Concorso letterario Torino e dintorni 2012

Ecco uno splendido concorso letterario per gli scrittori torinesi: completamente gratuito, non c'è la spedizione in cartaceo ma solo digitale e in palio c'è la pubblicazione ovviamente gratuita! Cosa volete di più dalla vita?
Eccolo... non lasciatevelo scappare! Ulteriori informazioni potete trovarle sul sito 



                                                                  Regolamento:

Art. 1
L’associazione culturale Labò indice la prima selezione letteraria “Torino e dintorni”, con l’obiettivo di valutare inediti di autori torinesi, o comunque ambientati in Torino e provincia, al fine di contribuire alla qualificazione ed al rafforzamento della cultura per mezzo della pubblicazione, della diffusione e della promozione delle opere ritenute meritevoli. L’associazione culturale Labò aderisce ai principi No EAP, per cui non richiederà alcun contributo agli autori, né a copertura delle spese di segreteria per valutare i testi, né tanto meno a copertura delle spese di pubblicazione per i testi ritenuti meritevoli. La partecipazione alla selezione è quindi assolutamente gratuita. Siamo alla ricerca di opere meritevoli partorite da autori di talento. Non vi sono vincoli circa le tematiche delle opere proposte, al di fuori della riconducibilità di opera o autore al contesto torinese. Seguendo la logica del buon senso, si richiede di evitare di inoltrare opere che contengano offese, riferimenti razziali, pedofili o comunque lesivi della altrui dignità.
Art.2
Si richiede l’invio dei manoscritti esclusivamente attraverso posta elettronica in formato .doc o .docx all’indirizzo manoscritti@edizionilabo.it. Si tenga presente che la finalità della selezione è la pubblicazione di testi con esclusione di opere di respiro ridotto (non vanno inviati singoli racconti brevi, viceversa verranno valutate antologie di racconti). Nell’oggetto della mail, indicare esclusivamente il titolo dell’opera. Oltre ai testi oggetto di selezione si richiede l’invio, tramite unica mail ma su documento separato, di un altro allegato contenente la sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore.
Art. 3
Il termine utile per inviare i lavori è il 31 Luglio 2012. I testi pervenuti verranno valutati dal comitato di lettura dell’associazione, che si impegna a fornire riscontro, per tutti i testi che rispondono ai requisiti sopra indicati, sia se positivamente interessati dal materiale, sia in caso contrario.
Si precisa esplicitamente che i diritti delle opere rimarranno degli autori. Ogni Autore risponde sotto ogni punto di vista della paternità dell’opera liberando gli organizzatori da qualsiasi responsabilità legata alla paternità del testo inviato. Pertanto gli organizzatori non si assumono alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy o di qualunque altro atto non conforme alla legge compiuto dall’autore. La partecipazione alla selezione implica la completa presa visione e l’accettazione integrale del presente regolamento. I Concorrenti che non si atterranno al presente regolamento saranno esclusi dalla selezione.
Art. 5
Verranno selezionate le 5 migliori opere pervenute, a giudizio insindacabile del comitato di Redazione. I risultati della selezione verranno ufficializzati e resi noti a tutti i partecipanti entro il 30 Settembre 2012. La selezione è mirata ad individuare testi ritenuti meritevoli di pubblicazione, gli autori selezionati verranno pertanto contattati, e verrà loro proposto il relativo contratto di edizione. La selezione non implica automaticamente la proposta di edizione.
Art. 6
Contestualmente all’invio degli elaborati, gli autori autorizzano al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali legati alla selezione, ivi comprese la comunicazione, l’informazione e la promozione, e per comunicazioni e news della associazione. I dati raccolti non verranno in alcun caso ceduti, comunicati o diffusi a terzi per finalità diverse. In qualsiasi momento si potrà chiedere l’aggiornamento o la cancellazione scrivendo al medesimo recapito di posta elettronica presso cui sono stati inviati i testi. In conformità alla Legge 675 del 31.12.1996 e successive modificazioni (D.L. 467 del 28/12/2001).

Sabrina Grementieri "Una seconda occasione"

Salve Scribacchini! Rieccoci con una nuova intervista, abbiamo oggi ospite l'esordiente Sabrina Grementieri con la sua opera prima "Una seconda occasione".


