Passione, divertimento e crisi

Stasera voglio condividere con voi una riflessione della mia libraia di fiducia, Catia Bruzzo de "La Piola Libreria di Catia" sulle gioie e le difficoltà di questo lavoro.


Vorrei partire dalla riflessione del blog Gabo su Torino, che parlando della chiusura di Genesi 3.0 [una libreria in un quartiere periferico di Torino n.d.r], richiama nel titolo ["Non si uccidono così anche le librerie? n.d.r] un romanzo e un film ambientato nella California della Grande Depressione... Ecco diciamo che siamo fortunati rispetto a quei personaggi.

Partiamo da noi, da ciò che siamo, da quello che vogliamo ottenere, ma soprattutto da tutto ciò che siamo disposti a fare e a mettere in gioco per raggiungere i nostri obiettivi. Non cosa pretendiamo dagli altri, ma da noi stessi. 

Io non sono sola, mi supporta una grande amica sognatrice e concretissima sostenitrice: Stefania Dessì, che chi frequenta la mia piola libreria conosce, perché pur essendo medico geriatra e lavorando in ospedale, mi sostiene, supporta e sopporta nella mia attività.
Io non sono sola perché ho i miei clienti, molti ormai amici, che mi sostengono e parlando chiaramente,come sono solita fare, acquistano da me. 
Senza il loro supporto avrei già chiuso. 

Noi librai siamo commercianti, imprenditori che se non vendono, chiudono. 
È semplice. Io amo il mio lavoro, i libri e la gente... se così non fosse avrei sbagliato professione. Parto dunque da me stessa e pretendo da me il massimo per ricambiare chi entra nella mia bottega con fiducia: un sorriso spontaneo perché sono davvero contenta di vedere un cliente, la qualità di ciò che servo al bar, la competenza messa a disposizione di chi cerca un libro. 
L'umiltà di sapere che non si finisce mai di imparare e la volontà di migliorare costantemente, anche chiedendo ai clienti oltreché a chi ne sa più di me come mestiere. 

Cosa vuole chi entra da me? Questo devo capire e riuscire a dare, almeno provarci! 

Quando cinque anni fa ho deciso di diventare anche libraia e trasformare la mia piola in piola libreria, sono dovuta passare dallo status di fruitrice compulsiva di librerie a libraia. Ho studiato, ho comprato libri tecnici, altri che presentavano esperienze di librerie vivaci,e anche di narrativa per imparare, cercare spunti e partire preparata. 
Ho adempiuto ai miei obblighi burocratici, consigliata dalle impiegate dell'Epat (la mia associazione di categoria),che con me hanno dovuto occuparsi non solo di bar e ristoranti, ma anche di libri... Ho trovato collaborazione, ho dovuto spendere soldi, tempo e fatica, ma sono soddisfatta perché ci siamo riuscite, siamo diventate libraie, io e un po' anche Stefania. Poi ho dovuto scegliere cosa vendere perché lo spazio purtroppo non mi permette di avere in negozio tutto ciò che vorrei...Abbiamo scelto di esporre i libri delle case editrici piccole e medie, soprattutto del nostro territorio, ma lavoriamo molto su prenotazione. 
Cerco di rendere un servizio veloce e competente, almeno ci provo e le persone apprezzano lo sforzo.

Che soddisfazione quando un cliente mi ringrazia per un libro consigliato... perché diciamo la verità: si deve guadagnare, ma io mi diverto anche a fare la libraia e la barista...mi piace chiacchierare con persone di tutti i tipi e imparo da ognuno di loro. 

SENZA DI VOI NON CI SAREMMO NOI è la frase che ripeto ad ogni evento perché ci credo: senza i clienti la serranda resterebbe chiusa...un'altra in Borgo Vittoria, quartiere che sono sicura saprà risollevarsi e ricambiare l'amore dei suoi abitanti. Io e Stefania siamo nate nel Borgo e io non vorrei lavorare da nessun'altra parte e spero di riuscire con gli altri colleghi commercianti a migliorare sempre per offrire servizi confacenti a ogni cliente...io come libreria,bar,enoteca...gli altri con le loro offerte e specificità. ù

Il Festival che prepariamo in aprile LIBRI IN PIOLA...E NON SOLO è un regalo ai borghigiani. Ci siamo inventate anche il Coro Piolifonico e la gente risponde, perchè non è vero che non ci sono le brave persone che seguono chi si sforza di fare un buon lavoro... Ci sono, ma noi dobbiamo partire da noi stessi e saper offrire libri, musica, divertimento, impegno e cultura anche nella nostra bistrattata periferia. 

