LA PONGA EDIZIONI

Buongiorno Scribacchini, sono felice oggi di presentarvi una casa editrice che non chiede soldi agli esordienti, stiamo parlando di “La Ponga editore”, il cui titolare, Valerio Villa, si è gentilmente prestato per una breve intervista.


Buongiorno, come in tutte le cose partiamo dal titolo, perché avete scelto di chiamarvi “La ponga edizioni?
L'idea è nata, come quasi tutto il resto, parlando con il mio amico-socio Marcello. Ancora non è del tutto chiaro, ma la ponga è il nome dato in Emilia a un non precisato mustelide (tipo donnole e lontre). Diciamola tutta, ci piaceva il suono e ci piacciono i piccoli mustelidi,(infatti il logo è stato disegnato da Marcello) sono animali dotati di molta furbizia, che aggirano i loro "limiti" di grandezza e di manualità, sfruttando il territorio che li circonda. Questo è quello che facciamo noi. Sebbene piccoli e con poche, per ora, capacità, non ci arrendiamo, ma usiamo tutto quello che possiamo per ottenere il risultato.

In un periodo di crisi come questo, in cui tutti si lamentano che gli italiani non leggono, come mai avete deciso di fare una scelta così coraggiosa come quella di aprire una casa editrice, puntando soprattutto sugli scrittori esordienti?
Non è un periodo. In Italia si è sempre letto poco. Ma ci sono molti bravi scrittori, e la nostra volontà è quella di aiutarli a uscire dalla selva di autori che popola il nostro paese.

Voi avete scelto di non chiedere nessun contributo all’autore, cosa ne pensate invece delle cosiddette case editrici a pagamento?
Sono scelte. Noi riteniamo che lo scrittore debba avere come unico pensiero la scrittura, tutto il resto, spese comprese, sono preoccupazioni dell'editore. Quello che a noi non piace sono quelle case editrici che mascherano il pagamento. Ovvero pretendono che l'autore si compri un certo numero di copie dell'opera, piuttosto che paghi codici isbn o siae o entrambi. Ma dico io, volete dei soldi, chiedeteli direttamente. Ci fate più bella figura.

Avete scelto di puntare principalmente sugli e-book, secondo voi presto si affermeranno sul mercato sostituendosi alla carta stampata?
Spero di no. A me piace sfogliare un libro. Secondo noi le due tipologie andranno di pari passo, infatti anche se puntiamo sugli e-book, per ogni opera è prevista una, seppur minima, tiratura cartacea, che ci servirà per la promozione dell'opera in fiere ed eventi vari . Il cartaceo resterà per tutti quei lettori che amano la solidità della carta, mentre il digitale potrebbe avvicinare alla lettura tutte quelle persone che, di norma, non bazzicano le librerie perché ritengono il libro una spesa non necessaria. Il fattore prezzo degli e-book fa comodo anche a chi, come me, spende un patrimonio in libri.

È appena uscito il vostro primo titolo in catalogo "Notturno Parigino" di Omar Gatti.
Primo titolo sia per noi che per Omar, che ci ha aiutato a capire le meccaniche dietro alla creazione di un opera. Quindi siamo molto legati a Notturno Parigino, una storia che ci ha aiutato anche a riscoprire un genere, il noir, su cui ora puntiamo molto. Dall'inizio alla fine, la storia narrata in questo libro fa assaporare quelle atmosfere da film in bianco e nero, in cui affascinanti donne sono causa e soluzione dei problemi dell'investigatore di turno. Sul nostro sito è possibile leggerne una succosa anteprima, che di sicuro è meglio di una mia recensione.

Che consigli vi sentite di dare ad uno scrittore esordiente?
Leggere, leggere e ancora leggere. Scrivere, scrivere e ancora scrivere. Lo so sono banale, ma non c'è niente di meglio per chi vuol migliorare. Leggere di tutto e scrivere di tutto, non focalizzarsi sul romanzo della loro vita, l'opera magna.

