ecco a voi un premio organizzato dal circolo culturale Dino Ariasetto, sotto trovate il bando di concorso.




             




BANDO CONCORSO 



Il Circolo culturale “ DINO ARIASETTO “ in collaborazione con RADIO ITALIA 1 e il Club dei Cento di Dimensione Autore, con il patrocinio del comune di Bardonecchia bandisce la SECONDA EDIZIONE del Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa:

2°CONCORSO 

di POESIA e NARRATIVA

“DINO ARIASETTO”

La manifestazione non ha fine di lucro.

La prima edizione del Concorso ha ricevuto una 

Medaglia di Rappresentanza dal Presidente della Repubblica.
Sono previste 7 Sezioni senza limiti di età ( ad eccezione della sezione G rivolta alle scuole) 

a carattere Nazionale e Internazionale :



CATEGORIA A - Poesie a TEMA LIBERO

CATEGORIA B - Narrativa breve a TEMA LIBERO

CATEGORIA C - Poesia in lingua francese a TEMA LIBERO
CATEGORIA D – Poesia a TEMA LA MONTAGNA 

CATEGORIA E – Narrativa TEMA LA MONTAGNA

CATEGORIA F – Poesia TEMA RELIGIOSO
CATEGORIA G – Poesia TEMA LIBERO per le scuole medie superiori/inferiori 

REGOLAMENTO: 

Art.1

Il Concorso apre le iscrizioni a partire dal 15/09/2012.

Art.2

Ogni autore delle Categorie A potrà partecipare con un massimo di due poesie per Categoria versando le seguenti quote :

- Euro 10 per l’invio di una sola poesia

- Euro 15 per l’invio di due poesie ( stesso autore ).

Art.3

Categoria B – La narrativa breve, prevede l’invio di un racconto breve composto da un massimo di 4.000 battute compreso il titolo, versando la seguente quota :

- Euro 15 per l’invio di un racconto breve.

Art.4 

Categoria C – potrà partecipare con un massimo di due poesie per Categoria versando le seguenti quote :

- Euro 10 per l’invio di una sola poesia

- Euro 15 per l’invio di due poesie ( stesso autore ).

Art.5 

Categoria D - potrà partecipare con un massimo di due poesie con tema “la montagna” per Categoria versando le seguenti quote :

- Euro 10 per l’invio di una sola poesia

- Euro 15 per l’invio di due poesie ( stesso autore ).
Art.6 

Categoria E – potrà partecipare con massimo un racconto con tema la montagna, senza limiti di battute, versando la seguente quota:
- Euro 15 per l’invio di un racconto 
Art.7 

Categoria F - potrà partecipare con un massimo di due poesie con tema religioso per Categoria versando le seguenti quote :
- Euro 10 per l’invio di una sola poesia 

- Euro 15 per l’invio di due poesie ( stesso autore ).

Art.8 

Categoria G – potrà partecipare con un massimo di due poesie con una quota fissa di:
- Euro 5 per l’invio di una o due poesie 
Art.9 

Ogni autore potrà partecipare a più sezioni versando le quote corrispondenti ad ogni sezione, solo gli studenti delle scuole medie superiori e inferiori potranno partecipare esclusivamente alla sezione G.
Art.10 Ogni autore dovrà inviare presso la residenza del presidente di concorso Maria Teresa Vivino via Sommeiller 16, 10052 Bardonecchia (TO) - Le poesie e i racconti DATTILOSCRITTI in 5 copie di cui 4 ANONIME e UNA con indirizzo, telefono e-mail e dati anagrafici dell’Autore ed eventualmente un curriculum. 
Per i versamenti : 

- Inviare la busta contenente le poesie e/o il racconto indicando come causale " 2° Concorso di Poesia e Narrativa Dino Ariasetto" inserendo in una busta chiusa il denaro contante insieme alle poesie e/o il racconto .

Le poesie devono pervenire entro e non oltre il 15 Gennaio 2013 al seguente indirizzo: 

Circolo culturale “ DINO ARIASETTO “

" 2° Concorso di Poesia e Narrativa Dino Ariasetto"

Maria Teresa Vivino via Sommeiller 16, 10052 Bardonecchia (TO)

Farà fede il timbro postale , le liriche che arriveranno oltre tale data , saranno cestinate. 
- Art.11 Il Comitato organizzatore non risponde per eventuali perdite o manomissioni delle poesie inviate dovute alla spedizione. 