Dobbiamo riuscire a guardare oltre il guadagno immediato, saper buttare il cuore oltre l'ostacolo e lavorare per crescere, facendo quadrare i conti, ma cercando sempre di migliorare...

Non lamentiamoci a vuoto, proponiamo, sfidiamo la crisi, perché la gente compra ancora, convinciamoli a comprare da noi dando loro un buon motivo, magari più di uno... 

Quindi passione, un pizzico di coraggio, umiltà, tanto impegno, studio, pianificazione,ma anche divertimento perché la nostra vita è per la maggior parte lavoro e se non facciamo ciò che ci piace...

Se così non fosse per guadagnare avrei riempito la mia saletta con slot... ma non avrei mai incontrato i miei meravigliosi clienti! 

Non posso non ricordare la grande soddisfazione della pubblicazione della nostra antologia LA PIOLA RACCONTA. LIBRI E SCRITTORI A SPASSO PER BORGO VITTORIA. 

Lasciatemi peccare di superbia...non sarà che le persone se le tratti bene, ti trattano bene? Almeno la maggior parte...

Per maggiori informazioni:

La Piola Libreria di Catia
Via Bibiana 31, Torino

Addio a Ursula K. Le Guin

"Gli esseri umani possono resistere e sfidare ogni potere umano. La resistenza spesso comincia con l'arte, e ancora più spesso con la nostra arte, l'arte delle parole".

Questo diceva Ursula K. Le Guin nel 2014, a New York, in occasione della premiazione al National Book Award e le sue parole, oggi, appaiono quanto mai profetiche:


"Sono in arrivo tempi duri, e avremo bisogno delle voci di scrittori capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall'ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di scrittori che si ricordino la libertà. Poeti, visionari, realisti di una realtà più grande".


Ci ha lasciati lunedì, all'età di 88 anni, spegnendosi nella sua casa di Portland, in Oregon.
Una grande perdita per il mondo della letteratura e noi di Scribacchini per passione, la vogliamo ricordare proprio con il video del suo discorso in occasione della premiazione di questo prestigioso premio:


Addio quindi a questa grandissima scrittrice e come ha detto Stephen King...

"Buona fortuna nella galassia"

Conviene pubblicare a pagamento?

Nel precedente articolo abbiamo chiarito cosa sono le case editrici a pagamento (qui) oggi cerchiamo di rispondere a un'annosa questione: conviene pubblicare a pagamento?

Due premesse fondamentali:

  • Le case editrici a pagamento sono legali: chiedere soldi in cambio della pubblicazione non vìola nessuna legge, è (forse) immorale, ma di certo non illegale.
  • Ciascuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, se una persona vuole pagare per pubblicare, perché impedirglielo?
Detto questo torniamo al punto: Pubblicazione a pagamento sì o no?



Risposta secca: decisamente no.

Risposta articolata:

Vi è appena arrivata la famosa mail da parte del direttore editoriale che, entusiasta, vi dice che il vostro libro è bellissimo ma, che dovete pagare un tot di soldi per contribuire alle spese, perché conviene rispondere "no grazie" anziché "a chi devo intestare l'assegno"?

Per prima cosa iniziate a guardare il sito della casa editrice.

Quanti libri pubblica mediamente? 
Generalmente il catalogo degli editori a pagamento è molto vasto, questo perché di solito non fanno selezione e pubblicano tutto ciò che gli arriva, basta che l'autore paghi.
Voi direte: perché deve importarmi di quanti autori vengono pubblicati?
Molto semplice: tanti autori significa poca cura. 
Come fa infatti una piccola casa editrice "costretta a tirare avanti con i contributi dei poveri autori" (sono ironica, eh!) a seguire tutti quei libri? 
Perché pubblicare non significa solo premere "stampa", significa leggere e valutare la bontà del romanzo proposto, fare un editing approfondito (nessun libro è mai perfetto, anche dietro alle opere dei più grandi scrittori c'è sempre la mano sapiente e paziente di un editor) che dovrebbe essere un processo lungo e accurato, impaginare il libro seguendo le norme redazionali della casa editrice, scegliere e progettare la copertina, fare un ulteriore giro di correzione bozze (che qualche refuso rimane sempre) e infine (avrò dimenticato qualcosa?) il visto si stampi.
Ecco: se gli autori sono tanti, come si riesce a seguire bene tutte queste fasi?
Di conseguenze il lettore avrà altissime probabilità di trovarsi davanti a un testo magari bellissimo, ma illeggibile perché non curato bene.

