Silvia Scibilia

Salve Scribacchini, eccoci qui con una nuova intervista alla Scribacchina Silvia Scibilia...


Odio amare
Chichili Agency
3,99 euro 205 pag.

6 in stand by 

Odio amare   

Nuove sfide attendono Marianna Fonte, una giovane scrittrice siciliana al ritorno dall’esperienza romana che le ha regalato tanta notorietà e qualche guaio con Marco, il fidanzato bello e impossibile. La maternità, il matrimonio “riparatore” e il loro piccolo microcosmo, costituito dagli amici e dai parenti sembrano risucchiarli in un universo di equivoci, nel quale l’unico modo per sopravvivere è guardare la vita con disincanto e ironia.





6 in stand by
Butterfly edizioni
15,50 348 pag.


Lei, sensibile e sentimentale, lui, concreto e ambizioso. Due strade che si incrociano, un destino che li mette alla prova. Laura non si riconosce più nella sua storia d’'amore con Massimo: una volta sposati sono cambiate le prospettive e la sicurezza della loro unione sembra improvvisamente vacillare, e di mezzo c'’è anche un figlio. Che cosa fare? Riprendere in mano la propria vita o stare a guardare la propria relazione mentre se ne va in frantumi?
Un compromesso: lasciare tutto in stand-by.






Ciao Silvia, parlaci del tuo rapporto con la scrittura...

Vorrei poter scrivere di avere un rapporto simbiotico con la scrittura e che se potessi me ne starei tutto il giorno attaccata al pc dimenticando pure di nutrirmi, un po’ come David Martin de “Il gioco dell’angelo”, purtroppo però le incombenze quotidiane e la mia meravigliosa famiglia mi obbligano a mettere in un cantuccio la scrittura. Ciò non significa che nel frattempo la mia testa non sia immersa in immagini che vengono rielaborate fino al momento in cui posso materialmente scrivere. Per me scrivere è comunicare con me stessa e gli altri, è filtrare la realtà che vivo attraverso dei personaggi di fantasia. È difficile trovare nei miei scritti un racconto di pura evasione e anche nelle ambientazioni storiche cerco di cogliere e trasmettere i disagi legati alla società che descrivo.

Hai alle spalle ormai quattro pubblicazioni, ti senti cresciuta artisticamente e stilisticamente?

L’esercitazione alla scrittura porta inevitabilmente dei cambiamenti stilistici. La conferma viene soprattutto dai commenti dei lettori che hanno lodato la crescita tra la pubblicazione d’esordio (Ghiacciolo con Nutella) e la terza pubblicazione (6 in stand-by). Nella mia scrittura è cambiato lo stile, che si è allontanato da quello aggressivo e ironico del chick-lit, ma anche il tempo che dedico alla scelta delle parole. Tuttavia se ciò è positivo dal punto di vista stilistico non voglio correre il rischio di perdere in naturalezza che è una delle caratteristiche che hanno fatto apprezzare le mie prime pubblicazioni.

Hai da poco pubblicato con la Chichili Agency “Odio amare” ti senti simile a Marianna, la protagonista, come te giovane scrittrice siciliana?

Marianna rispecchia in parte la personalità dei miei primi venticinque anni. Ero timida e insicura e tendevo a nasconderlo dietro a una facciata di perfezione che mi rendeva antipatica. Marianna è un personaggio che si ama o si odia, lunatica e contraddittoria. In Odio amare deve affrontare insieme la gravidanza e la convivenza e rischia di uscire fuori di testa, anche perché il vulcanico compagno l’aiuta ben poco, anzi è una continua fonte di guai.

Questo libro è però il sequel di “Ghiacciolo con Nutella” come mai un titolo così insolito?

Il titolo nasce dai caratteri opposti dei personaggi. Marianna è il ghiacciolo, ne possiede la freddezza e la fragilità; Marco è la Nutella, di cui va pazzo, perché è avvolgente e sensuale. Una miscela intrigante!

Anche in “Sei in stand-by” come in “Odio amare” tratti della coppia dopo il matrimonio, dei problemi che sorgono, ma in un'ottica diversa...

Completamente diversa. Odio amare essendo il sequel di Ghiacciolo con Nutella si svolge nel tempo di una gravidanza e mette in evidenza le difficoltà di adattamento di una coppia appena nata. In 6 in stand-by l’arco temporale abbraccia tutto il tempo che Laura e Massimo trascorrono insieme. Il romanzo inizia con la separazione e si snoda attraverso un alternarsi tra presente e passato per fare conoscere al lettore i motivi che hanno portato alla separazione. 6 in stand-by non è solo una storia d’amore, affronta i problemi di dipendenza psicologica all’ interno di una coppia, e mostra come attraverso il dialogo si possa crescere in modo indipendente senza annullarsi nel partner.

Con “Sogno proibito” ti sei cimentata anche col genere erotico, è stato difficile da scrivere?

Tutti i miei romanzi contengono una componente erotica consistente perché ritengo che non vi possa essere innamoramento senza sesso. Anzi è difficile scrivere di amore senza sesso. Sogno proibito può essere definito un erotico soft. È una storia d’amore ambientata a Montecarlo alla fine degli anni ’60 tra un giovane principe saudita e un’ereditiera romana. È il classico colpo di fulmine tra persone lontane per cultura eppure riesce a superare le barriere del tempo e della società. Ho scelto un’ambientazione da favola a ridosso del ’68 perché a mio dire rappresenta un momento storico di trapasso. I protagonisti sentono dentro di loro il cambiamento, sono frustrati dalle convenzioni che si oppongono al loro amore. È inoltre l’occasione per ricordare che tali cambiamenti hanno portato a sangue e lutti in Italia attraverso le stragi.

Qual è il personaggio femminile dei tuoi libri che ti assomiglia di più?

Sia Marianna sia Laura hanno qualcosa di me. Anch’io sono lunatica e contraddittoria come Marianna e tendo a essere una Yes Woman come Laura. Ma le somiglianze si fermano lì, soprattutto con Laura che è un personaggio davvero complesso. Laura assorbe le situazioni negative fino a un punto limite nel quale comincia il suo desiderio di riscatto, io cerco di ribellarmi all’imposizione altrui anche se non mi piace lo scontro diretto. Se proprio devo avvicinarmi a un personaggio direi la Laura alla fine del romanzo, empatica ma consapevole del proprio valore.

Per quale personaggio maschile invece perderesti la testa?

Non potrei perdere la testa per Marco, il protagonista maschile di Ghiacciolo con Nutella e Odio amare perché nonostante sia ricco di fascino è inaffidabile, allo stesso modo apprezzo in Massimo di 6 in stand-by la responsabilità e l’onestà ma non potrei vivere con un uomo tanto meticoloso. Il personaggio per cui perderei la testa sta per essere pubblicato da Chichili Agency e ha il nome di Emilio Russo. Oltre a essere bello e fascinoso è un uomo ricco di umanità e di buon senso.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Come ho anticipato sta per essere pubblicato un seriale romance-erotico in quattro puntate da Chichili Agency, ambientato tra la Sicilia e l’Emilia negli anni compresi tra il 1860 e il 1883. Il filo conduttore della saga è oltre la musica di Chopin che accompagna i momenti salienti della narrazione, la figura di Evelina una contessa dal carattere indomito. Vi posso anticipare che è ricco di personaggi intriganti e colpi di scena.


2 commenti:

MrSilvias ha detto...

Grazie per la splendida intervista
Silvia

Scribacchina ha detto...

Grazie a te per essere intervenuta! In bocca al lupo per la tua attività di scrittrice.

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