Chi volesse spedirvi in valutazione il manoscritto, cosa deve fare? Quali sono i tempi d’attesa?
Per prima cosa, tramite il form sul nostro sito, sottoporre una sinossi dell'opera. Lo dico anche qui e lo riscriverò poi sul sito, vogliamo una sinossi, non un riassunto ne una quarta di copertina. Dobbiamo sapere non solo di cosa parla l'opera, ma come si svolge e come finisce. A chi pensate sia rivolta, cosa volete comunicare, e perché la vostra opera è diversa dalle altre dello stesso genere. Se tutto quello che ci dite è di nostro interesse, allora chiediamo di visionare i primi due capitoli, questi finiscono nelle mani e sotto gli occhi del direttore editoriale, e sarà lui a decidere se val la pena o meno di chiedere tutta l'opera per una valutazione precisa, comprensiva di scheda di valutazione. Ad oggi la lettura dei primi capitoli viene effettuata nel giro di 1-2 settimane. Per la valutazione dell'opera siamo intorno al mese di attesa. Se riteniamo valido il manoscritto, facciamo la nostra proposta, sia per quanto riguarda il possibile editing, sia per quanto riguarda il contratto di edizione e le tempistiche di pubblicazione.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Stiamo ultimando due libri, o meglio un libro e un'antologia di racconti, che dovrebbero veder la luce entro maggio-giugno. Per settembre vorremmo uscire con il nostro primo libro fantasy, e sempre per quel periodo con alcune opere di tipo storico. C'è molto da fare, ma la famiglia si sta allargando con nuovi collaboratori, le meccaniche si stanno oliando e rettificando, questo ci aiuta a migliorare le tempistiche di pubblicazione.


Grazie per l'intervista, e in bocca al lupo anche a voi per il vostro progetto. Come ci piace dire "La fortuna aiuta gli audaci!"
Ave.

Ringraziamo Valerio Villa per la sua gentile disponibilità.

Intervista a cura di Valentina Cavallaro

Come tutelare (quasi) gratis il vostro manoscritto.

Salve Scribacchini, nel precedente post ci eravamo lasciati con un consiglio su come tutelare il vostro manoscritto da un eventuale plagio: registrarlo alla SIAE, questo, sebbene sia un metodo sicuro, è però anche costoso, se infatti avete scritto più di un romanzo… il prezzo lievita.

Come fare allora se non avete tanti soldi ma volete essere sicuri?

Ecco il secondo consiglio, a costo praticamente zero.
Appena finito di scrivere la vostra opera stampatene una copia, prendete una busta, mettetela dentro e sigillatelo non bene ma benissimo in modo che non ci siano dubbi che sia stato aperto e poi nuovamente richiuso.
Successivamente andate alla posta e fatevi mettere il timbro sulla busta, fate estremamente attenzione che la data di spedizione sia leggibile.
A questo punto inviatelo… a voi stessi.
Una volta ricevuto conservatelo in un posto sicuro e non apritelo per nessun motivo.



È un metodo che funziona?

Legalmente la registrazione alla SIAE è più sicura, è vero però che nel momento in cui voi avete prova del momento in cui lo avete scritto, difficilmente qualcuno intenterà una causa.

Nel prossimo post vi illustrerò il terzo metodo per tutelare la vostra creatura.

Olimpia Greco "Un frammento di vita"

Salve Scribacchini, oggi abbiamo con noi la scrittrice e poetessa Olimpia Greco, autrice di “Un frammento di vita” pubblicato con Carta e Penna editore.