Ritorniamo al sito della casa editrice: 
È più facile trovare il modo per inviare il vostro manoscritto che il suo catalogo? 
Secondo voi perché? Semplice, perché il loro cliente è l'autore non il lettore!

Come abbiamo detto nel precedente articolo, di solito le richieste di contributi oscillano tra i 500 e i 5000 euro, moltiplicateli per i libri pubblicati annualmente e avrete la risposta su dove prende i soldi l'editore.

Ma, obietterete, stampare i libri costa. Così tanto, vi chiedo io? Provate ad andare in una tipografia a farvi un preventivo e avrete la risposta (tra l'altro una casa editrice, stampando molte copie, avrà prezzi ancora più bassi rispetto al singolo cliente).

Ma i soldi non sono per la stampa, vi ha detto l'editore a pagamento, sono per tutto quello che porta alla pubblicazione del libro.

Ok.

Per l'editing, forse? 
Direi di no, visto che, basta aprire un libro pubblicato a pagamento, per trovare refusi ovunque.

Per la pubblicità, allora? 
Avete mai visto un libro a pagamento pubblicizzato? E lo avete mai visto in libreria? Forse sì, ma vi garantisco che non è per merito dell'editore, ma per la tenacia dell'autore, che sarà andato a parlare personalmente con il libraio.

Perché quindi pagare cifre, anche molto alte, per pubblicare? 
Sarete avvantaggiati in qualche modo? 
NO.
In compenso però:

Vi sarete bruciati il vostro romanzo, frutto magari di mesi/anni di duro lavoro, perché sarà pubblicato senza cura e sarà praticamente impossibile da reperire, e in più avrete dei soldi in meno.

Volete lo stesso pubblicare a pagamento?

Come ho detto all'inizio, ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, l'importante è che ne sia consapevole.

Alcuni a questo punto diranno però che ci sono anche case editrici che non chiedono contributi, ma che pubblicano libri pieni di refusi, con grafiche poco curate e che non si trovano in libreria: avete ragione e ne parleremo con un articolo dedicato proprio a questo tema, nel frattempo la mia risposta secca e concisa è: il risultato è lo stesso, ma almeno non avrete pagato nulla.

Vi lascio con un video bellissimo, che prende in giro l'editoria a pagamento, creato da 
Studio 83


Cosa sono le case editrici a pagamento?

Ti è appena arrivata una mail da parte di una casa editrice che dice, grosso modo, così?

Caro scrittore, abbiamo appena letto la tua opera (nome dell'opera) e siamo rimasti letteralmente incollati alle pagine, è l'opera più bella che sia mai stata scritta, i dialoghi sono scorrevoli, i personaggi rimangono impressi nella mente del lettore anche una volta chiuso il libro, insomma si tratta di un romanzo originale, fuori dagli schemi. Crediamo lei abbia un vero talento e per questo siamo lieti di proporle la pubblicazione del suo libro nella nostra collana (nome collana).
Purtroppo però, come ben saprà, oggi sempre meno italiani leggono e i libri che vengono pubblicati ogni giorno sono tantissimi, pubblicare quindi l'opera di uno scrittore sconosciuto è un azzardo, per questo ci vediamo costretti a chiederle un parziale contributo alle spese di pubblicazione.
Sperando di averla presto nella nostra scuderia, resto a sua disposizione per ogni necessità di chiarimento e, nel caso, per un incontro da fissare.


Prima di correre dal tuo capo per licenziarti, fai un bel respiro e continua a leggere.

No, a differenza di quello che può sembrare, non si tratta di una risposta dopo un'attenta lettura del tuo manoscritto, ma è un semplice prestampato.