Una seconda occasione
Edizioni Esordienti
4,99 euro


TRAMA:

A volte, la vita offre una seconda occasione per amare, per essere felici: basta crederci e non avere paura, anche se non mancano mai gli ostacoli. Greta, una giovane donna ventottenne, esce da un'esperienza dolorosa che continua a portarsi nel cuore, tuttavia non si lascia abbattere: lavora per non rinunciare alla casa dei suoi sogni, fa progetti professionali, per mettere a frutto la sua laurea in psicologia e, al contempo, la sua passione per i cavalli, ed aspetta la sua seconda occasione. Anche Ian, un noto attore, ormai over 50, cerca una nuova possibilità, dopo la morte della moglie e una vita con pochi punti di riferimento, ma soprattutto vuole ricostruire il rapporto con Kevin, il figlio adolescente. I rapporti umani, però, non sono mai facili, e la vita à piena di insidie. Con stile leggero e piacevole, questo romanzo, ambientato in Maremma, affronta temi di grande rilievo, come il rapporto genitori-figli e tra persone di età diversa, il confronto tra diversi stili e visioni della vita e, in definitiva, il significato della parola "amore" nel senso più ampio e completo del termine.

Ciao Sabrina raccontaci com’è nata la tua passione per la scrittura.
Ciao Valentina. Posso dire che questa passione ha accompagnato buona parte della mia vita. Ricordo che già in prima media scrivevo racconti: sognavo un mondo ricco di emozioni e passioni, e per evadere dalla vita reale, già allora per me troppo rigida e severa, mi inventavo delle storie, nelle quali poi mi immergevo completamente. All’inizio era un’avventura molto privata e personale, nessuno poteva leggere le storie che scrivevo, che con il passare del tempo diventavano sempre più lunghe. Poi crescendo ho preso il coraggio a quattro mani e ho permesso solo a persone molto vicine di leggere i miei romanzi.
Poi il grande salto: dicono che le donne, compiuti i 40, si reinventano quasi con più grinta: confermo!


Com’è nata l’idea che ti ha portato a scrivere “Una seconda occasione”?
Per puro caso. Ero costretta all’ozio perché al termine della seconda gravidanza, e navigavo su internet alla ricerca del nome per il piccolo. La noia era ai massimi livelli, e così è scattata la necessità di stimoli ed emozioni. E’ sempre stata questa la scintilla che mi ha messo la penna in mano – negli ultimi tempi la tastiera del computer, naturalmente!


Anche tu come Greta, la protagonista del libro, sei appassionata di cavalli?
Mi piacciono i cavalli, ho vissuto grazie a loro esperienze bellissime, anche se non sono una gran cavallerizza. Per mancanza di tempo purtroppo. Ma sono davvero animali molto intelligenti, forti e sensibili, ed hanno un grande potere terapeutico. E poi li trovo belli da guardare: esprimono al contempo forza e leggerezza, e mi trasmettono una meravigliosa sensazione di libertà e fierezza.


Questo è il tuo primo libro, quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato nello scriverlo?
La verità? Nello scriverlo nessuna, è nato, cresciuto e finito nel giro di un mese! La difficoltà più grande è stata prendermi delle pause per sgranchirmi le gambe!
Le vere difficoltà sono arrivate dopo, quando si è trattato di rileggerlo, accorciarlo (!!) e prepararlo per il grande viaggio. Mi ci è voluto un anno per decidermi a proporlo.


Qual è la soddisfazione più grande che ti ha dato “Una seconda occasione”?
Scriverlo innanzitutto. E poi vederlo pubblicato. Realizzare un sogno è sempre un emozione unica. Ma sono ancora agli esordi, e mi aspetto che mi dia ancora grandi soddisfazioni!


Quali sono i tuoi progetti futuri?
Come ho detto, sono appena all’inizio di questa avventura, quando sogni e speranze volano alte. Naturalmente continuerò a scrivere, e mi auguro che questa mia passione riceva riscontri positivi. Con la pubblicazione del libro mi si sono aperti nuovi orizzonti, e ho già mille idee che mi frullano per la testa. Devi sapere che sono una persona molto attiva, e con una grande fantasia.
E sono anche una mamma full time, e ci tengo molto ad accompagnare nella crescita i miei bimbi, al momento molto piccoli. Ciò comporta un gran dispendio di energie, e direi che il progetto più immediato è quello di trovare il modo di gestire tutto senza impazzire!







Premio poesia edita Leandro Polverini 2012

Ricevo e diffondo questo interessantissimo bando rivolto a tutti gli Scribacchini poeti, partecipate numerosi!


BANDO PREMIO NAZIONALE 2012

POESIA EDITA

Leandro Polverini


con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Città di Anzio




Possono partecipare libri editi di poesia in lingua italiana.

Tema libero.


Spedire una sola opera in 2 copie – di cui una firmata dall’autore – con posta normale non raccomandata entro il 30 settembre 2012 alla segreteria del premio: Tito Cauchi – via di Valle Schioia 255 – 00042 Lavinio – Roma. Tel. 06/90286930 – 389/5468825 – indirizzo mail: editotem@mclink.it


I PLICHI RACCOMANDATI NON SARANNO RITIRATI.