Un frammento di vita
Carta e penna editore
6 euro


TRAMA:
A volte può capitare che un alito di vento ti cambi la vita come neanche tu puoi immaginare.
Iniziò tutto anni fa, esattamente nel 2001. Sì, proprio nel 2001, l'anno in cui terminò il '900 e nel quale ci si accingeva ad abbandonare la tanto amata lira per l'euro.
In crisi col mondo ma soprattutto con me stessa, stavo appunto attraversando un periodo non molto brillante. La lontananza da Torino, durata due anni trascorsi a Londra e l'allontanamento da alcuni amici, avevano creato in me un vuoto interiore incolmabile procurandomi non poco smarrimento e tanto malumore. Reagivo uscendo per negozi o andando a fare jogging al parco delle Vallere. E fu proprio alle Vallere che avvenne il fatidico alito di vento.
"Ciao, come stai, da quanto tempo non ci vediamo? Cosa fai adesso? Ti sei sposata?" Tutte domande che furono fatte e che ebbero le relative risposte ma si sa: da cosa nasce cosa. Ci si incontra per un caffè, poi si combina per un sabato sera con l'aggiunta di amici vecchi e nuovi ed ecco che si crea una compagnia


Ciao Olimpia, parlaci di te, quando hai iniziato a scrivere e perché?

Da sempre. Ricordo con un velo di malinconia le volte in cui il mio maestro delle elementari leggeva ad alta voce i miei temi. Ricordo, inoltre, di aver avuto sempre timore che questo lato del mio carattere fosse fonte di invidia o cattiveria da parte di qualcuno e che potesse farmi del male. Sono sensazioni che si provano da bambini, condizionando non poco la mia esistenza.


Tu scrivi sia in poesia che in prosa, cosa rappresentano per te queste due forme d’arte e qual è secondo te più difficile da scrivere?
La poesia per me è immediata. Penna alla mano, scrivo tutto ciò che mi colpisce a livello emotivo, che mi provoca emozioni belle o meno. E' veramente naturale. Difficilmente correggo una poesia. Seguo la mano, dopo la leggo e mi meraviglio.
La narrativa invece è più elaborata, studiata. Mi piace essere perfetta e voler trasmettere precisamente ciò che ho visto con l'immaginazione e non solo, ed è per questo motivo che la trovo più difficile.


Con Carta e penna hai pubblicato “ Un frammento di vita” come è nato?
Avevo un racconto nel cassetto. Avevo una infinità di poesie. 1 anno prima, al Salone del Libro, la Direttrice Sig.ra Garitta mi diede un volantino: presi la palla al balzo, mi presentai con questi lavori e ne nacque "Un Frammento di Vita" (poca cosa, lo so, ma per iniziare...)


Lo hai presentato anche al Salone del libro, raccontaci questa bella esperienza…
Esperienza fenomenale, indescrivibile. La presentazione davanti a un pubblico vario, con giornalisti attenti per eventuale recensione: fantastico.


Hai appena finito di scrivere un nuovo romanzo “La casa del ciliegio” parlacene…

E' un romanzo tratto da esperienze vissute inserite in un contesto dove la fantasia si mescola con la vera realtà vissuta. L'80% è la mia vita proposta in chiave molto molto romanzata. Il mio scopo non è solo offrire un'ora di svago ma far cogliere, alla fine della storia, una morale che di questi tempi non fa male. Spero di esserci riuscita.



Ringraziamo Olimpia Greco che, ai lettori di Scribacchini per passione, regala la sua bella poesia “Sopravvivenza”


Sopravvivenza


Sopravvivo al mio tempo forzato

ancorata ad un amore riposto in un cassetto.

Là trovo parole scritte su fogli di bianca purezza

ove tutto trapela

tra leggiadre righe,

tra sensazioni velate

in rime baciate.

Su quei fogli di bianca purezza sono nate

ed eternamente ancorate, lì resteranno,

perché solo la poesia, è dell’anima, parola pura e sincera.


Olimpia

Come tutelare il proprio manoscritto?


Avete appena finito il vostro manoscritto ma non ve la sentite di inviarlo in giro per paura che la vostra grande idea venga copiata?

Il plagio, ovvero l'appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un'opera dell'ingegno altrui, nel mondo dell’editoria in realtà è molto più raro di quello che si pensa, difficilmente un editore ruberà la vostra opera rischiando così un processo.