Ma come, dirai tu, mi chiama per nome e cognome e cita anche il titolo della mia opera (in casi eccezionali ci sono addirittura anche i nomi dei protagonisti!): mi dispiace, si tratta comunque di un prestampato a cui sono stati aggiunti i tuoi dati.

Fai un altro respiro profondo e ritorna alla mail: 


Cosa dice del tuo romanzo, a parte il titolo e (forse) il nome dei protagonisti?
Certo dice che i dialoghi sono bellissimi, i personaggi sono bellissimi, lo stile è bellissimo, tutto è bellissimo ma... non ti sembra un po' impersonale? Non ti sembra, rileggendola a mente fredda, una mail che potrebbe valere per qualsiasi libro e non solo per il tuo?
Oltre alle lodi sperticate, cosa dice? 
Certo, fa piacere sentirsi dire che il nostro libro è un capolavoro ma, ripensandoci sempre a mente fredda, possibile che vada tutto bene? Che non ci sia nemmeno un piccolo particolare che un po' stona? 

Voglio dire subito una cosa a scanso di equivoci: Le case editrici a pagamento sono legali.

Bene, dopo aver chiarito questo, entriamo nel vivo della questione:

Cos'è dunque una casa editrice a pagamento?


Una casa editrice a pagamento è una casa editrice che richiede, in cambio della pubblicazione del tuo libro, un contributo che generalmente va da 500 a 5000 euro (con picchi sia verso il basso, ma anche verso l'alto!).
Nella maggior parte dei casi, in cambio del contributo economico, ti vengo date delle copie del tuo stesso libro, in altri casi il pagamento è "a fondo perduto".

Nel 99 % dei casi gli editori a pagamento non leggono il manoscritto inviato, ecco il perché della lettera generica.

Molto spesso le case editrici a pagamento hanno un catalogo vasto quanto quello della Mondadori e Feltrinelli messe insieme. Perché? Perché non selezionano il materiale, pubblicano tutto ciò che gli arriva e più pubblicazioni equivalgono a più contributi.

Le case editrici a pagamento non si trovano quasi mai in libreria, a meno che l'autore non prenda personalmente contatti con il libraio. Perché? Perché hanno già guadagnato con il contributo richiesto all'autore.

A questo punto, conviene o no pubblicare a pagamento?

Lo scopriamo insieme nel prossimo articolo, dedicato proprio a questo argomento.

Stay tuned!

Un nuovo quaderno, una nuova storia

Un nuovo quaderno, una nuova storia da raccontare.
Auguro a tutti voi un meraviglioso 2018, che sia ricco di storie e di magia, perché i momenti bui sono inevitabili, ma la luce delle nostre passioni rischiara sempre l'oscurità.



Bilanci libreschi: I migliori e i peggiori libri del 2017

Il 2017 è ormai agli sgoccioli e, come da tradizione, ecco il bilancio delle mie letture migliori e peggiori.
IL LIBRO PIÙ BELLO

Devo dire che quest'anno sono stata molto fortunata, ho letto un sacco di bei libri, quello però che ho amato di più è stato:

"La verità sul caso Harry Quebert" Joël Dicker


La verità sul caso Harry Quebert

Joël Dicker
Bompiani
775 pp. 9,00 €


TRAMA:

Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
COMMENTO:

775 pagine letteralmente divorate in pochi giorni e pensare che stazionava da parecchi mesi sul mio comodino ma non mi decidevo mai a iniziarlo, complice una recensione poco lusinghiera letta sul web. Sono bastate poche pagine però, per immergermi completamente nella storia e, nonostante sia una patita di gialli, questa è stata la prima volta in cui ero talmente presa dai personaggi che il mistero è finito in secondo piano.
Veramente tanto, tanto, tanto consigliato!


IL LIBRO PIÙ BRUTTO


"Per dieci minuti" Chiara Gamberale


Per dieci minuti
Chiara Gamberale
187 pp. 9,00 €

TRAMA:

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

COMMENTO:
Non voglio infierire, dirò solo: "Ah, ma è un libro?"