Le opere dovranno essere accompagnate da una lettera su cui sono chiaramente indicati: nome – cognome – indirizzo – recapito telefonico dell’autore e mail.

Opere ammesse:

Libri di poesia editi in Italia da gennaio 2002 a settembre 2012.
Sono ammesse anche opere stampate in proprio o presso tipografie.

Nessuna quota di adesione.

I premiati verranno avvisati tramite lettera.


Premi


Ai primi dieci classificati assoluti saranno assegnate opere d’arte.


A tutti gli altri partecipanti, menzionati nelle varie sezioni, saranno date pergamene di merito contenenti la motivazione critica della premiazione.


Sarà, inoltre, consegnata a tutti i poeti una pubblicazione sulle origini di Lavinio – sponsorizzata dall’omonimo Consorzio – contenente l’elenco completo degli Autori con relativa classifica.


I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione e a ritirare personalmente il premio. È ammessa delega al ritiro.


Premiazione
Domenica 25 novembre 2012, ore 10 – presso la Sala Conferenze dell’Hotel Lido Garda – Piazza G. Caboto 8 – 00042 Anzio – Roma – tel. 069870354


Giuria
Tito Cauchi (presidente)


Anna Maria Di Marcantonio


Gianfranco Cotronei


Paola Leoncini


Osvaldo Baldassarre


Amerigo Balsamo


Nicoletta Gigli (ufficio stampa)


Angela Di Paola (segretaria del premio).



Gli autori autorizzano la pubblicazione di stralci di poesie sulla stampa che interverrà alla premiazione.



Tutte le opere spedite non saranno restituite.



I partecipanti accettano tutte le condizioni del presente bando.

Stella Ada Rossetti "Il quaderno dei ricordi"

Salve Scribacchini, oggi vi presento una giovane scrittrice esordiente, Stella Ada Rossetti con il suo romanzo "Il quaderno dei ricordi".

Il quaderno dei ricordi
Aletti editore
180 pag 14 euro


TRAMA:

Angela, una ragazza di quindici anni, si ritrova ad affrontare da sola tantissime insidie che la vita le pone davanti. Ama scrivere e lo fa di continuo sul suo quaderno, che l'accompagna sin da piccola in ogni sua avventura. È coraggiosa e niente riesce ad abbatterla, fino alla morte della sua migliore amica, causata da una malattia che non ha cura. Conoscerà allora ogni sfumatura dell'amore a sue spese. Durante la sua lunga e disperata ricerca di se stessa incontrerà tante buone persone che le lasceranno degli insegnamenti di vita. Deciderà di trasferirsi a Roma, dove dopo poco scoprirà qualcosa di molto importante.


Ciao Stella Ada, parlaci un po' di te, com'è nata la tua passione per la scrittura?

Ciao, innanzitutto io voglio ringraziarti per l'opportunità che mi hai gentilmente concesso. Sono una ragazza solare ma anche taciturna alle volte, scrivo unicamente per passione e voglio ribadire che ho cominciato così per caso. Ho studiato Grafica Pubblicitaria diplomandomi nel 2010 e da poco ho fondato online una rivista gratuita. 

Hai iniziato a scrivere “Il quaderno dei ricordi” a sedici anni, oggi è diventato un libro, cosa provi?

Una forte emozione e non perché esso è un libro che tratta forse uno degli argomenti che qui in Italia tutti snobbano ma perché è bellissimo sapere che qualcuno possa leggere, commentare e trarne degli insegnamenti attraverso il mio scritto. Ho preso parte ad un convegno a San Prisco per sensibilizzare la malattia e adesso ho preso contatti con un'associazione che lotta questa malattia. Recensiranno il mio libro e con loro spero di prendere parte ai loro progetti perché desidero che parte del ricavato vada alla ricerca ma soprattutto a campagne per diffondere l'informazione. Questo deve essere alla base di tutto per combattere il virus. 
Molti, affermano che l'HIV è una malattia che in Italia sta scomparendo ma questo vi assicuro che non è vero. Solo qui, dove vivo io ci sono più di 900 casi di questa malattia..

Come mai hai deciso di trattare un tema così delicato come quello dell' AIDS?