- Art.12 Le valutazioni della Giuria sono insindacabili e inappellabili.

- Art.13 Le composizioni inviate non verranno restituite.

- Art.14 La partecipazione al Concorso costituisce espressa autorizzazione ad una eventuale pubblicazione e non darà diritto ad alcun compenso per i diritti di autore.

- Art.15 La premiazione avverrà nel mese di Maggio 2013 presso il Palazzo delle Feste di Bardonecchia, sito in piazza Valle Stretta 1, in data da destinarsi.

- Art.16 Ai PARTECIPANTI del Concorso, siano essi vincitori o meno, verranno comunicati l’esito , la data e il luogo della Premiazione, durante la quale saranno lette le poesie vincitrici, con accompagnamento musicale e animazione.

- Art.17 I VINCITORI che non potranno ritirare il PREMIO ASSEGNATO potranno delegare un familiare/amico o, su richiesta , potranno riceverlo a casa con spese a carico del destinatario. ( I premi non richiesti non verranno inviati ).

- Art.18 Il Comitato organizzatore potrà apportare, al presente regolamento, le opportune modifiche per il buon esito della manifestazione.


PREMI
- Categoria A - B – C – D – E – F - G : 

- COPPA o TARGA + Attestato e Medaglia del CLUB DEI CENTO 1° classificato

- COPPA o TARGA + Attestato al 2° classificato

- COPPA o TARGA + Attestato al 3° classificato

I primi 3 Premiati della Categoria A-B-C-D-F-G saranno invitati a partecipare alla trasmissione Culturale “ DIMENSIONE AUTORE “ condotta ogni martedì sera dalle ore 22,30 alle ore 24,30 da Giorgio Milanese e Laura Scaramozzino su RADIO ITALIA 1 sulla frequenza di FM 101,250 e FM 103,150 tramite streaming sul sito www.radioitaliauno.org

Inoltre saranno assegnati Attestati e premi per 5 Menzioni d’onore e Attestati e premi per 10 Segnalazioni di merito per le sezioni A - B – C – D – E – F - G. 

Gli organizzatori si riservano la facoltà di pubblicare un’antologia delle opere partecipanti al premio, o di pubblicare su testate giornalistiche le opere prime classificate come già avvenuto nella 1° edizione ; sarà cura della Segreteria avvisare i concorrenti interessati. 

Gli organizzatori allegano materiale prima edizione del concorso. 

I dati personali saranno trattati in ottemperanza alla legge sulla privacy 675 del 1996.

Per ogni altra informazione : 

Rivolgersi al Fiduciario di Zona

Maria Teresa Vivino tel 0122 902088 Cell. 340.45.66.889

Via Sommeiller 16, 10052 Bardonecchia (TO)

mariateresavivino89@yahoo.it







Per Natale, regalati una cover!

Salve Scribacchini, come ben sapete la copertina è FONDAMENTALE per ogni libro, non credete al detto l'abito non fa il monaco, il povero lettore si trova a dover scegliere tra centinaia di titoli e sì la trama è l'elemento decisivo, ma prima ancora, insieme al titolo, è la copertina a spingere il lettore a prendere proprio quel libro piuttosto che un altro.
Per questo diffondo con gioia una simpatica e utilissima iniziativa indetta da una straordinaria grafica.
L'iniziativa si svolge su Facebook, qui trovate l'evento.



PER NATALE REGALATI UNA COVER!

Ecco le regole:

Voglio dedicare questo contest a tutti gli autori italiani “emergenti e non” con i quali, (purtroppo!) collaboro raramente. 
Se hai un libro o un ebook la cui copertina non ti soddisfa oppure stai per pubblicare non puoi perdere questa occasione. Il vincitore potrà scegliere tra le mie cover in vendita quella che preferisce che verrà ovviamente modificata secondo le esigenze dell’autore.

Catalogo cover, in costante aggiornamento.

Le regole per partecipare sono semplicissime!
- Pubblicizza il contest su face book condividendolo sulla tua bacheca
- Sostituite l'immagine del vostro diario con il banner sponsor :) e tenetelo fino alla scadenza.


- Lascia un commento in questa bacheca  indicando il genere di cover che ti interessa (contemporanea, fantasy, storica, ecc…).