IL CLASSICO PIÙ BELLO:




"Le relazioni pericolose" Choderlos de Laclos

Le relazioni pericolose
Choderlos de Laclos
Feltrinelli
376 pp. 9,00 €

TRAMA:
La marchesa di Merteuil, vedova ancora giovane e affascinante, trascorre la sua vita perseguendo il piacere come obiettivo da raggiungere attraverso i suoi perversi disegni, e passa da un amante all'altro, riuscendo tuttavia, grazie all'autocontrollo e a una fitta trama di espedienti, a mantenere intatta la sua reputazione. Spinta dal desiderio di rivalsa nei confronti di Gercourt, che era stato un suo amante, invita il suo amico, anch'egli ex amante e confidente, colui che condivide la sua spregiudicata condotta, il visconte di Valmont, a lanciarsi in un'avventura che, gli scrive, è "degna di un eroe: servirete l'amore e la vendetta". Lo strumento della vendetta è Cécile, quindicenne figlia di madame de Volanges, appena uscita dal convento e promessa sposa di Gercourt. Valmont, però, libertino di fama, di cui le donne virtuose come la madre di Cécile diffidano, non sembra intenzionato ad accontentarla; e continua a trascorrere la fine dell'estate - siamo nell'agosto di un anno imprecisato del 1700 - presso il castello di campagna di una sua vecchia zia, la saggia madame de Rosemonde. Nel castello soggiorna anche la giovane e bella presidentessa Tourvel, moglie fedele e virtuosa di un giudice lontano per lavoro, ed è proprio lei il motivo della permanenza del visconte, e della sua riluttanza a tornare a Parigi. Valmont vuole fiaccare le solide resistenze della virtuosa, aggiungere al suo catalogo di seduttore una preda ambita proprio perché in apparenza irraggiungibile...
COMMENTO:

Romanzo epistolare molto particolare, se siete appassionati di vendette, tradimenti, inganni, questo classico fa proprio al caso vostro.


IL CLASSICO CHE PIÙ MI HA DELUSO:


"Piccole donne" Louisa May Alcott

Piccole donne
Louisa May Alcott
Fanucci editore
364 pp. 6,90 €


TRAMA:

Crescere non è facile per le sorelle March: il padre è stato richiamato alle armi nel corso della guerra di secessione americana, e da allora la famiglia è stata affidata alle cure della madre. Meg è la sorella maggiore, assennata e gentile, Jo è quella più ribelle e anticonformista, Beth è timida e riservata e infine c'è Amy, la piccola di casa. Le quattro adolescenti si dimostrano molto unite nel l'affrontare le difficoltà quotidiane, l'assenza del padre e le ristrettezze economiche. Tra piccoli e grandi eventi, e circondate dall'affetto della fedele domestica Hannah e dall'amicizia del benestante vicino di casa Laurie, ognuna di loro seguirà le proprie ambizioni, e da piccole donne si trasformeranno in donne autentiche, capaci di affrontare le avversità della vita.

COMMENTO:
Il primo libro che ho letto a scuola è stato "Piccole donne" o almeno così credevo, qualche settimana fa mi sono ritrovata a rileggerlo o meglio a leggerlo per la prima volta, scoprendo così che in realtà da bambina non avevo letto la versione integrale ma una che comprendeva "Piccole donne" e "Piccole donne crescono" condensate in un'unica opera.
Perché delusione? Perché è molto diverso da come me lo ricordavo e da come è descritto nel celebre film che tanto ho amato, ma ci scriverò su un articolo specifico per parlarne meglio. Stay tuned!

IL LIBRO CHE MI HA FATTO PIANGERE

"Sette minuti dopo la mezzanotte" Patrick Ness, Siobhan Dowd

Sette minuti dopo la mezzanotte
Patrick Ness, Siobhan Dowd
Mondadori
224 pp. 10,00 €
TRAMA:

Il mostro si presenta a Conor sette minuti dopo la mezzanotte. Puntuale. Ma non è il mostro che Conor si aspettava, l'orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.
COMMENTO:

Mi sono detta "ne leggerò giusto qualche pagina prima di andare a letto", mi sono ritrovata in lacrime qualche ora dopo chiudendolo. "Sette minuti dopo la mezzanotte" è un libro di una bellezza sconvolgente, toccante ma non per questo patetico. Leggetelo! Ma prima preparatevi una scorta di fazzoletti.