Il motivo è semplice, è una malattia che ha bisogno di essere raccontata. 
n questo libro che ho deciso di intitolare Il quaderno dei ricordi. Affronto diverse tematiche, in primo piano evince proprio la malattia HIV, non medicalmente parlando ma ben si sotto un aspetto psicologico. Il tutto ambientato nella fascia di età adolescenziale, perché? Secondo alcune recenti statistiche, la fascia di età per la contrazione di questo virus si è abbassata notevolmente. In questo libro troviamo quanto sia difficile da parte di un giovane confidarsi con i propri genitori o, viceversa. Perché si sa, che per un adolescente il gruppo di appartenenza passa in secondo piano cedendo il suo posto alla cerchia di amici. Infatti, al giovane risulta sicuramente più facile confidarsi con un proprio coetaneo piuttosto che con un proprio familiare.  troviamo anche l'odio, il rifiuto e se non addirittura l'egoismo dal punto di vista di un adolescente. Non poteva poi di certo mancare la sfera romantica, quindi le prime cotte, i primi baci e le prime e difficili esperienze sessuali traumatiche che un adolescente vorrebbe dimenticare ma che al contrario, invece dovrebbe conservare con molta cura proprio per il semplice fatto che fanno crescere.
 La protagonista di questo romanzo si chiama Angela, ha quindici anni e il suo unico difetto è quello di vivere di sole e stupide illusioni. Vede il mondo tutto a colori, senza neanche una piccola sfumatura di nero. Tutto questo però un brutto giorno cambia, proprio durante una serata tra amiche, Maria la sua unica amica le confida il suo terribile segreto, e cioè quello di aver contratto l'HIV tramite un rapporto non protetto avvenuto tempo addietro con un ragazzo da poco conosciuto. Questa confidenza, scatena in Angela un sentimento di odio, di rifiuto ed è in questo preciso istante che entra in gioco l'egoismo da parte sua. Perché invece di prendere in mano le redini di questa situazione decide di ignorare quasi completamente l'unica persona di cui fino a quel momento si era interessata e scappa. Questo, evince quindi quanto noi individui, adulti e giovani non riusciamo a oltrepassare le difficoltà, ma piuttosto decidiamo immediatamente di fare un passo indietro o, addirittura scansiamo il problema riportandocelo dietro poi negli anni sempre, comunque e ovunque. Solo dopo la morte dell'antagonista Angela comincia a reagire. Questo ci fa capire infatti quanto un aspetto traumatico possa aiutare un ragazzo, ma anche ad un adulto a crescere e quindi a migliorarsi.
Perché l'ho intitolato Il quaderno dei ricordi, piuttosto che il diario dei ricordi. Questa è di sicuro una domanda che vi starete ponendo nella vostra testa adesso. In questo libro non vi troverete delle date, non è scritto sotto forma di diario e quindi non sono delle memorie. Il titolo nasce dal fatto che Angela scrive sempre nel suo quaderno le proprie impressioni, le sue paure riguardanti il mondo che le circonda. Inconsciamente ho personificato il quaderno. Aspetto particolare questo, perché solitamente la personificazione la ritroviamo all'interno di una collana di poesie e raramente in un romanzo.
 E' un libro adatto sia a grandi che a piccini e fa riflettere molto.

Com'è nato il titolo?

Angela, la protagonista del romanzo scrive i suoi pensieri in un quaderno. Da qui, "Il quaderno dei ricordi" ..

Hai fondato una rivista online “Stella Magazine”...

Stella Magazine è una rivista online gratuita che potrà essere scaricata una volta al mese da questo portale ( Blogger ) o da altri Social Network come Facebook e Twitter. 
 Un magazine giovane che promette serietà e disponibilità per tutti coloro che lo richiedono, tutto questo ad un prezzo unico: gratis! Per promuovere al meglio le vostre attività diffondente l'articolo in cui si parla di voi, taggate i vostri amici, non dimenticate di consigliarlo agli amici!. La rivista si occupa di diverse cose al momento: cronaca di ogni genere - recensione ( narrativa e poetica ) - giochi e test - concorsi artistici vari e tantissime altre cose che potrete vedere non appena sfoglierete il primo numero della rivista che speriamo di pubblicare a breve. La E - Mail di riferimento è : ilquadernodeiricordi@live.itVuoi promuovere un evento, una presentazione, il tuo libro in modo completamente gratuito? Ora puoi, fallo con Stella Magazine! Contattaci: redazionestellamagazine@homail.com
Adesso, la rivista sta portando avanti due progetti: La creazione di un e-book "Raccolta di racconti" e di un e-book "Raccolta di Poesie" per info in riguardo visitate il sito ufficiale: http://magazinestellaadarossetti.blogspot.it/


MalEdizioni

Buongiorno Scribacchini, ecco un'altra casa editrice che pubblica autori esordienti senza richiedere alcun tipo di contributo! Abbiamo con noi Nadia Bordonali, il direttore editoriale di MalEdizioni, che si è gentilmente prestata per questa intervista.