Se però la notte non riuscite a dormire sogni tranquilli, preoccupati per la vostra opera c’è una soluzione, anzi le soluzioni sono tre.

Iniziamo a parlare di quella più conosciuta ma anche quella più costosa: la registrazione del manoscritto alla SIAE.

In questo modo si è certi di assicurarsi la paternità dell’opera e di tutelarsi da qualsiasi controversia ma (c’è un ma ovviamente) la registrazione non vale per sempre, ha la durata di 5 anni, dopodiché si può decidere se rinnovare o meno la registrazione per altri 5 anni.

Non è possibile registrare solo il titolo ma questo deve essere registrato insieme all'opera, possono essere però depositati: romanzi, racconti, poesie, copioni, trame, soggetti.

Ma quanto costa?

Per coloro che non sono associati alla SIAE il prezzo è di 131,81 euro uguale per qualsiasi opera, indipendentemente dalla lunghezza, non è previsto però un limite massimo, per cui se siete scrittori particolarmente prolifici vi va bene.

Serve veramente?

Dipende, alcuni editori ad esempio lo trovano particolarmente fastidiosa, altri invece non prendono nemmeno in considerazione manoscritti depositati alla SIAE, se però siete particolarmente apprensivi, questo è il modo per essere sicuri al 100% ( per cinque anni almeno).

Nei prossimi post parlerò degli altri due metodi… continuate a seguirci Scribacchini, anche sul gruppo Facebook.

I 36 consigli di Umberto Eco

Avete appena finito il vostro manoscritto e vi accingete a passare alla fase di revisione?
Bene, questi consigli vi saranno sicuramente utili, garantisce Umberto Eco!


1. Evitate le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.


2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.


3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.


4. Esprimiti siccome ti nutri.


5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.


6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.


7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.


8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.


9. Non generalizzare mai.


10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.


11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”.


12. I paragoni sono come le frasi fatte.


13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).


14. Solo gli stronzi usano parole volgari.


15. Sii sempre più o meno specifico.


16. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.


17. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.


18. Metti, le virgole, al posto giusto.


19. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non sempre è facile.


20. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.


21. C’è davvero bisogno di domande retoriche?


22. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.


23. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fa sbaglia.


24. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.


25. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!


26. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.


27. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche e simili.


28. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del “5 maggio”.


29. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).


30. Pura puntiliosamente l’ortograffia.


31. Non andare troppo sovente a capo.


Almeno, non quando non serve.


32. Non usare mai il plurale maiestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.


33. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.


34. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiono come altrettante epipfanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.


35. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.


36. Una frase compiuta deve avere


Umberto Eco

Le agenzie letterarie servono?

Ci siamo lasciati nel precedente post con una domanda in sospeso: Conviene a uno scrittore esordiente affidarsi a un agente letterario?


Come in tutte le cose penso non si possa dare una risposta radicale, dipende infatti da diversi fattori, quello fondamentale è cosa ci si aspetta.

Volete semplicemente correggere il vostro testo da refusi o errori grammaticali?
In questo caso pagherete il servizio ma non aspettatevi altro se non quello richiesto.

Se invece volete un servizio di editing il discorso diventa più complesso. Vi rendete conto che il manoscritto presenta grosse lacune, alcuni punti vi sembrano deboli, non risulta scorrevole? Allora ha senso contattare un’agenzia letteraria, anche in questo caso però non aspettatevi altro, difficilmente dopo avervi fatto pagare l’editing vi offriranno un servizio di rappresentanza.
Infatti, anche in questo campo si possono purtroppo incontrare personaggi poco seri, il cui unico intento è quello di spennare l’esordiente, state attenti!
Come dicevo sopra può capitare che vi chiedano un sacco di soldi per l’editing affermando che il testo è bello ma che necessita di una revisione per essere presentato al meglio all'editore (avete già sentito queste parole? Eh sì, questi “personaggi” non hanno neanche tanta fantasia, ripetono sempre le stesse frasi).
Una volta pagato però scompaiono.