IL LIBRO CHE MI HA FATTO SORRIDERE


"Torta al caramello in paradiso" Fannie Flagg

Torta al caramello in paradiso
Fannie Flagg
Bur
372 pp. 10,00 €
TRAMA:

La vita è proprio strana... Lo può ben dire l'ultraottantenne Elner Shimfissle, che un momento prima si inerpica sulla scala per raccogliere i fichi dall'albero e un momento dopo si ritrova a terra, priva di sensi dopo essere stata punta da uno sciame di vespe. I vicini la soccorrono subito e la portano in ospedale dove purtroppo i medici non possono far altro che constatarne il decesso. Alla notizia, parenti, amici e l'intera comunità della cittadina di Elmwood Springs sono colti da un'infinita tristezza e da un rimpianto inconsolabile: con i suoi saggi consigli e la sua purezza di cuore quella generosa e intrepida vecchietta era stata un punto di riferimento prezioso per tutti. Iniziano i preparativi per il funerale e da tutto il paese arrivano fiori e condoglianze. Ma nessuno ha fatto i conti con la defunta... Elner, stesa su una barella in camera mortuaria, apre gli occhi con l'impressione di sentirsi molto meglio e, benché stupita che nessuno si accorga più di lei, si alza, esce dalla porta, percorre il corridoio fino a un ascensore, vi sale e, dopo un viaggio che ha dell'incredibile, si ritrova in Paradiso a vivere un'avventura che non si sarebbe mai aspettata, incontrando persone che non avrebbe mai creduto di poter vedere, esaudendo il suo grande sogno: domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere riguardo alla Vita. Ma forse la sua ora non è ancora giunta, ed Elner potrebbe tornare indietro, nel mondo dei vivi, a rivelare qual è il segreto della felicità.


COMMENTO:

Fannie Flagg è conosciuta per il suo "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" da cui è stato tratto anche un celebre film, ma ha scritto anche tutta una serie di libri meno conosciuti che secondo me vale la pena recuperare, come questo, un libro leggero ma non banale, dolce ma non sdolcinato, ironico al punto giusto, insomma una lettura consigliata.

IL LIBRO CHE MI HA (PROFONDAMENTE) DELUSO

"Una brava ragazza" Joyce Carol Oates


Una brava ragazza
Joyce Carol Oates
Bompiani
217 pp. 11,00 €
TRAMA:

La sedicenne Katya Spivak sta camminando con i due bambini a cui fa da baby sitter per Bayhead Harbour, New Jersey, quando viene avvicinata da Marcus Kidder, un uomo gentile, dai capelli grigi, uno dei cittadini più in vista della zona. All'inizio le sue attenzioni verso Katya sembrano innocue, disinteressate; al contrario quelle della ragazza sembrano precocemente manipolatorie. La sua bellissima casa in riva all'oceano, il suo essere un artista, i libri per bambini che ha scritto, la musica classica che le fa ascoltare, i suoi generosi regali: la vita di Kidder non ha nulla a che vedere con l'ambiente da cui proviene Katya, che ha una famiglia di bassa estrazione sociale e vicina alla piccola criminalità. Gradualmente, però, a piccoli passi, la relazione tra Katya e Marcus Kidder cambia, e fargli da modella non ha più l'aura romantica dell'inizio. Cosa vuole davvero un uomo così ricco e misterioso da Katya, abbastanza giovane da essere sua nipote? E cosa è pronto a rischiare per ottenerlo?

COMMENTO:


Mi aspettavo decisamente un'altra storia. Cosa posso dire di "Una brava ragazza"? Che è decisamente brutto, anzi di più, e pensare che ho adorato "Sorella mio unico amore".
Profondamente delusa. Per non parlare del finale, decisamente orribile e privo di senso. Non leggetelo!


IL LIBRO CHE MI HA (PIACEVOLMENTE) STUPITO


"Shining" Stephen King

Stephen King
Shining
Bompiani
429 pp. 9,90 €
TRAMA:

L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

COMMENTO:

Ho un rapporto strano con King, all'inizio proprio non riuscivo a leggerlo, poi mi si è aperto un mondo. "Shining" avevo già provato a leggerlo, dopo aver visto il film , ma mi ero ben presto arenata. L'ho ripreso in mano questa estate e l'ho divorato. Posso dirlo? Nonostante Jack Nicholson sia perfetto per questo ruolo, ho preferito il libro al film. King è famoso per i suoi mostri ma devo dire che io amo di più l'approfondimento psicologico che dedica ai suoi personaggi.