Buongiorno, perché avete deciso di chiamarvi MalEdizioni?
Buongiorno! Volevamo dare alla nostra casa editrice un’identità forte, controcorrente e lontana da compromessi. La nostra idea iniziale si potrebbe riassumere con il nostro slogan: “Dillo male, ma dillo interessante”. Da lì a scegliere di chiamarci MalEdizioni il passo è stato breve.

Come Casa Editrice che obiettivi vi proponete?Con MalEdizioni vogliamo creare una vera e propria officina editoriale, uno spazio creativo in cui artisti e scrittori possano incontrarsi per creare qualcosa di nuovo insieme. Per quanto riguarda le pubblicazioni vogliamo proporre ai nostri lettori libri curati e di qualità, cercando di dare spazio ad autori che abbiano la voglia e il coraggio di sperimentare.

Quanto è difficile oggi aprire una Casa editrice indipendente come la vostra?E’ complesso. Ma il problema non è aprire una casa editrice, il problema è riuscire a farla vivere curando bene ogni libro, coinvolgendo i lettori e, soprattutto, dandole un’identità riconoscibile all’interno dello sterminato mondo dell’editoria italiana.

Avete scelto di non chiedere contributi agli autori, cosa ne pensate invece delle case editrici a pagamento?Le case editrici a pagamento non sono case editrici. Non hanno bisogno di vendere libri, non partecipano alle fiere, non hanno una linea editoriale. E’ comprensibile che un autore voglia vedere i suoi scritti pubblicati ma, dal mio punto di vista, se non si riesce a trovare una casa editrice disposta a investire sul proprio lavoro conviene iniziare pubblicando racconti su antologie o riviste letterarie.

Voi siete gli organizzatori del Festival del fumetto “Brandico tra le nuvole”. Di che cosa si tratta?
Brandico tra le Nuvole è una piccola rassegna di incontri legati al mondo del fumetto e dell’animazione che si svolge a Brandico, un piccolo paese in provincia di Brescia. Quest’anno siamo arrivati alla seconda edizione e il festival si è allargato coinvolgendo anche il paese di Mairano e la sua biblioteca.
In questi due anni, insieme ai volontari e alle amministrazioni comunali, siamo riusciti ad organizzare cineforum, laboratori di fumetto per bambini e incontri con fumettisti professionisti come Alberto Corradi, Andrea Mutti e Pasquale “Squaz” Todisco.

13 sardine circa” è il vostro primo titolo in catalogo...13 sardine circa, di Luigi Filippelli, è la nostra prima creatura: un libro di racconti in cui si alternano piccole avventure della quotidianità, riflessioni surreali e digressioni nel mondo dell'immaginario, il tutto scritto con uno stile diretto e veloce. Il risultato è un'ideale scatola-libro in cui l’autore gioca con i lettori osservando la realtà attraverso la lente del paradosso.

Che consigli vi sentite di dare ad uno scrittore esordiente?
Proporsi con professionalità alle case editrici preparando con cura il materiale prima di inviarlo. Leggere molto e cercare sempre nuove idee e stimoli. Spulciare internet alla ricerca di riviste e blog letterari. E poi partecipare agli incontri con gli autori e alle fiere di settore per avere un contatto diretto con il mondo dell’editoria.

Quali caratteristiche deve avere un libro per rientrare nel vostro catalogo? Come deve fare uno scrittore per sottoporvi la sua opera?
Un libro MalEdizioni deve avere alla base un’idea forte scritta con uno stile asciutto e pulito, senza fronzoli. Al momento non ci poniamo limiti per quanto riguarda i generi letterari dato che amiamo la contaminazione.
Gli scrittori possono proporci i loro lavori (tenendo presente che al momento pubblichiamo narrativa, poesie e fumetti) seguendo le indicazioni presenti sul nostro sito
www.maledizioni.eu nella sezione Pubblica con noi.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Al momento stiamo preparando due nuove pubblicazioni. La prima è una raccolta di racconti dal titolo Schitarrate! ed è il risultato di un concorso organizzato da MalEdizioni. L’intento era realizzare un libro in cui musicisti e scrittori potessero incontrarsi in territorio neutro: abbiamo sfidato i musicisti a scrivere e gli scrittori a parlare di musica e il risultato è stato molto soddisfacente.
La seconda pubblicazione s’intitola Un sassolino con un cuore di pomodoro, ed è una raccolta di poesie illustrate realizzata da due giovani artisti, Stefania Zorzi e Graziano Fostini. E’ un lavoro intimo e allo stesso tempo ironico che riesce a far dialogare illustrazione e poesia attraverso immagini e suggestioni legate al quotidiano.