Il contest scade alla mezzanotte di venerdì 26 Novembre e il sorteggio verrà effettuato subito.

In bocca al lupo, vi attendo numerosi!

Cosa aspettate Scribacchini!!

Maria Teresa Vivino "Circolo Dino Ariasetto"

Salve Scribacchini, ho il piacere di presentarvi Maria Teresa Vivino, l'abbiamo già conosciuta su queste pagine come scrittrice (qui ) ma oggi facciamo quattro chiacchiere con lei per parlare del Circolo Dino Ariasetto.





Ciao Maria Teresa, puoi raccontarci come mai hai di fondare un circolo culturale?
L’idea di fondare un circolo culturale a Bardonecchia è nata da due fattori: in primis perché si potesse creare un circuito fisso di autori che avessero il piacere di confrontarsi su tematiche culturali proprie e di autori affermati nel contesto del proprio paese, evitando il solito movimento paese-città e fare in modo che la città si spostasse in paese per condividere la bellezza dell’arte, in secondo luogo avendo conosciuto Giorgio Milanese, presidente del Club dei Cento, abbiamo pensato che non sarebbe stata affatto negativa la dislocazione del Club nel contesto italiano, proponendo quindi agli autori di far parte di un’associazione nazionale, ma potendosi riconoscere in un contesto più piccolo, quale il proprio ambiente. 


Perché intitolarlo a "Dino Ariasetto"? 
Dedicare l’associazione a un autore ancora in vita ci ha dato un monito per fare tutti ancora meglio il nostro lavoro e per impartire un concetto a tutti chiaro, bisogna ringraziare e gratificare le persone quando sono vive. Dedicare il circolo ad Ariasetto è stato un grosso atto di fiducia nei suoi confronti, i morti non possono più sbagliare, i vivi sì, ma noi siamo sicuri che Dino, quale iniziatore circa 11 anni fa di un circolo in fase embrionale di lettori e autori dell’Alta Valle, non ci deluderà! 


Quali sono le iniziative che organizzate? 
In genere noi puntiamo su due aspetti: il concorso letterario e gli incontri con l’autore o tematici. Nel primo caso molti associati del circolo, anche di Torino, partecipano attivamente come giurati, nel secondo caso autori della Valle o di Torino e cinta vengono invitati a presentare le proprie opere siano esse edite o inedite; in ultima battuta, tutti gli anni, organizziamo anche incontri tematici, come ad esempio su la bellezza, cantautori, parolieri e poeti differenze e affinità, e molti altri aspetti dell’arte. 

Avete indetto anche un concorso letterario vero? 
Questa è la seconda edizione, era un mio sogno portare poeti e scrittori di tutta Italia e Francia a partecipare ad un concorso organizzato sul suolo bardonecchiese che ha a disposizione il bellissimo e prestigioso Palazzo delle Feste, inoltre cerchiamo sempre di coinvolgere persone di tutte l’età, l’anno scorso abbiamo acquistato, con il ricavato delle quote un testo per tutti i bambini di quinta elementare e terza media di Bardonecchia. 

Quali sono gli obiettivi che vi proponete? 
Far emergere la bellezza che c’è nel mondo, riscoprire parole e concetti belli, cercare di condividere i sentimenti e imparare a esternarli per vivere tutti in maniera più serena! 


Hai incontrato delle difficoltà? 
Burocratiche in primis, per il patrocinio del concorso, logistiche per l’organizzazione di incontri e quant’altro, ma soprattutto di coscienza, naturalmente ci si domanda sempre se ciò che si fa sia abbastanza e soprattutto utile. Io, con tutti gli altri che mi appoggiano, ci provo, poi si vedrà! 


A chi vi rivolgete? 
Principalmente e semplicemente a tutti, grandi, anziani, bambini, a tutti coloro che amino scrivere o semplicemente ascoltare gli scritti altrui e commentarli tutti insieme. 

Quali sono i vostri progetti futuri? 
Principalmente cercare di coinvolgere maggiormente i giovani che, al giorno d’oggi, sono molto più presi da mezzi di massa che dal contatto diretto con le persone, il nostro sogno sarebbe avere la sala piena di ragazzi e ragazze in uno dei nostri incontri, fosse anche la premiazione del concorso letterario. Abbiamo bisogno di una grossa mano, e ringraziamo persone come voi che con le vostre interviste cercano di poter portare il più lontano possibile il nostro messaggio di speranza, bellezza e solidarietà. 