IL MIGLIOR LIBRO ITALIANO

"Arduin il rinnegato" Silvana De Mari

Arduin il rinnegato
Silvana De Mari
Ares Edizioni
480 pp. 19,00 €

TRAMA:

«Quando l’ultimo drago e l’ultimo elfo spezzeranno il cerchio, il passato e il futuro si incontreranno, il sole di una nuova estate splenderà nel cielo…» Questo libro è l’attesissimo prequel della saga fantastica che ha avuto, finora, come punte di diamante i due romanzi L’ultimo orco e L’ultimo elfo. Una storia appassionante di battaglie e di amori che coinvolgono orchi, uomini, elfi e nani in un turbine di colpi di scena che terranno il lettore incollato al libro fino all’ultima pagina.


COMMENTO:

Me ne intendo pochissimo di fantasy ma ho letto e amato la saga de "L'ultimo elfo" poiché è in grado di veicolare messaggi fruibili a tutti, anche ai non esperti.
Questo prequel è un libro potente, una storia in cui si ride e si piange, Arduin non è un cavaliere che viene sul suo destriero bianco a salvare il Mondo, è un orco che poco per volta, nel corso della storia, forma la sua morale, che capisce che no, i bambini non si uccidono e non si mandano in guerra e che per fermare gli orchi serve un altro orco. Perché gli orchi esistono, possono essere sconfitti ma vanno anche salvati.
Lettura super consigliata!

In questa categoria però voglio aggiungere anche un altro libro, un romanzo breve, contenuto nella raccolta "Trilogia del Novecento", sto parlando di

"Terra di nessuno" Eraldo Baldini

Trilogia del Novecento
Eraldo Baldini
Einaudi
319 pp. 17,00 €


TRAMA:

È la vigilia del Giorno dei Morti del 1906. L'apparizione di una donna con gli stivali che rivuole indietro il suo terreno basterebbe a far scappare chiunque. Maddalena no, non scappa. E avrà una storia da raccontare. Quattro reduci della Grande Guerra salgono in montagna per lavorare a una carbonaia, e restano coinvolti in una serie di eventi inquietanti. È la terribile esperienza della trincea che spinge le loro menti a trasfigurare la realtà, o il bosco nasconde davvero un Nemico? L'ispettore ministeriale Carlo Rambelli viene inviato nel Ravennate per indagare su una presunta epidemia di malaria. Giunto sul posto dovrà fare i conti con omertà, superstizione e squadracce fasciste. E con la strana scomparsa dei cadaveri di sette bambini. Grazie a un'affascinante miscela che combina paure ataviche e spietati pregiudizi, Baldini ci regala tre storie magnetiche immerse in una geografia provinciale carica di mistero.


COMMENTO:

Che io ami Eraldo Baldini (sia nelle vesti di narratore che saggista) e lo consideri uno dei migliori scrittori italiani penso sia risaputo, ma ci tenevo a inserirlo anche in questa classifica e a segnalare in particolare "Terra di nessuno" romanzo breve che ho amato alla follia.
Baldini è infatti bravissimo a trasmettere lo stesso senso di inquietudine che accompagna i protagonisti, una storia che si divora rimanendo in apnea per tutto il tempo e con un finale per nulla consolatorio. Assolutamente da leggere!


Qual è invece la vostra classifica delle migliori e peggiori letture del 2017?

Libri (gialli) da leggere a Capodanno

Appassionati di misteri, delitti e intrighi? Ecco 3 libri (rigorosamente gialli) ambientati a Capodanno!