Intervista a cura di Valentina Cavallaro

Nadia Boccacci "In viaggio con te"

Buongiorno Scribacchini, rieccomi dopo giorni di full immersion allo strepitoso Salone del Libro, oggi intervisto la Scribacchina Nadia Boccacci con il suo "In viaggio con te".

In viaggio con te
Butterfly edizioni
148 pag. 12 euro
TRAMA:



Vale e Linda si sono conosciute da bambine, tra i banchi di scuola, e si sono piaciute da subito. Hanno affrontato insieme le prime gioie e le prime difficoltà, tra giochi, scherzi, cuccioli da accudire e confidenze sussurrate in un orecchio, nell'angolo più riparato del giardino. Crescendo, i loro interessi sono cambiati e nuovi affetti hanno aggiunto colore alle loro esistenze, ma Vale e Linda non si sono lasciate mai. Tuttavia, proprio nel fiore degli anni, il destino tende loro il più crudele degli agguati: Linda, così bella, così giovane, si ammala e, dopo poco tempo, abbandona la vita prima ancora ch'essa inizi per davvero. Restano sospesi, i suoi sogni, privati di ogni possibilità di realizzazione. Tocca a Vale, adesso, affrontare un tipo ben diverso di malattia: il dolore della perdita. Un romanzo sull'amicizia, sulla sofferenza e sulla fuggevolezza della vita.




Ciao Nadia, parlaci della tua passione per la scrittura...
La mia passione per la scrittura è profonda e immensa, come quella per la lettura. È nata molto presto nella mia vita, anche se è rimasta a lungo soltanto per me stessa. Infatti ho pubblicato il mio primo romanzo soltanto lo scorso anno.
Sono una persona che ama la parola nella maniera più assoluta. È lo strumento più alto della comunicazione, è musica, melodia, suono, e può regalare emozioni…

Com'è nata l'idea per “In viaggio con te”?
“In viaggio con te” è nato da un’esperienza dolorosa che ho vissuto molti anni fa: la morte prematura di tre ragazze, Silvia, Sandra e Lucilla, alle quali il libro è dedicato. Il romanzo non è autobiografico, perché la storia che narra è frutto di fantasia, ma muove dal mio vissuto personale.

Per scegliere la copertina del libro è stato indetto un concorso fotografico è vero?
Sì, la mia casa editrice ha indetto un concorso fotografico per la copertina.
È stato vinto da due giovanissimi : Gaia Brusotti ( diciotto anni, che si è aggiudicata la copertina vera e propria) e Lorenzo Calosi ( diciassette anni, che ha ottenuto la foto di quarta). Sono stata molto contenta del prodotto finale! Ne è scaturito un libro a mio avviso elegante e raffinato, nella sua forma esterna.


In viaggio con te” è però il tuo secondo romanzo (dopo “Uno sguardo perso nel vuoto”) quale dei due è stato più difficile da scrivere?
Sono due libri molto diversi, sia per gli argomenti che per lo stile, ma li ho scritti entrambi con facilità, perché li sentivo profondamente. Un cantautore famoso diceva “ Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole”… Anche per i miei romanzi succede così.

Descrivi ai nostri amici Scribacchini il tuo libro con tre aggettivi
Credo che “In viaggio con te” sia intenso, cupo e luminoso.

È stato difficile affrontare un tema così delicato come quello della morte?
Non è stato difficile, anche se è un tema molto delicato, perché, come ho detto prima, era una sorta di esigenza che avevo, che sentivo con forza dentro di me. Ho cercato di non essere troppo pesante nei capitoli di Buio e ho voluto contrapporli a quelli di Luce, in modo da stemperare la tensione e il dolore.
Non volevo scrivere un libro triste e drammatico, in toto. Il mio intento era quello di proporre una storia dolorosa, ma con un messaggio di speranza… in qualche modo volevo raccontare la vita, che spesso è un compendio di buio e luce, di lacrime e sorrisi, di disperazione e speranza. Credo che in ognuno di noi ci sia questa dualità.
…Perché “C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce”.


Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto scrivendo racconti e poesie, che spero vengano selezionati per antologie, sia on line che cartacee.
Con un racconto e una poesia sono risultata vincitrice del concorso letterario indetto dalla Butterfly edizioni, “Sussurri dal cuore…e dalle tenebre”, e farò parte dell’omonima antologia, che uscirà dopo l’estate.
Inoltre sto scrivendo il mio terzo romanzo, dal titolo “I colori che ho dentro”.