Come fare per tutelarsi?

La prima cosa è esaminare attentamente il loro sito internet.
Andate immediatamente a controllare gli editori con cui collaborano, un agente letterario, che offre il servizio di rappresentanza, infatti DEVE avere i giusti contatti, se ci sono nomi importanti allora è un buon segno, se non li mette o ci sono piccoli editori o editori a pagamento diffidate.
Perché?
Perché significa che è un servizio di cui potete tranquillamente fare a meno, infatti se gli editori in questione sono già disponibili a visionare i manoscritti di esordienti, l’intermediazione di un agente è superflua, al massimo può accorciare i tempi di lettura ma non tanto altro.

Un altro indice di serietà è costituito dal modo in cui si fanno pagare, se non vi chiedono soldi in anticipo ma vogliono una percentuale sui diritti una volta firmato il contratto allora vuol dire che credono veramente nel vostro manoscritto.
Perché?
Perché lavorano gratis convinti che si rifaranno con un buon contratto, è quindi vantaggioso per entrambi in quanto, in questo modo, loro sono i primi ad essere interessati a farvi pubblicare.

In definitiva, secondo me, conviene affidarsi a un’agenzia se aspirate a farvi pubblicare con una big; Mondadori, Feltrinelli, infatti difficilmente sono disponibili a visionare un manoscritto di un esordiente, accettano generalmente solo testi proposti da agenzie.

Se invece volete fare gavetta, non pensate che per quanto bello il vostro manoscritto possa trasformarsi in un best seller commerciale, allora forse un agente letterario non è la scelta giusta per voi.

Come già detto però fate molta attenzione, non andate alle cieca, controllare, riflettete e se avete qualche dubbio… potete parlarne nel gruppo Facebook “Scribacchini per passione”.

Pia Deidda "E cantavamo alla luna

Salve Scribacchini, oggi intervisto Pia Deidda, autrice, tra le altre sue opere, di “E cantavamo alla luna” edito da Zenia editrice.

E cantavamo alla luna
Zenia editore
133 pag. 12,50 euro


TRAMA:

 Airam, ultima sacerdotessa di un antico culto lunare nuragico officiato in Ogliastra, vive il dolore di non aver ancora avuto una figlia femmina alla quale tramandare i suoi poteri divinatori e oracolari. La consapevolezza della fine del suo mondo diventa più concreta all'arrivo dei romani che si impongono come conquistatori e dominatori.


Ciao Pia, parlaci un po’ di te, una scrittrice torinese con il cuore sardo…

O meglio una sarda con cuore sardo (e una percentuale marchigiana da parte di madre) adottata per necessità e per scelta da Torino. Più passa il tempo e più sento forte questa appartenenza alla Sardegna. Ringrazio però Torino che mi ospita dal 1977 - quando mi trasferii per motivi di studio – e che mi ha dato finora la possibilità di lavorare senza soluzione di continuità appena laureata in Architettura. Non ho però intrapreso la carriera di architetto ma ho preferito insegnare Storia dell'Arte seguendo una mia primigenia ispirazione. Come scrittrice nasco tardi in un momento della vita in cui non ho avuto più paura di accogliere le muse che da tempo mi chiamavano.

Hai pubblicato tre libri: “Rubia”, “L’ultima jana”, “E cantavamo alla luna” quale di questi romanzi ti rispecchia maggiormente?

Senza esitazione: L'ultima jana. Trasuda tutta la mia sardità. O meglio è specchio di una nostalgia finalmente incanalata. La protagonista della fiaba è Cicytella, una fata che accompagna il lettore in un fantasioso “volo” che ci fa addentrare nel mondo delle tradizioni e della natura sarda. Pur nascendo da una leggenda fortemente drammatica raccontata nelle grotte di Sadali, la mia storia ricerca una morale che gioca sulla positività della figura protagonista: Cicytella sceglie di perdere l'immortalità e i poteri magici per divenire donna e seguire il suo sogno d'amore: amare Elias il pastore poeta cantore e l'umanità tutta. Come non potrei immedesimarmi?