Teresa Di Gaetano


Salve Scribacchini, abbiamo oggi con noi Teresa di Gaetano, autrice della saga fantasy "La sabbia delle streghe" ma anche del romanzo rosa "Senza di te".

La sabbia delle streghe
Butterfy edizioni
100 pag. 11 euro

TRAMA:



Una ragazza in cerca della verità. Un deserto sconosciuto e un cammino nell’ignoto dove strani personaggi si alternano e conducono la fanciulla verso la giusta via del ritorno. Un compito difficile: salvare i due sovrani de La sabbia delle streghe dal terribile Ozark. Questo romanzo ci porta nei meandri magici di un mondo dove tutto è possibile, dove ogni cosa è diversa da come appare, dove non mancano colpi di scena e sorprese







Senza di te
Butterfly edizioni
88 pag. 8 euro

TRAMA:


Nina è una giornalista, vive in un appartamento tutto suo ed è circondata da amici che le vogliono bene; tutto questo, però, non basta più da quando Pietro è andato via. Adesso, Nina è una donna sospesa: colei che attraversa la città con le sue gambe, che scrive articoli con le sue mani, non è altro che l’ombra della donna che è stata. Persino i suoi migliori amici, Leo ed Elena, sembrano non capire la profondità del dolore che l’attanaglia e Nina, perseguitata dal ricordo di Pietro come da uno spettro, non può che sentirsi terribilmente sola. Sola, mentre affronta il dedalo di strade cittadine, mentre viene assorbita dal caotico paesaggio urbano, sfondo rumoroso e costante della vita dei protagonisti. La solitudine, però, dovrà combattere con la forza che Nina ha ancora dentro di sé, celata dietro la paura di ricominciare ad amare. Un romanzo intenso sull’abbandono, sul vuoto creato dall’assenza – tutte le assenze, quelle di coloro che ci hanno lasciato così come quelle di chi c’è ancora, ma non riesce a comprenderci. Una storia indimenticabile che è danza d’opposti: il dolore e la speranza, la solitudine e il calore dell’amicizia, la morte interiore e la rinascita della fenice dalle sue stesse ceneri.



Ciao Teresa, raccontaci della tua passione per la scrittura

Ciao a tutti! E grazie per avermi invitata a rispondere a questa intervista! La mia passione per la scrittura è nata quando ero solo ancora una bambina. Quindi, da molto piccola. Ho iniziato, pensa un po’, scrivendo un giallo. Non sono molto brava nello scegliere i titoli per i miei libri, allora l’avevo intitolato “Un raggio di stoffa”. La trama era intricata. Praticamente, per quello che ricordo, parlava di personaggi che finivano su di un’isola perché precipitati da un aereo. In quell’isola misteriosa però accadeva un delitto. Compito di risolverlo spettava al neo commissario Kelly. Sì... proprio così avevo scelto proprio una donna commissario per svolgere le indagini su quel delitto. E il resto è storia. Poi, purtroppo o per fortuna chissà, ho cestinato questo manoscritto. Ma se ripenso a tutto l’entusiasmo che provavo quando lo scrivevo mi rendo conto che la passione era molto più grande di me. Poi, come tutte le adolescenti, ho tenuto un diario. Mi serviva più che altro per esercitarmi nella scrittura, non soltanto per annotare i miei ricordi. E poi finalmente, negli anni Novanta, ho iniziato un quadernetto dove annotavo i racconti e le poesie che scrivevo. Sì, proprio così, anch’io inizialmente mi sono cimentata nella scrittura di poesie. Ma è stato un modo, credo molto efficace, per comprendere che fare la poetessa non era la mia strada. Nel 1994 ho creato quella che poi sarebbe diventata la saga de La sabbia delle streghe, scrivendo per l’appunto il primo libro.

Com'è nata la storia per il tuo libro“La sabbia delle streghe”?
Stavo leggendo “La storia infinita” di Micheal Ende. Allora avevo già visto il film e non credevo davvero che la storia, leggendola, mi avrebbe entusiasmato fino al desiderio di scriverne anch’io una simile. Sono, infatti, partita da un’idea, quella cioè “di una principessa prigioniera di un nemico, che poi nemico non è perché il principe di un altro regno se ne innamora”. Da questa semplice idea ho poi sviluppato il resto della storia che sarebbe diventato il primo libro della saga.