Luca Buggio "La danza delle marionette"

Salve Scribacchini, oggi ho l'onore di ospitare uno scrittore ma anche attore teatrale, Luca Buggio con "La danza delle marionette".
Potete incontrare Luca ed il suo libro al "Salone del libro di Torino" allo STAND N 60

La Danza delle marionette
La riflessione editore
390 pag. 20 euro
TRAMA:

Angus è un vampiro, un predatore che sceglie le prede con attenzione: solo chi fa del male ad altre persone. Le vittime delle sue vittime diventano i suoi protetti, prendersene cura lo fa sentire ancora vivo, amato. Umano. Ma ugualmente diviso tra un mondo a cui non sente di appartenere e uno che non lo riconosce più. Kerri non ha avuto una vita facile, la sua infanzia è un incubo che vorrebbe dimenticare. Angus l'ha tolta dalla strada e lei è cresciuta e diventata forte al suo fianco, fingendo di non accorgersi dei suoi tanti misteri. Galinder guida congreghe di vampiri dai tempi degli imperatori romani. Saggia guida per alcuni, spietato tiranno per altri. Indifferente alla sorte dei mortali, gli interessa soltanto mantenere il potere, alimentando gli intrighi che nascono alla sua corte. Malakith ha un unico scopo nella sua millenaria esistenza: sconfiggere Galinder una volta per tutte. Nessuno scrupolo rallenta il suo cammino. Porta tempesta e si lascia alle spalle distruzione. Suona la danza e le marionette si muovono a tempo di musica. Galinder e Malakith. I loro seguaci, i loro servi. Angus. E Kerri. Chi è che regge i fili?


Ciao Luca, parlaci un po' di te...

Scrivere è sempre stata una mia passione, che ha avuto un inizio preciso e una causa precisa: avevo 8 o 9 anni, e stavo leggendo un fumetto western dove apparve un personaggio che mi suscitò simpatia perché assomigliava a una persona cara. Dopo poche pagine fu ucciso dai banditi e io ci rimasi così male che pensai: “adesso la scrivo io una storia in cui questo personaggio sopravvive”. Ho scritto storie, racconti, romanzi, sempre accantonati, messi in un cassetto, cancellati: ogni tanto pensavo a come mi sarebbe piaciuto vedere un mio libro pubblicato, ma non avevo mai provato a concretizzare questi pensieri. Poi, come spesso capita, è stato un momento difficile a cambiare le cose: dopo la morte improvvisa di una persona cara mi sono detto che non potevo più lasciare le cose a metà, e che se volevo realizzare un sogno dovevo almeno tentare.

Com'è nata l'ispirazione per “La danza delle marionette”?

La danza delle marionette è la prima storia che scrivo in cui metto davvero qualcosa di mio. Ho parlato di un’esperienza importante fatta nella mia vita, tra il 1993, anno del mio servizio civile, e il 2005. Mi sono dedicato per questi 10 anni al volontariato. Nello scrivere il libro non ho fatto che raccontare le emozioni e le riflessioni legate a questa mia esperienza, “travestendole” con i panni di una fiaba dark. I fatti e i personaggi sono di fantasia, ma prendono spunto da persone e vicende che ho potuto vivere in prima persona, o attraverso gli occhi e le parole di altri a me cari, in un determinato periodo della mia vita. Nel corso di questa esperienza ho imparato i tanti significati della parola Amore, dal più nobile al più spregevole. Ho imparato che a volte si pensa di dare e invece si riceve. Ho imparato che a volte si vorrebbe avere i superpoteri per fare giustizia.
Ho imparato che le persone più fragili, le persone più ferite, possono trovare la forza di “salvare”, persone solo in apparenza più forti.
Nel romanzo ci sono riflessi di un’esperienza profonda che può davvero toccare tutti noi. Un'esperienza da cui usciamo inevitabilmente cambiati.

Nel tuo libro ci sono i vampiri ma sono ben diversi da quelli recenti che “brillano al sole”...

E' vero. Angus, il protagonista, è un vampiro che dà la caccia alle persone che fanno male ad altre persone e si prende cura delle loro vittime, perché l’amore dei suoi protetti lo fa sentire bene. Lo fa sentire vivo. Mi piaceva l’idea del vampiro perché i vampiri (quelli veri, delle leggende mitteleuropee, ma anche della tradizione greco-latina) sono esseri morti. Mi piaceva l’idea di un morto che l’amore degli altri fa sentire vivo: lo cerca, lo crea, ma ne ha bisogno. E questo rende il suo altruismo in un certo senso più egoistico. E’ un tema, quello di altruismo ed egoismo, su cui una persona che fa volontariato spesso si interroga.
Mi è stato chiesto se i vampiri della Danza assomigliano a quelli della tradizione (alla Vincent Price o alla Nosferatu che esce dalla bara) o a quelli della recente ondata di romanticismo darcheggiante, che assomigliano a fotomodelli, che al sole diventano brillanti e possono perfino generare figli.
Nessuno dei due. Del vampiro mi interessava principalmente, come ho detto, il fatto che sia immortale ma morto…