Il tuo ultimo romanzo è “E cantavamo alla luna” da dove è nata l’idea?

Sono di quelle storie che vivono da sempre in noi e arriva un momento in cui la penna le ferma sulla pagina. E' un romanzo storico ambientato nel III sec. a.C. in Ogliastra, per precisione nel Bosco Seleni di Lanusei, il paese dove sono nata. Ho sempre pensato sin da piccola alla vita che si potesse svolgere nei tempi più antichi in quell'alto e folto bosco che domina la vallata. La fonte principale d'ispirazione erano i massi di un antico nuraghe in rovina. Poi negli anni Novanta sono incominciati gli scavi archeologici che hanno portato alla luce un grande villaggio attorno al nuraghe e due tombe dette “dei giganti” molto più antiche; se aggiungiamo la presenza di fonti sorgive la mia fantasia, ma potrebbe essere avvalorato anche dalla scienza storica, vi ha visto un luogo sacro legato al culto della luna e dei defunti. Il tassello finale più importante è, però, un bronzetto proveniente dal Seleni conservato al Museo Archeologico di Cagliari che rappresenta una sacerdotessa offerente. La stessa che diventerà la protagonista della mia storia dove il culto e la vita degli abitanti della zona si incontrano-scontrano con l'arrivo dei romani che cambieranno le sorti della gente sarda. Anche in questo romanzo la protagonista principale è una donna: Airam.

Sulla tua pagina Facebook ho letto anche una interessante spiegazione sulla “E” iniziale del titolo…

Sì, rispondevo ad una lettrice molto esperta e attenta che criticava il titolo dicendo: “ (...) avrei evitato il "e " iniziale -  che fa tanto Cronin: "E le stelle stanno a guardare" – senza, il titolo è molto più incisivo. Le risposi che invece per me il titolo è importantissimo così, non solo perchè è nato prima dello scritto (così come per Rubia e L'ultima jana), ma perchè ha una valenza simbolica. Inizialmente doveva essere “E noi cantavamo alla luna”, ma poi tolsi il “noi” e lo lasciai intuire. Quella E ha un significato simbolico proprio di congiunzione: noi sardi “di oggi” uniti/congiunti al ieri in una ricerca d'identità. Il finale con Airam e la figlia Ineles non è l'epilogo. Al Bosco Seleni non solo loro ma (anche) noi cantavamo alla luna. So che sembra assurdo fra bolli filatelici dell'Unità d'Italia, centocinquantenari e simili. Ma noi sardi abbiamo bisogno oggi più che mai che non venga dispersa questa eredità. Ma so il discorso è lungo...

Dopo tre libri ti definisci ancora scrittrice emergente o pensi un giorno di riuscire a trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio?

Non mi ritengo emergente alla mia età – ho iniziato tardi - né ho intenzione di farne la mia professione. Mi diverto semplicemente. Ho trovato un canale per convogliare la mia creatività. Ogni giorno che passa è una esperienza nuova, soprattutto gli incontri e gli scambi con i lettori. Mi sento libera in questo e, infatti, le poesie e i piccoli racconti li “regalo” sul mio sito (www.lezionidibello.it) solo per il piacere di dare qualche minuto di serenità e riflessione a chi mi legge.
Sono anche molto realista.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho una storia che sta prendendo corpo e sta aspettando il momento della stesura definitiva. Anche qui è nato prima il titolo “Ti camminerò accanto” e la protagonista è sempre una donna: Eve. Al contrario delle altre storie questa sarà ambientata ai giorni nostri e toccherà un tema scottante attuale. Ma non voglio aggiungere altro, per ora.







That's amore!