Si tratta di una saga vero?

Sì. Si tratta di una saga. Dovrebbe constatare di ben 14 volumi. Ma non so se riuscirò a scriverli tutti. I primi 5 libri della saga riguardano esclusivamente le vicende della principessa Primrose. Dal sesto libro in poi, invece, narra di eroi/eroine esterni alla saga, tuttavia rimangono saldi i riferimenti ai luoghi, ai regni, alcuni personaggi o alcuni fatti accaduti dei precedenti primi cinque libri.

Ci puoi dare qualche anticipazione su quello che accadrà dopo?

Certamente! Primrose (la principessa, protagonista del libro) si metterà in viaggio alla ricerca dei suoi ricordi (il titolo dell’opera, infatti, sarà La sabbia delle streghe – Alla ricerca dei ricordi), perché senza non può regnare nel suo Regno. Ma, durante il suo cammino, incontrerà il perfido mago Zahedi che la farà sua prigioniera. Sconfiggere il mago e riportare la pace e la quiete nel suo Regno sarà il compito della principessa. E non svelo altro... perché non voglio rovinare il finale a nessuno!

Non scrivi però solo fantasy, hai pubblicato da poco anche un romanzo rosa “Senza di te”, parlacene...

Sì... è vero. Un’altra mia passione, oltre scrivere romanzi fantasy, è quella di scrivere romanzi rosa. “Senza di te” è nato per caso. Stavo, infatti, leggendo il famoso libro della Meyer, e cioè Twilight. E all’improvviso mi ha ispirato proprio questa storia d’amore tra Nina e Pietro. Una storia un po’ tormentata perché Pietro ha lasciato Nina, nonostante la storia funzionasse. Però, e per fortuna, Nina può contare su degli amici speciali come Elena, Leo, Domenico.

Quale dei due libri è stato più difficile da scrivere?

Forse “La sabbia delle streghe” perché è uno dei primi libri che ho scritto e soprattutto perché ho creato tutta l'ambientazione, cercando di proiettarmi nel pensare anche gli altri libri della saga. Sì, credo, decisamente “La sabbia delle streghe” perché è una saga e bisogna ricordarsi tantissime cose per non creare contraddizioni.

Ti senti più simile a Primrose (di“La sabbia delle streghe”) o a Nina (“Senza di te”)?

Bè... senza ombra di dubbio c’è un po’ di me in entrambe. Ogni personaggio infatti "nasce" da una esperienza, da un sentimento, dalle cose di tutti i giorni. Però credo di sentirmi più simile a Nina. Perché lei è una giornalista come me e come me ha dovuto affrontare delle delusioni in amore. E poi perché Nina è un personaggio attuale, odierno. La sua fragilità e la sua insicurezza, provocate dalla mancanza di Pietro, le fa nascere anche in lei una certa paura nell’amare e quindi vivere ogni giorno con questo dolore diventa quasi una lotta. Il personaggio di Primrose... bè... anche lei è in lotta, ma il suo mondo è più fantastico e poi... lei... è un’eroina!

So che hai svolto uno stage in una casa editrice, da scrittrice che impressione ne hai tratto?

E’ molto difficile lavorare in una Casa editrice. Occorre intuito e innovazione, cioè il saper creare cose sempre nuove. In una Casa editrice non ci si può permettere di non essere al passo coi tempi e, allo stesso tempo, bisogna avere nuove idee, quindi una grande capacità di rinnovarsi. La mia esperienza, purtroppo, è stata di poca durata. Però ho avuto modo di leggere (per esercitazione, naturalmente) criticamente un romanzo. E devo ammettere che un errore che potrebbero fare gli esordienti è quello di non leggere il manoscritto a qualcuno fidato, prima di inviarlo ad una Casa editrice. Sicuramente, le critiche esterne di chi non è coinvolto emotivamente nel testo come lo scrittore possono essere di grande aiuto per migliorare il proprio scritto. Oltre, naturalmente, da evitare gli errori!!!!

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Bè... portare avanti il mio progetto ambizioso dei 14 volumi della saga de La sabbia delle streghe. Attualmente, ne ho scritti solo 4, diciamo 3 perché uno è in fase di scrittura. E poi chissà... spero di scrivere qualche altro romanzo rosa...