I miei vampiri sono persone un po’ più forti e molto più longeve di un essere umano. Hanno delle capacità sovrannaturali (qualcuno legge nel pensiero, qualcuno suscita o legge le emozioni.. in questo ho attinto alla letteratura classica, da Bran Stoker a Anne Rice). Sono costrette a nutrirsi di sangue per sopravvivere (al sole bruciano). E non possono fare sesso. Ma sì, sono speciali per qualcosa, di solito un vizio o una virtù, o il desiderio di votarsi a una missione: è per quello che qualcun altro li ha fatti diventare immortali.  
Sembrano persone come tante, e quando vogliono passano inosservati tra la gente: in fondo questa è una strategia da predatori. Hanno le loro debolezze, un’intera gamma di vizi, ma niente di peggio di quello che si legge ogni giorno sulle pagine di cronaca nera. Hanno paura del fuoco e del sole, hanno paura dei loro simili: e hanno paura della loro immortalità, secoli di notti sempre uguali. Alcuni “ingannano la noia” facendosi la guerra, manipolandosi l’uno con l’altro per crearsi una corte di seguaci. O dedicandosi allo studio. O prendendosi cura degli altri. Qualcosa che, a ben pensarci, non è troppo diverso dalle “missioni” che molti perseguono nella vita di tutti i giorni, no?

Qual è il personaggio a cui ti sei più affezionato scrivendo?

Difficile a dirsi. Ciascuno dei personaggi è cresciuto accanto a me mentre scrivevo la storia: sia quelli che partivano avvantaggiati, perché ispirati a persone reali che ho avuto il privilegio di conoscere, sia quelli che invece sono di pura fantasia. Li considero tutti dei vecchi amici che mi hanno tenuto compagnia nei momenti di ispirazione e in quelli di blocco, senza mai abbandonarmi, anzi aiutandomi a trovare nuovi spunti e a scoprire alcune svolte nella trama che hanno sorpreso anche me, perché non erano affatto previste quando ho iniziato a scrivere. E' proprio vero che i personaggi, come spesso si dice, sono capaci di prendere il sopravvento sull'autore.


Tu non sei solo scrittore ma anche direttore della compagnia teatrale i “Saltapasti”... Il teatro è l'altra mia grande passione. A differenza della scrittura, scoperta in età adulta. Il teatro non è solo espressione artistica, ma è un modo per imparare a scoprire noi stessi e gli altri. Ho cominciato come allievo in un laboratorio di recitazione, ho continuato come attore: ora mi occupo principalmente di regia e insegno a mia volta in laboratori per adulti e per ragazzi: molti dei miei allievi, alcuni giovanissimi, hanno scoperto la passione per il teatro e adesso, cresciuti, recitano a loro volta oppure studiano per diventare attori. Credo davvero tanto nel teatro come palestra di vita. Adesso che ho realizzato il sogno di pubblicare un libro, ne ho ancora uno nel cassetto: mi piacerebbe, un giorno, vedere i miei allievi insegnare, trasmettere ad altri ragazzi quello che io ho cercato di trasmettere a loro.



Quali sono i tuoi progetti futuri?

La Danza delle Marionette si conclude lasciando i personaggi in un equilibrio diverso da quello di partenza. Qualche lettore mi ha già chiesto: “cosa succederà adesso?”: un seguito non era nelle mie intenzioni di partenza e non ci ho ancora pensato.
In questo momento il mio progetto è una storia sempre dark ma di ambientazione storica. Le cronache dell’assedio di Torino del 1706 rivelano una storia “reale”, che da sola costituisce uno sfondo entusiasmante. E poi c’è la città, che si presta bene alle “tinte gotiche”: lo stesso Giovanni Paolo II ha detto che Torino è una città di santi, ma che ovunque risplende la luce, si presenta la tenebra.
Ci sono oltre 1000 pagine di materiale, quindi ho provato a dividerle in tre parti (le trilogie vanno tanto di moda, oggi). La prima parte, più o meno corretta, è stata spedita a due editori di un certo spessore. Non mi faccio grosse illusioni, ma sperare non costa nulla!

Grazie di cuore per lo spazio concesso, e per la simpatia con cui mi hai coinvolto in questa intervista!