Avete mai pensato di pubblicare in Germania?
Beh, se vi interessa non lasciatevi sfuggire il concorso letterario "That's amore" una buona occasione per far conoscere al pubblico tedesco l'Italia, sfatando i vari cliché con una bella storia d'amore.
Ecco il bando:




1° CONCORSO LETTERARIO
CHICHILI AGENCY ITALIA

THAT’S AMORE!


CHICHILI AGENCY
KARSTEN STURM
LINDENSTR. 3 a
D-66701 BECKINGEN

in collaborazione con

CHICHILI AGENCY ITALIA
ROBERTA GREGORIO
VIA CHIUSA, 11
I-84046 ASCEA (SA)
0039 347 7173523
gregorio@chichili.de (per info e invio racconti)
www.chichili.de/chichili-italia.html
www.facebook.com/ChichiliAgencyItalia
www.ebookandmorebychichili.blogspot.com

Sponsor:
Residence Trivento
Località Trivento
I-84064 Palinuro (SA)
www.trivento.it

La Chichili Agency, agenzia tedesca specializzata nella pubblicazione di ebook, ha da poco aperto una sezione italiana.
Questo primo concorso letterario vuole essere un anello di congiunzione tra la nuova sezione dell’agenzia e la casa madre in Germania.
Il racconto vincitore verrà infatti tradotto in tedesco e presentato sul mercato di lingua tedesca come ebook. Un’opportunità da non perdere per farsi notare in Germania, da un pubblico esigente e prestigioso.
Il vincitore avrà un regolare contratto di collaborazione con un guadagno pari al 10% netto sulle vendite.

[Non escludiamo la pubblicazione dei primi 5-10 classificati in formato Serial, lasciando i testi in lingua italiana.]

Cosa potremmo proporre al pubblico tedesco se non una storia d’amore, ambientata proprio in una “realtà tipicamente italiana”?
Oltralpe ci amano per quello che conoscono del nostro Paese: sole, buon cibo, ottimo vino, paesaggi mozzafiato, musica, fascino latino, bellezza mediterranea, amori passionali, Romeo e Giulietta, arte e cinema. Insomma i tedeschi ci amano per tutti i cliché che ci contraddistinguono.
Sta all'abilità di voi autori far perdere il retrogusto di banale e di scontato a questi e a tanti altri stereotipi utilizzando il giusto contorno, la giusta profondità.
In che modo? Usate le vostre parole per lasciarci senza parole.
Che si tratti di un giallo con delitto passionale, magari sfoggiando metodi e armi insoliti, o un noir che tocchi argomenti scottanti in modo originale, che abbia la leggerezza chick-lit in chiave estiva o che interpreti eventi storici e non, drammatici o felici che hanno segnato l'Italia l'importante è che il vostro racconto sappia sorprendere!

Tutto è concesso, purché ruoti intorno a una storia d’amore in un contesto italiano inserendo alcuni cliché nazionalpopolari.

Non sono ammessi racconti horror, fantasy, paranormal, erotici.

BANDO:

- Unica sezione, inviare massimo 1 opera per autore di minimo 55.000 e massimo 65.000 battute s.i.

- Il racconto dovrà essere inviato al seguente indirizzo email: gregorio@chichili.de, con chiaro riferimento in oggetto

- La copertina del racconto dovrà contenere
a) Nome e indirizzo dell’autore
b) Recapito telefonico dell’autore
c) Indirizzo email dell’autore
d) Titolo del racconto
e) Numero di battute del racconto
f) Breve sinossi del racconto in massimo 5 frasi
g) Breve presentazione dell’autore in massimo 5 frasi

- Il racconto dovrà essere assolutamente inedito (niente web, cartaceo, ebook e quanto altro)

- Scadenza concorso: 31.03.2012

- I racconti pervenuti entro la data di scadenza e con gli standard richiesti, verranno valutati dalla giuria: (Chiara Granocchia Lelieur, editor – Barbara Catena, traduttrice – Roberta Gregorio, agente Chichili)

In bocca al lupo Scribacchini!