Capodanno con delitto

Capodanno con delitto
Donald Bain
Sperling & Kupfer
316 pp. 9,90 €


TRAMA:

La quiete di Cabot Cove, dove la signora Fletcher può finalmente concentrarsi sui suoi romanzi, viene interrotta bruscamente e dolorosamente - quando Jessica riceve la telefonata di un avvocato di Savannah: l'eccentrica amica di un tempo, Tillie Mortelaine, è morta all'improvviso. Alla tristezza per la perdita, si aggiunge la sorpresa: Jessica erediterà un milione di dollari, ma a due condizioni. Per prima cosa, la neoereditiera dovrà utilizzare la somma per aiutare il centro di formazione scolastica fondato anni prima a Savannah assieme a Tillie. In secondo luogo, potrà ricevere il denaro solo se riuscirà a risolvere nel giro di un mese il mistero che avvolge ancora la morte dell'ex fidanzato di Tillie, Wanamaker Jones, ucciso quarant'anni prima con un colpo di pistola durante il veglione di Capodanno. Come sempre, la Signora in Giallo raccoglie la sfida; si trasferisce a Savannah e si stabilisce nella sontuosa dimora di Tillie, trovandosi a tu per tu con gli ospiti di cui si circondava l'amica, persone bizzarre e anticonformiste proprio come lo era lei. Le quali sostengono che lo spirito di Wanamaker Jones vaghi ancora all'interno della villa, la stessa dove è stato assassinato, incapace di abbandonare il mondo dei vivi. E - più terrenamente - che l'affascinante Wannamaker non fosse davvero innamorato della più anziana Tillie, bensì attratto dal suo patrimonio.

Omicidio a Capodanno

Christopher Bush
Omicidio a Capodanno
Polillo Editore
313 pp. 13,90 €

TRAMA:

A Little Levington Hall, la villa del giovane scienziato Martin Braishe, si è appena concluso il veglione di fine anno. Il padrone di casa aveva deciso di dare un ballo in maschera sia per rispettare una tradizione di famiglia sia per festeggiare l'importante scoperta di un nuovo gas. Gli ospiti si stanno ritirando nelle loro stanze quando all'improvviso salta l'impianto elettrico. Lì per lì nessuno dà peso alla cosa, ma l'indomani in molti lamentano il furto di denaro e oggetti di valore, e Braishe si accorge che un campione del suo letale e preziosissimo gas è scomparso. Non è però un semplice ladro quello che si aggira per la Hall: nella sua camera, infatti, la giovane attrice Mirabel Quest giace morta con il costato trafitto da un pugnale. E poco dopo anche suo cognato, lo schivo e cupo Denis Fewne, viene trovato privo di vita nel padiglione esterno dove stava terminando il suo ultimo romanzo. Ma perché non ci sono impronte sul manto di neve che circonda l'intera villa? Bisogna chiamare la polizia, e presto, ma la casa è del tutto isolata: il telefono è fuori uso, le strade sono impraticabili. Toccherà a Ludovic Travers, l'ingegno più brillante tra tutti gli ospiti della Hall, indagare su questi strani e spaventosi accadimenti per impedire all'assassino di colpire di nuovo.

Capodanno in giallo

Aykol, Camilleri, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami
Capodanno in giallo
Sellerio
288 pp, 14 €

TRAMA:

Incombe il Capodanno e nella notte di euforia detective per professione e investigatori dilettanti sono coinvolti in casi complicati piombati su di loro tra una bottiglia di spumante, un fuoco d’artificio, una festa da ballo. Sono i personaggi letterari che hanno conquistato i lettori per le loro biografie, il contesto ambientale, le loro contraddizioni: ci sono poliziotti come il commissario Salvo Montalbano che per la notte di San Silvestro ha deciso di rimanere nella sua Vigàta, o l’anomalo vicequestore Chicco Schiavone - creatura di Antonio Manzini -, più infreddolito che mai in Val D’Aosta, dove è stato sbattuto per non si sa bene quali vicende. E poi i detective dilettanti: Kati Hirschel, la libraia turco-tedesca di Istanbul che ha già risolto brillantemente più di un caso (Esmahan Aykol), Enzo Baiamonte, l’elettrotecnico del quartiere Olivuzza di Palermo, che ha conquistato il «patentino» di investigatore privato (Gian Mauro Costa), i vecchietti che a Pineta si sono inventati un Capodanno al BarLume per la gioia di Massimo, Amedeo Consonni il pensionato reduce dall’avventura degli scheletri trovati nel suo armadio (Francesco Recami), bloccato nella sua casa di ringhiera dal nipotino Enrico e dalla professoressa Mattei-Ferri.